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BRINDISI ED EVENTI IN TUTTA ITALIA CON LE GIORNATE DELLE DONNE DEL VINO

26-03-2026 11:17 AM

Maurizio Maschio

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BRINDISI ED EVENTI IN TUTTA ITALIA CON LE GIORNATE DELLE DONNE DEL VINO

C’è un modo speciale per celebrare l’8 marzo che parla di territorio, cultura e futuro: alzare un calice e raccontare il lavoro delle donne che ogni g

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C’è un modo speciale per celebrare l’8 marzo che parla di territorio, cultura e futuro: alzare un calice e raccontare il lavoro delle donne che ogni giorno coltivano vigne, producono vino, accolgono viaggiatori e promuovono la cultura del gusto. È questo lo spirito che anima Le Giornate delle Donne del Vino, l’iniziativa nazionale che torna per l’undicesima edizione coinvolgendo delegazioni regionali e centinaia di professioniste del settore in tutta Italia. Per una settimana, sino al 15 marzo, da nord a sud della Penisola, il calendario si anima di degustazioni, incontri, tavole rotonde e momenti di confronto che intrecciano vino, cultura gastronomica e sostenibilità. Il tema scelto per il 2026 – “Donne, Vino, Cibo” – non è solo un titolo evocativo, ma una chiave di lettura per interpretare il ruolo sempre più centrale delle donne nel mondo del vino e, più in generale, nella costruzione di un nuovo modello di leadership.

 

In un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e fragilità economiche, parlare di cibo significa infatti parlare di diritti, accesso alle risorse, responsabilità verso i territori e le comunità. Il vino, insieme alla cultura gastronomica, diventa così non solo piacere e convivialità, ma anche strumento di racconto, identità e sviluppo.

 

Dietro la celebrazione dell’8 marzo c’è anche una riflessione concreta sul ruolo delle donne nel settore vitivinicolo. I dati raccontano una presenza ancora minoritaria, ma estremamente efficace. Le imprese guidate da donne coltivano circa il 21% della superficie agricola utilizzata, ma generano il 28% del PIL agricolo, un indicatore che evidenzia una forte capacità di creare valore.

Le aziende a guida femminile si distinguono inoltre per una maggiore presenza di vini DOC e DOCG, una forte propensione all’export e una particolare attenzione a marketing, comunicazione ed enoturismo. Sono più inclini alla diversificazione, spesso più resilienti nei momenti di crisi e particolarmente sensibili ai temi della sostenibilità, con una percentuale significativa di vigneti biologici o in conversione.

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DONNE, VINO E CIBO: UNA VISIONE CHE GUARDA AL FUTURO

 

Per l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, la più grande realtà mondiale dedicata all’enologia femminile, il tema scelto per il 2026 rappresenta una vera dichiarazione di intenti.

 

«In un momento internazionale così delicato, parlare di cibo significa parlare di diritto, responsabilità e futuro – sottolinea Daniela Mastroberardino, presidente dell’associazione –. Per noi “Donne, Vino, Cibo” non è solo un tema culturale, ma una visione: mettere al centro la qualità, la sostenibilità e la cura delle comunità come risposta concreta alle fragilità del presente».

 

Il cibo racconta territori e memorie, custodisce tradizioni e saperi, genera economia e relazioni. Insieme al vino è uno dei motori più potenti dell’enoturismo italiano, capace di valorizzare paesaggi, comunità locali e identità gastronomiche. Ma oggi – ricordano le Donne del Vino – non basta più limitarsi alla dimensione conviviale. Parlare di cibo significa interrogarsi su come produciamo, distribuiamo e condividiamo le risorse, riaffermando il valore della cura della terra e delle persone.

Fondata nel 1988, l’associazione Le Donne del Vino conta oggi oltre 1.250 socie tra produttrici, enotecarie, sommelier, ristoratrici, giornaliste, consulenti e professioniste della filiera. Presente in tutte le regioni italiane con delegazioni attive, promuove la cultura del vino attraverso progetti di formazione, iniziative di ricerca e attività dedicate alla sostenibilità e all’inclusione.

 

Tra i programmi più importanti figurano D-Vino, che porta l’educazione al vino negli istituti alberghieri, ed Essenze di Vite, progetto realizzato con AIS che offre percorsi formativi gratuiti a giovani donne interessate al settore. Un lavoro che negli anni ha contribuito a costruire una vera rete internazionale, grazie anche al Forum Mondiale delle Donne del Vino, che oggi collega associazioni di dodici Paesi.

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UN MOSAICO DI EVENTI IN TUTTA ITALIA

 

Si parte venerdì 6 marzo in Toscana, alla Distilleria Nannoni di Civitella Paganico, dove l’evento “Arte al femminile in distilleria” intreccia visita guidata, degustazione e concerto dal vivo del soprano Simona Parra, accompagnato da un percorso espositivo dedicato all’arte contemporanea femminile.

 

Il giorno seguente, sabato 7 marzo, il calendario si anima in diverse regioni: a Crotone, al Mara Restaurant Vinarte, il brunch solidale “Korale, il vino delle Donne per le Donne” promuove un gesto simbolico contro la violenza di genere, destinando parte del ricavato all’associazione Noemi (prenotazioni: Luciana Marino 348 7712632); nello stesso giorno in Lombardia, alla Cantina Taia di Montecalvo Versiggia nell’Oltrepò Pavese, si tiene una degustazione sensoriale dedicata al Pinot Nero, mentre in Friuli-Venezia Giulia alla Tenuta Valdomini di Piccoli la scrittrice Catrin Simeth presenta il libro “Quanto costa il tempo”, seguito da una degustazione guidata. 

 

Sempre il 7 marzo, in Puglia, il ristorante Riontino di Margherita di Savoia ospita la cena tematica “Vitigni autoctoni e profumi degli Arenili”, con quattro portate dedicate ai prodotti simbolo del territorio e il racconto delle produttrici locali (info: 0883 651091).

Domenica 8 marzo, giornata simbolo dell’iniziativa, il programma si moltiplica lungo tutta la Penisola. In Campania, alla Tenuta Sorrentino di Boscotrecase, si svolge “Donne in fiore”, un tour tra vigne e biodiversità con pranzo degustazione (info: turismo@sorrentinovini.com – 338 1354415); in Calabria, all’Azienda Ceraudo di Strongoli, l’incontro “Racconti di donne, storie di passione, imprese” riunisce protagoniste del vino, della scienza e della gastronomia. In Sardegna, all’agriturismo Inza su Re di Bono, l’evento “Calici di Donna” propone un pranzo in quattro portate con abbinamenti dei vini delle produttrici regionali (info: 348 8629564). In Trentino-Alto Adige, invece, le Donne del Vino salgono in quota con “Calici in vetta”, una giornata di degustazioni e tavola rotonda sul futuro del vino al Rifugio Doss del Sabion, sopra Madonna di Campiglio (info: 0465 602101).

 

La stessa giornata propone anche appuntamenti culturali come il convegno “Non chiamarlo Amore”, dedicato alla prevenzione della violenza di genere nella Chiesa di Sant’Agostino a Montalcino, mentre a Firenze, alla Stazione Leopolda, si tiene la masterclass “I vini rari delle Donne del Vino”, con nove etichette in tiratura limitata abbinate alla tradizione gastronomica toscana.

Il calendario prosegue nei giorni successivi con ulteriori momenti di confronto e formazione, tra cui il 9 marzo un webinar nazionale sulla leadership femminile promosso dalla delegazione del Friuli-Venezia Giulia e, in Piemonte, l’8 marzo a Vignale Monferrato una giornata dedicata alla preparazione delle tradizionali “torte fluffose” all’Azienda Agricola La Scamuzza.

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UN RACCONTO COLLETTIVO CHE INVADE I SOCIAL

 

Accanto agli eventi sul territorio, l’iniziativa si sviluppa anche online con un progetto partecipativo che coinvolge tutte le socie dell’associazione. Le Donne del Vino sono state invitate a realizzare uno scatto fotografico che interpreti il tema “Donne, Vino, Cibo”, ritraendosi con un prodotto simbolo del proprio territorio. Il risultato è un grande mosaico visivo condiviso sui social network: un racconto collettivo fatto di volti, calici e prodotti che rappresentano la ricchezza gastronomica italiana.

 

A sintetizzare questa visione è anche il logo 2026, progettato dall’architetta e wine designer toscana Federica Cecchi. La figura femminile diventa metafora di sostenibilità e consapevolezza, adornata da elementi simbolici come broccoli e spaghetti: ingredienti semplici che raccontano salute, convivialità e identità gastronomica.

 

Nel giorno dedicato alle donne, il mondo del vino italiano celebra dunque non solo un anniversario simbolico, ma una comunità di professioniste che ogni giorno contribuisce a innovare la cultura del vino, a valorizzare i territori e a costruire un futuro più sostenibile.

Un brindisi che il G-Astronauta dedica a tutte loro: alle produttrici, alle enologhe, alle sommelier, alle ristoratrici, alle comunicatrici del vino. Perché dietro ogni grande bottiglia c’è sempre una storia.
E sempre più spesso quella storia ha il volto di una donna.

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