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ASTRONOMY DAY, TRENT'ANNI DI ALTRI MONDI

25-11-2025 09:04 AM

Maurizio Maschio

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ASTRONOMY DAY, TRENT'ANNI DI ALTRI MONDI

Era il 6 ottobre 1995 quando due astronomi svizzeri, Michel Mayor e Didier Queloz, scoprirono un pianeta fuori dal Sistema Solare, 51 Pegasi b. Un mondo distante cinquant’anni luce, che avrebbe cambiato per sempre la nostra idea di Universo. Trent’anni dopo quella scoperta – premiata nel 2019 con il Nobel per la Fisica – l’Astronomy Day 2025 invita a guardare di nuovo in alto, per riflettere su quanto lontano sia arrivata l’avventura umana nella conoscenza del cosmo.

L’appuntamento è per lunedì 17 novembre, alle ore 21, nell’Aula Magna della Cavallerizza Reale (via Giuseppe Verdi 9, Torino), in un evento gratuito organizzato da Infini.to – Planetario di Torino, Museo dell’Astronomia e dello Spazio “Attilio Ferrari”, nell’ambito del Sistema Scienza Piemonte e del progetto ESERO Italia dell’Agenzia Spaziale Europea. Un’iniziativa che unisce ricerca, divulgazione e poesia scientifica in una serata dal titolo evocativo: Trent’anni di altri mondi – Dal primo esopianeta alla ricerca di vita nell’Universo.  

Protagonista sarà Amedeo Balbi, astrofisico e professore associato all’Università di Roma “Tor Vergata”, una delle voci più autorevoli della divulgazione italiana. A dialogare con lui sarà Gabriele Beccaria, giornalista scientifico e responsabile di TuttoScienze. Insieme guideranno il pubblico in un viaggio che parte dalle prime scoperte degli anni ’90 fino alle più recenti missioni spaziali capaci di scrutare le atmosfere di mondi lontani in cerca di tracce di vita.

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SCOPRIRE L'UNIVERSO PER SCOPRIRE NOI STESSI

Oggi conosciamo oltre cinquemila esopianeti, ciascuno con la propria danza intorno a stelle più o meno simili al nostro Sole. Alcuni sono giganti gassosi incandescenti, altri pianeti rocciosi dove le condizioni potrebbero ricordare quelle della Terra. Nei prossimi anni, telescopi come il James Webb Space Telescope, il futuro Ariel dell’ESA e le sonde dedicate all’osservazione delle atmosfere planetarie ci permetteranno di leggere le firme chimiche della vita, come l’ossigeno o il metano, su pianeti che orbitano a centinaia di anni luce da noi.

Balbi, autore di saggi come Dove sono tutti quanti? e Su un altro pianeta, da sempre intreccia il linguaggio della scienza con quello della filosofia. La sua riflessione sulla possibilità di non essere soli nel cosmo è insieme lucida e poetica: una meditazione sul significato della vita e sui limiti della conoscenza. “Cercare altri mondi – scrive – non è solo una questione di telescopi: è un modo per capire chi siamo e dove stiamo andando”.

L’incontro offrirà anche uno sguardo umano sulla scienza. Beccaria, da anni interprete del dialogo tra ricerca e società, accompagnerà Balbi ricordandoci che ogni nuova scoperta astronomica racconta anche qualcosa di noi. I trent’anni di esplorazione degli esopianeti diventano così una metafora del nostro bisogno di futuro, del desiderio di superare i confini del visibile per riconoscere, tra miliardi di stelle, il riflesso della vita.

Come ogni iniziativa firmata Infini.to, l’Astronomy Day sarà un’esperienza collettiva di meraviglia e conoscenza. Un modo per festeggiare il cammino della scienza e rendere omaggio a tutti coloro che, da Galileo ai ricercatori contemporanei, hanno inseguito la luce di altri mondi. Ingresso gratuito con prenotazione consigliata su Eventbrite. Info e dettagli sul sito www.planetarioditorino.it/astronomy-day-2025

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Come ogni iniziativa firmata Infini.to,  sarà un’esperienza collettiva di meraviglia e conoscenza. Un modo per  e rendere omaggio a tutti coloro che, da Galileo ai ricercatori contemporanei, hanno inseguito la luce di altri mondi.  . 

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