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AMATRICIANA DAY, IL 6 MARZO SI CELEBRA LA PRIMA GIORNATA INTERNAZIONALE DELL'AMATRICIANA

14-03-2026 11:48 AM

Maurizio Maschio

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AMATRICIANA DAY, IL 6 MARZO SI CELEBRA LA PRIMA GIORNATA INTERNAZIONALE DELL'AMATRICIANA

UNO DEI PIATTI PIÙ ICONICI DELLA CUCINA ITALIANA CONQUISTA FINALMENTE UNA SUA GIORNATA UFFICIALE. IL 6 MARZO DEBUTTA LA PRIMA GIORNATA INTERNAZIONALE

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UNO DEI PIATTI PIÙ ICONICI DELLA CUCINA ITALIANA CONQUISTA FINALMENTE UNA SUA GIORNATA UFFICIALE. IL 6 MARZO DEBUTTA LA PRIMA GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’AMATRICIANA, CON UNA TRE GIORNI DI EVENTI AD AMATRICE (RIETI) SINO A DOMENICA 8 MARZO TRA INCONTRI CULTURALI, DEGUSTAZIONI, ESCURSIONI E SHOW COOKING.

 

Nel grande atlante della cucina italiana ci sono piatti che appartengono a una città, altri a una regione, e poi ci sono quelli che finiscono per rappresentare un intero Paese. L’amatriciana appartiene senza dubbio a questa categoria: un primo piatto diventato simbolo della cucina italiana nel mondo, capace di unire semplicità contadina e identità culturale. Nel Lazio, questa dimensione quasi sacrale prende forma in una triade gastronomica diventata leggenda: gricia, amatriciana e carbonara, la “santissima trinità” dei primi piatti romani.

 

Tra queste, l’amatriciana è forse quella che più racconta il passaggio dalla cucina pastorale dell’Appennino alla grande tradizione delle trattorie italiane. Gli ingredienti sono pochi e apparentemente semplici — guanciale, pomodoro, peperoncino e pecorino romano — ma proprio per questo ogni dettaglio conta. Basta una variazione per scatenare discussioni infinite: c’è chi aggiunge la cipolla, chi sostituisce il guanciale con la pancetta, chi cambia formato di pasta. Eppure la ricetta autentica nasce da una logica precisa: guanciale rosolato lentamente senza grassi aggiunti, sfumato con vino bianco, pomodoro a cuocere per circa venti minuti e pecorino solo a fuoco spento, per legare il sugo con la pasta.

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Per capire davvero l’amatriciana bisogna tornare indietro nel tempo, quando il pomodoro ancora non era entrato stabilmente nella cucina italiana. Sui tratturi dell’Appennino centrale i pastori portavano con sé ciò che poteva conservarsi a lungo: guanciale stagionato, pecorino e farina. Da quella cucina di necessità nasce la gricia, la cosiddetta “amatriciana bianca”. Quando tra la fine del Settecento e l’Ottocento il pomodoro entra definitivamente nella tradizione gastronomica italiana, il rosso si unisce al grasso del guanciale e alla sapidità del pecorino trasformando quella preparazione pastorale in uno dei piatti più celebri del mondo.

 

Una ricetta semplice, dunque, ma con una storia potente. Tanto potente da meritare oggi una celebrazione ufficiale. Da quest’anno la sua storia si arricchisce infatti di una nuova pagina. Il 6 marzo 2026 nasce ufficialmente la prima Giornata Internazionale dell’Amatriciana, una celebrazione che prende forma proprio ad Amatrice, luogo dove questo piatto ha radici profonde, e che ambisce a essere festeggiata ogni anno in tutto il mondo.

 

L’iniziativa è promossa dall’Associazione dei Ristoratori e degli Albergatori di Amatrice (ARAM) con il patrocinio del Comune di Amatrice, dell’Università Roma Tre, della Regione Lazio e della Camera di Commercio di Rieti e Viterbo. La presentazione ufficiale si è svolta alla Camera dei deputati, nella Sala Tatarella, dove è stato svelato anche il logo della manifestazione e il programma della prima edizione, che si svilupperà in una tre giorni di eventi da venerdì 6 a domenica 8 marzo. Una data scelta con un preciso valore simbolico: il 6 marzo 2020, infatti, l’Amatriciana ha ottenuto dall’Unione Europea il riconoscimento di Specialità Tradizionale Garantita (STG), una certificazione condivisa in Italia soltanto con altri tre grandi simboli della gastronomia nazionale: pizza napoletana, mozzarella e vincisgrassi alla maceratese.

 

E c’è anche una sfida gastronomica, dichiarata ma sorridente: anticipare di un mese il celebre Carbonara Day del 6 aprile, portando l’amatriciana al centro di una festa globale che coinvolga ristoranti, cucine domestiche e comunità di appassionati in tutti i continenti.

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UN PIATTO CHE RACCONTA UN TERRITORIO

 

Ad Amatrice l’amatriciana non è soltanto una ricetta: è memoria, identità e prospettiva. Secondo alcune stime, nei soli comuni di Amatrice e Accumoli si producono ogni settimana circa 150 kg di sugo all’Amatriciana per punto di ristorazione, per un totale annuo vicino alle 100 tonnellate, pari a circa 25.000 porzioni. Se si allarga lo sguardo all’intero Lazio, i piatti serviti ogni anno superano il milione.

 

Numeri che raccontano una diffusione globale, ma che ad Amatrice assumono un significato ancora più profondo. Come ha ricordato il sindaco Giorgio Cortellesi in conferenza stampa, l’amatriciana rappresenta anche un volano per la ripartenza socioeconomica della città e delle sue frazioni, dopo il sisma del 2016.

 

La giornata internazionale nasce proprio con questo spirito: celebrare uno dei piatti più celebri della cucina italiana e allo stesso tempo rafforzare il legame tra gastronomia, territorio e comunità.

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IL PROGRAMMA TRA CULTURA, TERRITORIO E IDENTITÀ

 

Il cuore della prima giornata si svolgerà venerdì 6 marzo nella Sala polifunzionale del Polo del Gusto e delle Tradizioni di Amatrice. La mattina si apre alle 10,30 con l’accoglienza dei partecipanti, seguita alle 10,45 dai saluti istituzionali. Dalle ore 11 alle 13 prende il via il convegno “Amatrice nella storia che si vive, che si gusta e che dà futuro”, un confronto interdisciplinare dedicato alle radici culturali dell’area amatriciana e alle prospettive di sviluppo turistico e sociale. Tra gli interventi sono previsti contributi della storica dell’arte Marta Capanna, del medico e divulgatore scientifico Mauro Mariani e di rappresentanti di Slow Food e delle associazioni impegnate nella valorizzazione del territorio.

 

Alle ore 13 si passa alla convivialità, con una degustazione di Amatriciana e prodotti tipici locali accompagnati da una selezione di vini del territorio, preparata con il contributo dell’Istituto Alberghiero di Amatrice e della Federazione Italiana Cuochi. Nel pomeriggio, alle ore 15, il sindaco guiderà una visita ai cantieri della ricostruzione nel centro storico e alla Casa Futuro, mentre dalle 16 alle 17,30 l’Università Roma Tre proporrà un incontro di orientamento per gli studenti dedicato al corso di laurea in Scienze e Culture Enogastronomiche, un percorso interdisciplinare che intreccia cucina, economia e scienza del cibo.

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Intervistata dal G-Astronauta nei giorni della kermesse, la cantante romana Margherita Carducci, in arte Ditonellapiaga, terza classificata a Sanremo 2026, svela il suo amore per la pasta e i piatti della tradizione romana, fra cui non poteva mancare l'amatriciana. 

 

Guarda l'intervista su Youtube  

Il secondo giorno trasformerà la celebrazione in esperienza diffusa sul territorio. Dalle ore 10, con ritrovo alla Pro Loco, i visitatori potranno partecipare a numerose attività gratuite organizzate dalle strutture aderenti all’ARAM: escursioni in montagna con le associazioni Laga4Trek e CAI di Amatrice, passeggiate in e-bike, visite all’oasi naturalistica di Orie Terme, oltre a visite guidate al Museo comunale di Amatrice e al laboratorio di restauro “Rinascita”.

 

Alle ore 11 è prevista l’inaugurazione del Centro Polifunzionale di Pinaco Arafranca, mentre dalle 13,30 alle 15,30 i ristoratori della città proporranno un pranzo con menu tipico a prezzo fisso, su prenotazione. Nel pomeriggio, dalle ore 16 alle 18, spazio alla cucina con lo show cooking “Scienza e pratica dell’Amatriciana – La chimica e gli ingredienti”, dove gli chef Elia Grillotti e Andrea Sangiuliano racconteranno la preparazione del piatto insieme ai docenti dell’Università Roma Tre. Al termine, degustazione per i partecipanti. La giornata si chiude con la cena con menu fisso nei ristoranti aderenti e alle 21,45 con lo spettacolo teatrale di Gabriella Germani all’Auditorium della Laga, dal titolo Ma chi mi credo di essere?”.

 

Nella terza giornata proseguiranno le attività di scoperta del territorio con escursioni, visite guidate e laboratori per bambini, sempre con partenza dalla Pro Loco di Amatrice.

Alle ore 13,30 torna il pranzo con menu tipico nei ristoranti della città, mentre nel pomeriggio – alle 17,30 all’Auditorium della Laga – andrà in scena lo spettacolo “Le donne in Parlamento” da Aristofane, in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle donne.

 

Un finale che unisce cultura e comunità, nello stesso spirito conviviale che attraversa l’intera manifestazione. L’obiettivo è chiaro: trasformare il 6 marzo in una data simbolica per gli amanti della cucina italiana in tutto il mondo. Ed è proprio in questo spirito che l’invito travalica i confini territoriali e diventa globale: durante la giornata ristoranti, trattorie, chef e appassionati di tutta Italia e di tutto il mondo potranno partecipare proponendo nel proprio menu l’Amatriciana preparata secondo la ricetta tradizionale, contribuendo così a una grande celebrazione diffusa.

 

Si potranno condividere foto, video e racconti della propria versione del piatto sui social utilizzando un hashtag che contenga la parola “Amatriciana” – come #AmatricianaDay, #GiornataAmatriciana o #GiornataInternazionaleAmatriciana – creando una sorta di mappa digitale della festa gastronomica che, idealmente, unirà tavole e cucine in tutti e cinque i continenti.E poche ricette, come l’amatriciana, riescono a raccontare tutto questo in modo così potente.Il programma completo, gli aggiornamenti e le modalità di partecipazione sono disponibili sul sito ufficiale www.giornatadellamatriciana.it e sui canali social dedicati alla manifestazione. 

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