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MAURIZIO MASCHIO

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MAURIZIO MASCHIO

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PARIGI D'AUTUNNO
LA VILLE LUMIÈRE TRA STELLE E BISTROT

In occasione della World Space Week, il G-Astronauta dedica una cartolina speciale a Parigi: un viaggio d’autunno tra Senna e stelle, dal Musée de l’Air et de l’Espace all’ESA e all’Observatoire, con tappe gourmand nella Ville Lumière

Le foglie dorate cadono lente lungo le sponde della Senna, mentre i lampioni si accendono e tingono d’ambra i viali acciottolati: in autunno Parigi è un dipinto vivente, un palcoscenico di luci, riflessi e architetture che fluttuano nell’aria fresca del crepuscolo. Camminando tra Pont Neuf e Île de la Cité, si respira quella magia sfumata che ti fa credere che anche i cieli sopra di te stiano per raccontarti qualcosa di nuovo.

 

Ma non è solo bellezza artistica: Parigi nasconde nell’ombra delle sue vie un legame profondo con il cielo, con l’aria e con lo spazio. Perché al di là dei monumenti e dei bistrot, c’è Le Bourget, uno dei più importanti musei al mondo dedicati all’aeronautica e all’esplorazione spaziale — il Musée de l’Air et de l’Espace.

 

Già dall’ingresso, il grande hangar in stile Art déco ti accoglie con l’eleganza di un’epoca in cui volare era un sogno audace. Ti ritrovi circondato da decine di velivoli — biplani pionieristici, caccia della Grande Guerra, prestigiosi Mirages e Rafale — alcuni esposti all’aperto sul tarmac, altri racchiusi nei padiglioni interni. Nella “Hall de l’Espace” scopri invece la dimensione oltre l’atmosfera: modelli di razzi Ariane, capsule di rientro Soyuz, missili storici e strumenti spaziali, tutti lì a testimoniare la transizione dall’aria allo spazio. All’esterno, un Boeing 747 ti invita a entrare, e una sezione dedicata al Concorde celebra il volo supersonico, con due esemplari — tra cui il prototipo F-WTSS — che custodiscono memorie esotiche di esplorazioni del cielo.

 

Camminando tra le gallerie, potresti incontrare la riproduzione del velivolo L’Oiseau Blanc (“Uccello Bianco”) — l’aereo che nel 1927 tentò la traversata transatlantica da Parigi a New York, scomparendo misteriosamente oltre l’oceano. Le sue eliche, le sue storie e le sue ombre sono ancora lì, nella memoria del museo. Le sale tematiche — “Grande Galerie”, padiglioni della Prima e Seconda Guerra, prototipi d’avanguardia — creano un percorso che intreccia tecnica, coraggio e storia del volo.

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La Parigi spaziale non finisce qui. In pieno centro, sul Left Bank della Senna, sorge l’Observatoire de Paris-PSL: fondato nel 1667, si sviluppa su tre siti (Parigi, Meudon e Nançay) ed è una delle istituzioni astronomiche più importanti d’Europa. Oltre 800 tra ricercatori, ingegneri, astronomi vi collaborano su progetti teorici e strumentali, osservazioni terrestri e missioni spaziali, mentre la struttura promuove la divulgazione attraverso mostre, corsi e media digitali per tutte le età.

 

Ma non dimentichiamo che Parigi ospita soprattutto il quartiere generale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA): la sede amministrativa si trova nel 15° arrondissement, in rue Mario Nikis, mentre uffici legati ai trasporti spaziali sono a Daumesnil. È qui che si prendono decisioni che plasmano le politiche spaziali europee: bilanci, cooperazioni tra stati, strategie per missioni lunari, marziane, satellitari. Lo shop è visitabile e a volte, in giornate di porte aperte o eventi speciali, è possibile varcare le porte dell’Europa che guarda le stelle.

 

Così Parigi, in autunno, ti mostra il volto romantico del progresso incastonato nella magia delle sue strade, e lo spazio — silenzioso, vasto — diventa parte integrante del suo racconto. 

 

E dopo aver camminato tra hangar, osservatori e sedi spaziali, Parigi ti ricorda che il viaggio verso l’infinito passa anche attraverso il palato. Gli indirizzi provati e consigliati dal G-Astronauta che trovate qui sotto diventano tappe di un itinerario che unisce stelle e bistrot. 

 

La Closerie des Lilas
Situata al 171, boulevard du Montparnasse (6ᵉ arrondissement), è a pochi passi dall’Observatoire e immersa nel quartiere Montparnasse. È un locale storico, aperto nel 1847, che ha visto passare artisti e scrittori come Hemingway, Picasso e Fitzgerald. Nell’arredo si ritrovano echi Art Déco: banconi in mogano, sedute in pelle rossa, specchi e camino, che restituiscono un’atmosfera d’altri tempi. Il menu propone due anime: la brasserie, con piatti classici francesi come terrine, ostriche e tartare, e il ristorante con proposte più raffinate, tra cui il celebre “Hemingway beef fillet flambé”, filetto al pepe flambato dedicato allo scrittore. Nelle stagioni miti, la terrazza ombreggiata dai lillà è una delle più suggestive soste della città.  

 

Le Parvis Café-Restaurant
Al 3, rue d’Arcole, proprio davanti a Notre-Dame, è una brasserie classica frequentata sia da parigini che da turisti. Offre cucina tradizionale francese con piatti semplici come insalate, omelette, croque-monsieur e dolci della casa. La posizione privilegiata, con vista sulla cattedrale, ne fa un punto di sosta perfetto per una pausa veloce o un pranzo rilassato tra una visita culturale e l’altra.    

 

Le Bouchon Parisien
Al 25 rue de l’Amiral Hamelin, a pochi passi dalla Tour Eiffel, è una brasserie tipica che propone cucina francese tradizionale: escargot, foie gras, entrecôte e piatti di pesce fresco. L’ambiente è semplice e conviviale, con un servizio cordiale. La vicinanza al Champ-de-Mars lo rende un indirizzo comodo per fermarsi dopo una visita alla Torre o alla sede dell’ESA.    

 

Bistrot L’Olivier
Situato a Montmartre, in rue Ordener, è un bistrot di quartiere che unisce cucina francese e mediterranea. L’ambiente è informale, con tavoli in legno e atmosfera amichevole. In menu piatti tradizionali come confit de canard, entrecôte e tartare, affiancati da proposte mediterranee. Una scelta autentica per chi vuole cenare nel cuore del 18ᵉ arrondissement, lontano dalla folla di Place du Tertre.    

 

Le Relais de l’Entrecôte
Con diverse sedi storiche, tra cui boulevard du Montparnasse e rue Marbeuf, è un’istituzione parigina dal format inconfondibile: niente menu, solo entrecôte servita con una salsa segreta e patatine fritte a volontà, seguita da un dessert a scelta. Il servizio è rapido ed essenziale, i tavoli affollati e l’atmosfera vivace. Un must perfetto per chi si muove tra l’Observatoire e l’ESA. Un solo consiglio: anche se avete prenotato (è necessario!), arrivate almeno un quarto d'ora prima dell'orario di apertura per risparmiarvi le lunghe code che si formano abitualmente davanti all'ingresso.  

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IAC 2024
A MILANO L'INTERNATIONAL ASTRONAUTICAL CONGRESS

Al MICO Convention Centre dal 14 al 18 ottobre si è tenuto il più grande consesso della comunità spaziale al mondo: cinque giorni di full immersion nello spazio con oltre 4000 relatori da 96 paesi, incontri, sessioni plenarie e interattive, simulatori, spettacoli ed eventi di networking

"Puntiamo a far sì che l’International Astronautical Congress (IAC) di quest'anno sia il più grande raduno di persone dello spazio nella storia dell’umanità", ha detto in conferenza il presidente dell'IAF (International Astronautical Federation) Clay Mowry. E, a quanto pare, la 75ª edizione del Congresso Astronautico Internazionale che si è tenuta a Milano da lunedì 14 a venerdì 18 ottobre ha raggiunto ampiamente l'obiettivo. Che sarebbe stata un’edizione memorabile si sapeva, ma a conti fatti i risultati del 75° IAC sono andati ben oltre le aspettative. I numeri parlano chiaro: con oltre 11.200 delegati da 120 paesi si è tagliato un traguardo senza precedenti, che ha incoronato l’edizione 2024 non solo il più grande IAC della storia, ma anche uno degli incontri più eterogenei di persone appartenenti alla comunità spaziale mai avvenuti.  

 

Inoltre, più di 3.000 persone si sono unite allo streaming live online e nella giornata aperta al pubblico sono stati accolti negli avveniristici spazi del MICO Convention Centre 3.500 space lovers di tutte le età. L’area espositiva ha ospitato il numero record di 530 espositori e al summit d’apertura, alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, hanno partecipato 60 responsabili di agenzie spaziali di tutto il globo. Come parte dell'IAF International Astronauts Chapter, il congresso ha anche presentato un impressionante programma di sensibilizzazione con 25 astronauti internazionali, che hanno interagito con il pubblico, studenti e giovani professionisti, ispirando la prossima generazione di appassionati dello spazio e promuovendo l'educazione spaziale globale. 

 

Quest’anno sono stati oltre 4.000 i relatori da 96 paesi a salire sul palco per condividere le loro intuizioni e innovazioni. L’area espositiva dello IAC 2024 ha coperto ben 8.500 metri quadrati di spazio netto, con un numero complessivo di oltre 530 espositori, in rappresentanza di 46 paesi.

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Il Mico Convention Centre di Milano ha ospitato cinque giorni di immersione totale nello spazio, con un programma fittissimo di ospiti e appuntamenti composto da sessioni plenarie, letture magistrali, sessioni tecniche e di approfondimento, presentazioni interattive, eventi di networking, b2b ed eventi collaterali che hanno offerto una panoramica completa su tutti gli argomenti più importanti del settore spaziale: dall'esplorazione sostenibile della Luna e di Marte, all'osservazione della Terra nell'era del cambiamento climatico, all'uso di big data, intelligenza artificiale e robotica nello spazio, sino agli aspetti di sicurezza e sostenibilità delle orbite.

 

Il Programma Tecnico è stato il più ampio mai concepito fino ad oggi, presentando oltre 2362 documenti in 200 sessioni tecniche. Inoltre, si sono tenute 5 sessioni interattive con oltre 2.000 presentazioni, tutte in lizza per il prestigioso IP Award. Il programma ha incluso anche 23 keynote di simposio di alto livello e 18 sessioni speciali, che abbracciano l'intero spettro delle discipline spaziali.

 

Questa diversità di contributi si riflette ulteriormente nel programma plenario, che ha affrontato un ampio spettro di argomenti, dall'esplorazione lunare all'utilizzo delle risorse in loco sino al ruolo dello spazio nell'affrontare i cambiamenti climatici e le crisi idriche sulla Terra.

 

Organizzato dalla Federazione Astronautica Internazionale, quest’anno con il coordinamento dell'Associazione Italiana di Aeronautica e Astronautica (A.I.D.A.A), dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e di Leonardo, l’International Astronautical Congress (IAC) cambia ogni anno paese, tema e ospite locale, consentendo a tutti di saperne di più e di far parte della scena spaziale mondiale.

 

Fondata nel 1951, la Federazione Astronautica Internazionale è il principale organismo di difesa spaziale al mondo con oltre 500 membri in 77 paesi, tra cui tutte le principali agenzie spaziali, industrie, istituti di ricerca, università, società, associazioni, istituti e musei in tutto il mondo. Seguendo il suo motto "Connecting @ll Space People" e la sua visione di "Un mondo spaziale che coopera per il bene dell'umanità", la Federazione promuove la conoscenza dello spazio, supportando lo sviluppo e l'applicazione di risorse spaziali promuovendo la cooperazione globale.

 

Come organizzatore dell'annuale Congresso Astronautico Internazionale e di altri eventi tematici, l'IAF incoraggia attivamente lo sviluppo di attività spaziali per scopi pacifici e supporta la diffusione di informazioni scientifiche e tecniche relative allo spazio.

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Responsabilità dello spazio, ambiente e cooperazione globale per un futuro sostenibile sono stati i grandi temi al centro della 75ª edizione dell’International Astronautical Congress (IAC) di Milano. Cinque giorni di incontri che hanno richiamato nel capoluogo meneghino la comunità spaziale internazionale con una giornata speciale aperta a tutto il pubblico.

 

Il Mico Convention Centre venerdì 18 ottobre ha infatti aperto le porte a tutti gli space lovers: il programma si è aperto alle 10,40 con la tavola rotonda New Space Economy and Sustainability, seguita da una sessione dedicata a domande e curiosità del pubblico, per proseguire alle 11,45 con l’Award Ceremony: l’Agenzia Spaziale Italiana in collaborazione con AIDAA e Leonardo, ha proposto alle scuole secondarie di secondo grado in Italia e all'estero di discutere il tema della sostenibilità e di approfondirne i contenuti attraverso l'elaborazione di una proposta progettuale. Durante la cerimonia sono anche stati premiati i migliori progetti del bando Uno spazio responsabile per la sostenibilità.

 

Dalle ore 12,15 alle 14 grande partecipazione all'evento Meet the Astronauts, il panel organizzato in tandem dalla Federazione Astronautica Internazionale (IAF), dall'Associazione degli Esploratori Spaziali (ASE) e dall'Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Durante questa sessione, una squadra internazionale di astronauti e cosmonauti ha condiviso con migliaia di presenti approfondimenti e pratiche sostenibili per salvaguardare lo spazio per le generazioni future. Non sono mancati i momenti dedicati a foto e autografi con i propri beniamini, fra cui gli astronauti italiani Luca Parmitano, Samantha Cristoforetti e Walter Villadei, Tony Antonelli, Benjamin Alvin Drew, Alper Gezeravci, Franco Malerba, Maurizio Cheli, Paolo Nespoli, Soichi Noguchi, Eytan Stibbe e Koichi Wakata, per citare alcuni dei presenti. 

 

Il pomeriggio è proseguito con momenti di spettacolo e attività interattive. Alle ore 14 si è potuto assistere all'esibizione dei cori Little Astronauts Troup dalla Cina e del Grillo d'Oro, da Pesaro, poi dalle 14,30 alle 16,30 Hand on Experience ha offerto una vasta gamma di esperienze legate allo spazio, fra cui mostre d'arte, stand delle associazioni e attività pratiche. Infine, il Global networking forum with Astronauts, in Auditorium, ha dato ai partecipanti l'occasione di unirsi agli astronauti per uno scambio di idee eccezionale.

 

Tutte le informazioni sull'evento sono disponibili sul sito della IAF - International Astronautical Federation dove si trova anche il calendario dei prossimi appuntamenti internazionali, dallo IAF Spring Meeting che si terrà a Parigi dal 25 al 27 marzo 2025, passando per The Global Space Exploration Conference a New Dehly dal 7 al 9 maggio, sino allo IAC 2025 in programma a Sydney.

 

Il G-Astronauta era presente, guarda qui sotto la Gallery con alcuni momenti dello IAC 2024!

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DAL PARCO ALLA LUNA...E OLTRE
FESTIVAL G-ASTRONOMICO 2024

Domenica 22 settembre Villa Lascaris e il suo grande parco, a Pianezza (TO), ospitano un'intera giornata dedicata allo Spazio e al Gusto, piena di incontri, mostre, esperienze, laboratori per bambini, dialoghi e racconti con il naso all’insù, per conoscere ed esplorare i nuovi mondi e le nuove frontiere dell’umanità


Maurizio Maschio

giornalista, scrittore e g-astronauta
ideatore e organizzatore del Festival degli scienziati di buona forchetta

Pensate che noia incredibile sarebbe la vita sulla Terra se non esistesse la Luna. Niente lupi mannari nelle notti di plenilunio, niente moonwalk a scatenare i dancefloor, niente serate romantiche al chiaro di Luna, lunatici pensieri né fidanzate con le lune storte. Niente dipinti, poesie e canzoni ispirate dal nostro amato satellite, niente Jules Verne, Georges Méliès e fantascienza a profusione, credenze popolari dispensate nei racconti dei nostri nonni, ma neppure missioni spaziali che hanno fatto strabuzzare gli occhi al mondo intero. Niente “corsa allo spazio” con relativa accelerazione tecnologica. Niente complottisti, negazionisti, terrapiattisti. Niente eclissi. Niente astronauti né turisti spaziali, sogni esotici di selfie da paesaggi selenici, razzi e slanci pirotecnici di magnati e visionari in cerca di un posto nella storia. Per i comuni mortali semplici sogni, desideri affidati a quella palla luminosa appesa a un filo tra le stelle.

 

Romanticismo a parte, ci fu un tempo in cui l’importante era esserci, ma soprattutto essere i primi. Agli albori dell’esplorazione spaziale, infatti, la rivalità tra Stati Uniti e Unione Sovietica - che in piena guerra fredda prese il nome di “corsa allo spazio” – portò a una serie di pionieristici traguardi, inaugurata il 4 ottobre del 1957 dal lancio, da parte dei sovietici, del primo satellite artificiale della storia: lo Sputnik 1.

 

Da lì in poi, passando per la cagnolina Laika e il cosmonauta russo Yurij A. Gagarin, si susseguì una sfilza di primati inanellati oltrecortina interrotta solo il 21 luglio del 1969 da quello che, a distanza di 55 anni, resta il più importante – almeno in termini mediatici – dei traguardi raggiunti nello spazio: “un piccolo passo per l’uomo, un grande balzo per l’umanità”; il primo; il più celebre; quello compiuto da Neil Armstrong con la missione Apollo 11 della NASA.

 

Oggi che il contesto è un tantino cambiato ci si domanda spesso quale sia il significato dell’esplorazione spaziale. Se ci siamo già andati, a cosa serve tornare sulla Luna? Perché spendere tutti quei soldi per andare su Marte, quando mancano i soldi per risolvere i problemi che ci sono qui, sulla Terra?

 

Seppure brevetti e tecnologie di derivazione spaziale (i cosiddetti “spinoff”) abbiano trovato ampia applicazione nella vita di tutti i giorni sulla Terra sin dal programma Apollo, quindi dagli anni ’60, oggi sappiamo che l’esplorazione spaziale dai suoi albori ha contribuito a un’accelerazione tecnologica incredibile, e che continua a farlo con un raggio di azione sempre più esteso che abbraccia campi importanti per la vita terrestre che vanno dalla medicina all’agricoltura di precisione, dalle comunicazioni, ai trasporti, alla difesa planetaria.

 

La cosiddetta “space economy”, in cui l’Italia gioca un ruolo da protagonista, ci proietta in uno scenario in cui le tre dimensioni Spaziale, Subacquea e Digitale sono i nuovi ambienti interconnessi dell’umanità. Ed è in questo scenario che si gioca il nostro futuro sul pianeta Terra.    

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Ma non è finita: durante tutta la giornata uno spazio food & wine immerso nel verde, per riposare e ristorarsi insieme a tanti produttori della provincia di Torino che si distinguono, oltre che per la qualità dei loro prodotti, per una filosofia che rispetta il pianeta e le tradizioni del nostro territorio: le pizze, le pinse e le focacce gourmet e creative di Alma Lab; i prodotti da forno dolci e salati a base di grani antichi e canapa sativa di Green Italy; le specialità a base di trippa de La Tripa 'd Muncalè; i golosi gelati de L'Incantesimo del Gustoi vini della cantina sociale Barbera 6 Castelli e l'ampia scelta di etichette nelle 4 Denominazioni di Origine Controllata del Torinese, rappresentati dall’Enoteca Regionale dei vini della provincia di Torino serviti da sommelier. 

 

Senza dimenticare l'acqua di SMAT - SOCIETÀ METROPOLITANA ACQUE TORINO che, va ricordato, dal 2008 in seguito a un accordo con Thales Alenia Space ha rifornito di acqua potabile per “usi spaziali”, la cosiddetta “acqua di volo”, gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), che vede la collaborazione tra le più importanti agenzie spaziali del pianeta. 

Al tramonto, un Aperitivo Spaziale nel parco accompagnato dalla musica a tinte cosmiche dei Lhasa Society per ammirare la bellezza del sole che scende dietro le montagne della Valle di Susa, guardando la Sacra di San Michele. Un momento conviviale in attesa della notte e della magia delle stelle, in cui i sapori delicati e speziati della cucina Thai si uniranno ai vini del territorio in un abbinamento inusuale, ma intrigante. I colori e i profumi del pad krapow, del curry e del pad thai duetteranno con gli eccellenti vini dell’Azienda Agricola Silvano Bolmida di Monforte d'Alba, in un connubio che stupirà i palati.

Al calar della sera sul grande prato del parco di Villa Lascaris, tra coperte stese sull’erba e cuscini sui quali distendersi a osservare il cielo, ci saranno anche due telescopi. Per osservare da vicino la luna, le stelle e i pianeti, raccontati e spiegati in tutta la loro misteriosa bellezza dagli astrofili di Celestia Taurinorum.

Lhasa Society, trio strumentale elettronico post-rock di Torino, intraprenderanno uno speciale viaggio che accompagnerà il pubblico durante la contemplazione del cielo e dei suoi astri. Lasciati i sintetizzatori, le chitarre e la batteria in sala prove, il sound system del collettivo descriverà nuove rotte a partire dalla scissione dei vari brani in suoni quasi primordiali. Nuove trame sonore costituiranno il tappeto sonoro della serata, dalle viscere della Terra si propagheranno verso le stelle e mondi lontani, in un'escursione anche spirituale che traghetterà le menti là dove saranno puntati i telescopi.

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il programma della giornata

Al mattino in Sala Affreschi, ore 11.30 – 12.30, conferenza di apertura L’Italia nello Spazio con gli interventi di Fabio Massimo Grimaldi – Presidente di ALTEC, Giuseppe Scellato – Presidente incubatore I3P Politecnico di Torino – ESA BIC Turin, Walter Cugno - Vicepresidente Dominio Esplorazione e Scienza di Thales Alenia Space e direttore generale del sito di Torino e Vincenzo Giorgio – Amministratore Delegato di ALTEC.  

 

Nel pomeriggio si prosegue con i Dialoghi sullo Spazio. Nell’area antistante la Sala Colonne, ore 14.30 – 15.00, l’illustratore Maurizio Manzieri e il giornalista Fulvio Gatti presentano la mostra 30 anni di Illustrazioni di Fantascienza, visitabile tutto il giorno nello Spazio Mostre. Nell’area esterna, alla Fontana nel parco, ore 15.00 – 15.45, il fisico e teologo Ferruccio Ceragioli interviene su Scienza e Trascendenza, alle ore 16.00 – 16.45 il giornalista e scrittore Piero Bianucci presenta il suo nuovo libro Vita Sghemba. Ottant'anni tra scrittori, scienziati e telescopi di Piero Bianucci (ETS ed.), mentre alle ore 17.00 – 17.45 l’ingegnere aerospaziale, scrittrice e space influencer Giulia Bassani porterà il pubblico In viaggio verso Marte tra scienza e fantascienza .

Dalle ore 18 si proseguirà in Sala Affreschi in compagnia di Walter Cugno, Vicepresidente Dominio Esplorazione e Scienza di Thales Alenia Space e direttore generale del sito di Torino, nel panel di approfondimento Dalla Luna a Marte allo spazio siderale, mentre dalle ore 19 si avvicenderanno gli ospiti della Space Culinary Jam, una "jam session g-astronautica" a più voci in cui ognuno declinerà la sua idea di Space food tra realtà e settima arte. A introdurre il salotto prima di cena Liliana Ravagnolo (esperta di cibo spaziale, addestratrice astronauti, Responsabile Mission operations e Training in ALTEC) e Maurizio Maschio, per proseguire con gli interventi di Marco Lombardi – (Giornalista enogastronomico, docente e inventore della Cinegustologi), Marco Ambrosio – (Modellista, autore, esperto di science fiction) e German Impache (3D concept artist e Model Maker) moderati da Antonio Lo Campo. 

 

Nello Spazio Mostre dalle ore 11,30 alle 19,30 si potranno visitare i bellissimi allestimenti a cura del Centro Modellistico Torinese e dell’artista Maurizio Manzieri, mentre German Impache esporrà i suoi modelli di Space Launch System, Saturn V e Space Shuttle in un’area dedicata all’interno del parco. Per le famiglie e i più piccoli non mancherà uno Spazio Experience a cura dell’Associazione Artù APS, che dalle 11.30 alle 19.00 proporrà divertenti attività con Robot Lego® e Campo Marziano mentre nello Spazio Kids (Prato bimbi) dalle 14.30 alle 18.30 si potrà partecipare a Le stelle e noi, laboratorio per bambini da 4 a 10 anni a cura di Spazio Chroma.

 

Dalle ore 20, in attesa di osservare la luna, saturno e le stelle grazie al Gruppo Astrofili Celestia Taurinorum e ai telescopi, si servirà L’Aperitivo Spaziale a buffet nel parco, con specialità thai accompagnate dai pregiati vini dell’Azienda Agricola Silvano Bolmida di Monforte d'Alba. Colonna sonora della serata, il cushion dj set sotto le stelle dei Lhasa Society.

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SPACE V
COLTIVARE CIBO NELLO SPAZIO

Il primo G-Astronauta italiano ha incontrato il primo astronauta italiano, Franco Malerba. È successo al Politecnico di Torino per un convegno in cui si è parlato di Space V,  startup che permetterà di coltivare piante e verdure in orbita attraverso una serra verticale adattiva

Nel prossimo futuro le missioni di esplorazione planetaria con equipaggio umano porteranno gli astronauti a trascorrere periodi sempre più lunghi nello spazio profondo. Una sfida che richiederà nuove tecnologie in grado di soddisfare il fabbisogno di cibo fresco, fondamentale per una dieta sana nel lungo periodo, riducendo al massimo i costi e gli sprechi di risorse preziose.

 

In questo contesto si colloca la futuristica visione di Space V, startup italiana con sedi a Genova e Torino che opera nell’ambito della ricerca spaziale facendo incontrare biologia e robotica, progettando e studiando attrezzature all’avanguardia per la coltivazione di piante nello spazio. Da qui il nome Space V, ovvero Space Vegetables.

 

Fondata nel 2021 da Franco Malerba, nell’aprile 2022 Space V è stata accettata come una delle poche startup italiane ospitate dall’ESA BIC (Business Incubation Center), nato nell’Incubatore I3P del Politecnico di Torino.

 

Nato nel 1946 a Busalla, vicino a Genova, Franco Malerba è il primo astronauta italiano: ha volato con lo shuttle Atlantis il 31 luglio 1992 portando nello spazio il laboratorio Eureca e il “satellite a filo” italiano, detto Tethered. Dopo aver conseguito una doppia laurea in Ingegneria Elettronica e in Fisica (con specializzazione in Biofisica) nel 1989 partecipa alla selezione a cura dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) che assieme alla NASA progetta il satellite italiano Tethered e cerca colui che sarà il Payload Specialist, ovvero lo scienziato di bordo responsabile del programma scientifico di quella missione nello spazio. Malerba viene così assegnato al Johnson Space Center della NASA, a Houston, per l’allenamento al volo spaziale. Nel settembre 1991 viene definitivamente designato Prime Payload Specialist per la missione STS 46 – TSS-1.

 

Rientrato in Italia, nel 1994 viene eletto deputato al Parlamento Europeo, membro della commissione per l’Energia, la ricerca e l’industria e della delegazione EU-Stati Uniti, intervenendo più volte come relatore sui programmi per l’innovazione tecnologica e per le infrastrutture europee. Dal 1992, dopo la missione spaziale, Malerba partecipa a centinaia di conferenze e seminari in Italia e in Europa, nelle Università, nelle scuole superiori e nelle associazioni culturali per raccontare lo spazio, per promuovere l’impegno italiano nella scienza e ingegneria spaziale, e interessare i giovani alle scienze, alla tecnologia, all’ingegneria e alla matematica. Malerba è, inoltre, il regista del Festival dello Spazio che dal 2017 si svolge in estate a Villa Borzino in Busalla (Genova).

Come racconta l'astronauta Franco Malerba ai microfoni del G-Astronauta - qui il video - Space V ha brevettato una serra verticale adattiva - AVF (Adaptive Vertical Farm) - con l'obiettivo di non sprecare suolo, volume con aria condizionata ed energia, tutte risorse preziose nello spazio.

 

Gli attuali progetti di sviluppo di serra nello spazio sono evoluzioni di serre terrestri, in cui tutto il volume è condizionato, determinando un consumo eccessivo di volume ed energia. La serra Space V evita questi inconvenienti adattando progressivamente il volume disponibile per ogni pianta in base al suo livello di crescita.

 

Un sistema meccatronico per il movimento automatico dei ripiani di coltivazione gestito con algoritmi di Intelligenza Artificiale attraverso un Decision Support System (DSS), ottimizza l’altezza dello spazio tra i ripiani in base al preciso livello di crescita delle piante in ogni ciclo di produzione.

 

L’AVF (Adaptive Vertical Farm) è inoltre dotata di un sistema di micro-condizionamento separato per ogni ripiano, così da poter differenziare le tipologie di piante coltivate assecondando le differenti necessità di temperature e tassi di umidità, mentre si minimizza il consumo di energia elettrica.

 

La tecnologia della serra verticale adattiva è stata sviluppata da Germina, shareholder di Space V, per applicazioni a terra nell’agricoltura di precisione, vertical farm terrestri e growth chamber. Space V ha acquisito questa tecnica e l'ha trasferita nell'ambiente spaziale, dove le condizioni ambientali sono molto più dure che sulla Terra, ogni centimetro cubo di volume condizionato ha enormi costi e gli imperativi per risparmiare massa, volume, energia e acqua sono ancor più stringenti.

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FOOD TECH DALLO SPAZIO ALLA TERRA

L'obiettivo a breve termine di Space V è quello di studiare, sviluppare e testare una serra adattiva in orbita. Nel lungo periodo l’azienda sarà in grado con la sua tecnologia innovativa di rispondere perfettamente alla domanda di agenzie spaziali, operando in un ambito in rapida crescita come quello della space economy. Potrà fornire la sua tecnologia in missioni quali: bassa orbita terrestre con equipaggio, come la Stazione Spaziale Internazionale; viaggi spaziali di lunga durata per l’esplorazione planetaria; stazioni spaziali commerciali e hotel-in-space per turisti; quartier generale della base lunare e unità operative con equipaggio.

 

La prossima generazione di Sistemi di Controllo Ambientale e Supporto Vitale (ECLSS) dovrà essere in grado di mantenere condizioni di salute degli alloggi e di non sprecare alcuna risorsa, integrando sistemi rigenerativi per l’ossigeno, l’acqua, la gestione dei rifiuti e la preparazione degli alimenti. Space V potrà contribuire integrando il concetto di serra adattiva multistrato nei sistemi di produzione di alimenti vegetali del futuro.

 

Con l’Adaptive Greenhouse, Space V sarà in grado di fornire agli astronauti cibo coltivato localmente, ma anche ossigeno. Questa serra è infatti dotata di un meccanismo di scambio dell’aria con la cabina che cattura la CO2 prodotta dall’equipaggio e restituisce l’O2 prodotto dalle piante.

 

La tecnologia di Space V potrà però anche avere impatto direttamente sul nostro pianeta in termini di sostenibilità, supportando attività quali il riciclaggio dei rifiuti e il trattamento delle acque. Non da ultimo, potrà promuovere soluzioni abitative per la presenza dell’uomo in ambienti isolati o difficili sulla Terra.

 

Maggiori informazioni sul sito Plant the future - SpaceV

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EXOMARS 2028
RIPARTE LA CORSA AL PIANETA ROSSO 

Thales Alenia Space ha siglato un contratto del valore complessivo di 522 milioni di euro con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per il proseguimento delle attività che porteranno un rover europeo su Marte a caccia di tracce di vita

Dove eravamo rimasti? Ah sì, a ExoMars 2022. Come vi racconto nei miei libri Da Torino verso Marte – Dalla conquista del cielo alla conquista dello Spazio e L’Italia nello Spazio – Il racconto dei suoi protagonisti, dopo il parziale successo della missione ExoMars 2016 con l’immissione in orbita marziana del Trace Gas Orbiter (TGO) – ma il mancato ammartaggio del lander Schiaparelli – e gli slittamenti/annullamenti delle successive tranche del programma di esplorazione robotica di Marte, dettati anche dai complessi scenari globali causati dalla pandemia di Covid e dallo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina (va ricordato che l’agenzia spaziale russa ROSCOSMOS era parte della prima tranche del programma), la corsa europea al Pianeta Rosso aveva subìto una drastica battuta d’arresto.

 

Ora, finalmente, la notizia che tutti gli appassionati di spazio aspettavano è ufficiale. La missione europea su Marte riparte grazie alla determinazione dell’Agenzia Spaziale Europea, con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana, dell’Agenzia Spaziale del Regno Unito e della rinnovata partnership con la NASA.

 

L’industria italiana avrà come sempre un ruolo di primo piano: Thales Alenia Space Italia, infatti, conferma il suo ruolo di prime contractor industriale della missione ExoMars 2028.   

 

Con la responsabilità della progettazione del modulo EDLM, della realizzazione del suo Radar Altimetro, del Laboratorio Analitico, della sua integrazione sul Rover e del computer di bordo, Thales Alenia Space è inoltre responsabile dell’integrazione delle attività di test e della campagna di lancio. 

 

"Dal Sole a Saturno, e da Mercurio a Venere, Giove e Marte, le nostre soluzioni hanno accompagnato ogni odissea nello spazio cercando di svelare i segreti più custoditi dell'universo - ha detto Hervé Derrey, CEO di Thales Alenia Space. Nel prossimo futuro la Luna, con le missioni ARTEMIS II e III, sarà al centro dell'attenzione e la nostra azienda sarà in prima linea nell'esplorazione lunare con equipaggio, lavorando in particolare sul Modulo di servizio europeo della navicella Orion, sulla stazione spaziale cislunare Gateway e sugli habitat lunari multiuso”. 

 

La missione, il cui lancio è previsto dal Kennedy Space Center, nella finestra compresa tra ottobre e dicembre del 2028, ambisce alla ricerca di tracce di vita nel sottosuolo marziano, cercando di rispondere a domande che da tempo affascinano l’umanità. Previsto per raggiungere Marte nel 2030 dopo un lungo viaggio, il rover europeo è dotato di una trivella sviluppata da Leonardo e raccoglierà campioni di terreno perforando il suolo marziano, fino a 2 metri di profondità. Ne analizzerà le proprietà chimiche, fisiche e biologiche utilizzando il suo laboratorio analitico (Analytical Laboratory Drawer ALD) sviluppato da Thales Alenia Space.

 

Uno degli obiettivi della missione è la ricerca di batteri nel sottosuolo, viventi o fossilizzati, che costituirebbero la prova della vita esistente o precedente sul Pianeta Rosso.

 

“Siamo davvero onorati della rinnovata fiducia dell’ESA nella nostra azienda affidandoci le attività per il ripristino e la continuazione di questa sfidante missione alla scoperta di tracce di vita su Marteha dichiarato Massimo Comparini, Amministratore Delegato di Thales Alenia Space Italia. Oggi celebriamo la continuazione di uno straordinario Programma internazionale, frutto della sinergia e della cooperazione tra le agenzie e l’industria spaziale. Siamo pronti per i mesi cruciali che ci attendono e fiduciosi nella nostra capacità di continuare ad ampliare i confini dell’esplorazione dell’universo, grazie al lavoro costante dei nostri ingegneri e tecnici specializzati, impegnati ogni giorno a portare avanti sfide come queste”. 

 

Nel frattempo, il Trace Gas Orbiter (TGO), protagonista della prima parte della missione ExoMars, realizzato in qualità di primo contraente da Thales Alenia Space, è attivo in orbita attorno a Marte, con il compito di rilevare gas in tracce nell'atmosfera marziana, in particolare metano. La sonda TGO, che svolge un ruolo chiave nella comprensione dei potenziali indicatori della vita su Marte, continua inoltre a trasmettere la maggior parte dei dati, compresi quelli dei rover Curiosity e Perseverance della NASA, dando un notevole contributo alle ricerche scientifiche in corso. Il TGO, infatti, ha ancora una quantità significativa di carburante a bordo e la sua vita operativa sarà estesa per supportare la missione ExoMars 2028. 

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STARTUP TO SPACE
NUOVE IMPRESE SPAZIALI CRESCONO AL POLITECNICO

I rappresentanti delle startup spaziali AIKO, Space Cargo Unlimited e Space V sono ospiti nella Sala Agorà dell'Incubatore I3P nell'ambito di Biennale Tecnologia per raccontare la loro visione di futuro 

In occasione della Biennale Tecnologia 2024, organizzata dal Politecnico di Torino, l'incubatore di imprese innovative I3P presenta “Startup To Space. Visioni e tecnologie delle nuove imprese spaziali”, un momento di incontro con i fondatori di diverse startup del settore spaziale che racconteranno la loro visione del futuro dell'umanità nello spazio, l'origine della loro idea imprenditoriale in questo ambito e i passi che stanno seguendo per trasformarla in realtà.

 

L’evento si svolgerà a Torino giovedì 18 aprile alle 16,30 nella Sala Agorà dell’incubatore I3P; saranno ospiti tre imprese innovative supportate da I3P nel loro percorso di crescita imprenditoriale e accomunate dall’attività nel settore spacetech: AIKO, Space Cargo Unlimited e Space V

 

AIKO sviluppa intelligenza artificiale per l’automazione delle missioni spaziali, mentre Space Cargo Unlimited intende sfruttare il potenziale della produzione nello spazio per applicazioni commerciali terrestri e Space V opera nel campo dei sistemi biorigenerativi per le missioni spaziali abitate.

 

Nel corso dell'evento verranno approfonditi i progetti e le iniziative che offrono un sostegno concreto alla nascita e allo sviluppo di nuove imprese nell'ambito della Space Economy, come il programma di incubazione ESA BIC Turin e l’Ecosistema NODES, con il suo Spoke 1 dedicato ad Aerospazio e Mobilità Sostenibile, di cui I3P è partner.

 

Dopo la registrazione dei partecipanti e i saluti introduttivi, a cura del presidente di I3P e coordinatore di ESA BIC Turin Giuseppe Scellato, il programma prevede i seguenti interventi: “L'imprenditoria innovativa nella Space Economy” a cura di Leo Italiano, program manager di ESA BIC Turin; “Le opportunità dell'Ecosistema NODES per le imprese” a cura di Sabrina Corpino, professoressa associata del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale (DIMEAS) del Politecnico di Torino; “Il Caso di AIKO” a cura di Giorgio Albano, chief legal officer; “Il progetto di Space Cargo Unlimited”, a cura di Veronica La Regina, direttore generale; “La visione di Space V” a cura di Franco Malerba, primo astronauta italiano, nonché co-founder e business strategy manager di Space V.

 

Il programma della giornata si concluderà con la tavola rotonda “Startupper dello spazio a confronto sul ruolo dell'innovazione nel settore”, una sessione “Q&A” con il pubblico in sala e un aperitivo di networking. 

 

Ingresso fino a esaurimento posti, previa accredito scrivendo a ale@agenziapressplay.it.

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BUON COMPLEANNO ALTEC!
20 ANNI DI TORINO
CITTÀ DELLO SPAZIO

L'evento che ha celebrato i 20 anni di ALTEC venerdì 5 aprile è stata l'occasione per ricordare il percorso dell'Italia nell'esplorazione spaziale e il suo ruolo di primo piano a livello internazionale, attraverso gli interventi dei suoi protagonisti 

L’Italia è una delle più importanti nazioni dello spazio sul pianeta Terra. Vale la pena ricordarlo, nel giorno in cui ALTEC festeggia 20 anni, perché l’azienda torinese forse rappresenta più di ogni altra il ruolo italiano in questo settore. Lo ha fatto in apertura l'ad di Thales Alenia Space Massimo Comparini, sottolineando che è sicuramente evocativo parlare di ALTEC come della "piccola Houston italiana", ma a ben guardare Torino è molto di più che la "città dello Spazio" in Italia. Torino oggi è una "città dello spazio" nel mondo, un punto di riferimento a livello globale. 

 

ALTEC, acronimo di “Aerospace Logistics Technology Engineering Company”, è detenuta per il 64% circa da Thales Alenia Space e per il restante 36% circa da ASI. Quindi da entrambi i protagonisti del ruolo spaziale dell’Italia. E, sin dalla fondazione, ALTEC fornisce continuativamente un supporto al volo umano spaziale sulla ISS, ruolo unico in Italia e con pochi termini di paragone in Europa e nel mondo. Questo era ed è ancora il modo di estendere il miracolo spaziale italiano dalla fase di produzione di astronavi a quella del loro uso. 

 

L’amministratore delegato di ALTEC Vincenzo Giorgio, nella conferenza di venerdì 5 aprile in occasione dell’evento di celebrazione dei 20 anni, supportato dal claim “Our Story Beyond the Next Frontier”, ha riassunto così questo percorso: “La ragione per cui Torino e l’Italia pesano più di quanto ci si potrebbe aspettare, nello Spazio, passa sulle nostre teste ogni giorno da tre decenni. Si chiama ISS, è la Stazione Spaziale Internazionale. La faraonica struttura realizzata dagli sforzi di colossi quali USA, Europa, Giappone, Russia, Canada; grande come un campo di calcio, con un volume abitabile pari a due Boeing 747. Il fatto che, in un tale contesto, più del 50% del volume abitabile della ISS sia stato costruito in Italia, qui a Torino, da Thales Alenia Space, spiega tutto. Nati da quella specifica esigenza degli azionisti, di valorizzare il risultato di questo prodigio ingegneristico e manifatturiero, siamo ora proiettati in ogni aspetto dell’aerospazio e della New Space Economy; anche nell’esplorazione del sistema solare coi Centri di Controllo e Simulazione per Missioni Marziane e Lunari. Strutture ESA e ASI presso di noi. Ad esempio, i due simulatori di suolo (uno Marziano, l’altro Lunare, che simulano anche le rispettive gravità dei due corpi celesti) sono solo una parte di questi due progetti”.

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Si partì quindi da quel supporto storico ai moduli pressurizzati e abitabili della ISS “Made in Italy”, commissionati e comprati dalla NASA, o dall’ESA (Agenzia Spaziale Europea), con il ruolo fondamentale dell’Agenzia Spaziale Italiana ASI che ha tessuto appropriati accordi internazionali. Costruiti da Thales Alenia Space che, dai tempi dello Spacelab, sa fare moduli pressurizzati in leghe di alluminio come nessun altro al mondo. 

 

Ma ALTEC 20 anni dopo non è più solo addestramento di astronauti, supporto ingegneristico e logistico per la ISS, è molto di più. L’azienda di corso Marche è nota da 20 anni per le sue sale in continuo collegamento con NASA ESA e ISS. Supporta chiunque voglia utilizzare o far utilizzare sistemi spaziali: agenzie, astronauti, turisti spaziali, scienziati, aziende e persino artisti, come la band torinese Subsonica, che ha recentemente girato in ALTEC alcune scene del videoclip del brano Universo che potete vedere qui sotto. Tutto questo la rende unica nel suo genere.

Il video “L’Italia di ARTEMIS, dalla Terra alla Luna”, pubblicato pochi giorni fa da ASI sul proprio sito ASITV, descrive i sorprendenti risultati che l’Agenzia ha saputo ottenere nella sua pluridecennale opera di creazione e propulsione dell’Italia nello Spazio dalla Ricerca all’Industria. Niente come questo video fa capire l’importanza e la centralità di Torino e della sua industria (in special modo di Thales Alenia Space e di ALTEC), che è diventata non solo una centralità italiana ed europea, ma anche planetaria. Dalla ISS ai robot su Marte, dai programmi lunari ai satelliti per l’osservazione del cosmo, dai sistemi automatizzati per esperimenti in orbita alla biomedicina spaziale, Big Data… ALTEC è tutto questo.

 

Il presidente di ALTEC Fabio Massimo Grimaldi, nel suo intervento, ha detto: “È per noi motivo di orgoglio e soddisfazione avere alla nostra festa i nostri azionisti, rappresentati dal CEO di Thales Alenia Space Italia, Massimo Claudio Comparini e dal presidente dell’ASI Teodoro Valente. ALTEC rappresenta anche un Business Model quanto mai adatto all’attuale era di New Space Economy, in cui l’azionista pubblico (l’Agenzia Spaziale Italiana) e quello privato (Thales Alenia Space) creano un capitale Pubblico Privato in un’Azienda di diritto privato, per creare insieme valore. E ALTEC è sempre più in grado di creare valore. Conquistare il sistema solare richiede non solo uno skill unico come il nostro, ma anche strutture imponenti, che ALTEC ora ha la possibilità di costruire nel suo ancora più imponente Building, che abbiamo di recente acquistato”.

 

Alla conferenza sono intervenuti anche Teodoro Valente (presidente dell'ASI-Agenzia Spaziale Italiana), Franco Ongaro (Chief Space Business Officer di Leonardo), Luca Vincenzo Maria Salamone (Direttore Generale ASI), Walter Cugno (vicepresidente Exploration & Science di Thales Alenia Space), Rüdiger Seine (Head Astronaut Training Division ESA - Agenzia Spaziale Europea), Gabriele Pieralli (Chief Operating Officer di Telespazio), Nicole Viola (professore ordinario Aerospace Systems Design al Politecnico di Torino), e in collegamento da Houston l'astronauta ESA Luca Parmitano, che ha rimarcato l'importanza centrale del settore spaziale per la vita sulla Terra: "l'esplorazione spaziale nel lungo termine deve essere un'impresa a livello globale, con un approccio pacifico, in un'ottica di cooperazione che rappresenti un'evoluzione dei rapporti internazionali sulla Iss, anche di fronte a momenti difficili sulla Terra. Perché la ricerca scientifica che gli astronauti conducono sulla Stazione Spaziale, la tecnologia che sviluppano, è un bene prezioso per tutta l'umanità". 

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PASTA NELLO SPAZIO
3KG DI FUSILLI BARILLA IN ORBITA

Il progetto nato dalla collaborazione tra il team Ricerca e Sviluppo di Barilla e il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, l’Aeronautica Militare e Axiom Space servirà a condurre una serie di esperimenti in campo nutrizionale, riguardanti il fabbisogno alimentare degli astronauti, e fisico, testando la tenuta al dente della pasta in microgravità

Ci saranno circa 3 kg di fusilli Barilla nella capsula spaziale che, il prossimo gennaio 2024, porterà in orbita – per circa due settimane – a bordo della ISS l’equipaggio della missione Ax-3, con a bordo il Colonnello dell’Aeronautica Militare Walter Villadei. Nel corso della missione, Barilla coinvolgerà alcuni membri dell’equipaggio nello svolgimento di esperimenti sensoriali, per meglio comprendere i bisogni legati all’alimentazione degli astronauti in condizioni estreme. In assenza di gravità, infatti, l’esperienza del cibo e la percezione dei sapori sono molto diversi. Barilla vuole “sfidare” questo ambiente unico con la sua pasta, un prodotto alimentare tradizionale e al contempo innovativo, pratico, dall’elevato valore nutrizionale ed energetico. 

Gli astronauti preparano e consumano cibo come tutti noi, ma l’ambiente della ISS in cui compiono queste operazioni in condizioni di microgravità è tale per cui una routine quotidiana “terrestre” si trasforma in una sfida tecnologica di grande portata. Attività quotidiane, che sulla Terra potremmo dare per scontate, nello spazio diventano vere e proprie missioni che richiedono una pianificazione e una preparazione meticolose. Spesso la preparazione del cibo comporta, non tanto la cottura, quanto piuttosto la reidratazione o il riscaldamento di prodotti già pronti all’uso nei dispositivi presenti sulla Stazione Spaziale Internazionale. Anche la pasta si deve adattare a queste necessità. Bollire la pasta in microgravità non è infatti possibile. Per questo, la pasta che Barilla invierà nello spazio è già cotta e pronta per essere riscaldata e gustata: il team Ricerca e Sviluppo di Barilla ha lavorato per garantire che la ricetta nella sua semplicità, pasta, olio extravergine di oliva, sale marino, rappresenti l’esperienza di bontà italiana e garantisca la tenuta al dente fin da prima del countdown. 

“Grazie alla nostra tradizione ed esperienza nell’arte pastaria e alla grande passione per la qualità e l’innovazione, siamo riusciti a realizzare un fusillo che possa essere precotto e stabilizzato senza perdere il buono che da sempre portiamo nelle tavole di tutto il mondo. Il processo è stato messo a punto con cura per garantire che la pasta rimanga consistente e opponga quella piacevole resistenza al morso, che in tutto il mondo rappresenta l’apice dell’esperienza di un buon piatto di pasta. Il prodotto è stato trattato unicamente con il calore, in modo che possa essere sicuro anche conservandolo a lungo a temperatura ambiente, senza l’aggiunta di conservanti o additivi. La nostra pasta condita con olio extravergine di oliva e sale marino è il prodotto più vicino alla tradizione che oggi possiamo portare nello spazio. Per dare nutrimento e piacere agli astronauti italiani e di tutto il mondo”, commenta Cristina Gallina, Global Discovery Center Director Barilla. 

Il percorso di esplorazione di Barilla nel futuro del cibo ha una storia pluriennale. Da oltre 30 anni l'azienda ha infatti avviato un progetto per rendere più sostenibile la produzione di grano duro, la materia prima della pasta, attraverso agricoltura di precisione e software di supporto decisionale per gli agricoltori. Nel 2014 Barilla ha creato il primo prototipo per produrre pasta stampata in 3D, che oggi è commercializzata con il suo brand BluRhapsody. E da 5 anni, con Good Food Makers, programma di open innovation globale per startup Ag-tech e Food-tech, collabora con le realtà innovative che, con le loro idee, contribuiranno a plasmare un futuro alimentare più sostenibile.

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EXPLORING MOON TO MARS
A TORINO LA MOSTRA DELL'AGENZIA SPAZIALE ITALIANA

È una grande struttura geodetica a ospitare, per nove giorni a partire da giovedì 23 novembre nella centralissima piazza Vittorio Veneto a Torino, la mostra Exploring Moon to Mars, promossa dall’Agenzia Spaziale Italiana con il patrocinio della Città di Torino, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e il supporto di Leonardo, Thales Alenia Space Italia e ALTEC

Arriva nella “città dello spazio” la mostra che racconta al grande pubblico la storia dell’esplorazione del pianeta Marte e la sua futura colonizzazione partendo dalla Luna, con una particolare attenzione all’importante contributo italiano a questa avventura.

 

A partire da giovedì 23 novembre nella centralissima piazza Vittorio Veneto a Torino, la mostra Exploring Moon to Mars, promossa dall’Agenzia Spaziale Italiana con il patrocinio della Città di Torino, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e il supporto di Leonardo, Thales Alenia Space Italia e ALTEC, accenderà i riflettori sul nostro satellite e sull’avamposto orbitale che, in un futuro non troppo lontano, ci permetterà di raggiungere il Pianeta Rosso.

 

Il percorso espositivo, attraverso testi rari, video e immagini di grande suggestione, ha inizio con i miti legati a questi corpi celesti, che hanno sempre ispirato l’immaginario collettivo dell’Uomo, passando per le prime osservazioni astronomiche di Galileo Galilei e Giovanni Schiaparelli e la grande produzione di musica e letteratura ispirate dalla fantascienza.

 

Il cuore dell’esposizione è dedicato allo stato della conoscenza che oggi abbiamo del nostro satellite naturale e del pianeta rosso, attraverso i dati e le immagini che la più avanzata tecnologia spaziale ha permesso di acquisire: da quelle storiche delle sonde Luna e Viking, fino alle missioni Apollo, ai rover Curiosity e Perseverance e all’attuale programma Artemis. 

 

La mostra, già allestita con successo a Roma e Bari, evidenzia il rinnovato interesse nel terzo millennio per l’esplorazione spaziale umana, con uno sguardo ai principali programmi delle agenzie spaziali, quella italiana in particolare, e dell’imprenditoria privata, focalizzati sul ritorno sulla Luna e sul grande salto verso Marte e la sua colonizzazione.

 

L’esposizione, a cura di Viviana Panaccia, sarà visitabile gratuitamente dal pomeriggio del 23 novembre al 1° dicembre 2023, tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 19, con ultimo ingresso alle ore 18. Nei giorni feriali, nella fascia mattutina dalle 10 alle 13, le scuole prenotandosi potranno effettuare una visita guidata.

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ASTRONOMY DAY 2023
DRITTI AL CUORE DI UN BUCO NERO 

All'Auditorium "A. Vivaldi" della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino un doppio appuntamento venerdì 10 novembre, al mattino per le scuole e in serata per tutto il pubblico, dedicato agli oggetti più interessanti e misteriosi del Cosmo

Infini.to - Planetario di Torino, Museo dell'Astronomia e dello Spazio “Attilio Ferrari” organizza venerdì 10 novembre in occasione dell’Astronomy Day un evento pubblico per parlare di buchi neri, gli oggetti più interessanti e misteriosi del Cosmo. Relatore d’eccezione Luciano Rezzolla, professore di Astrofisica Teorica all’Istituto di Fisica Teorica di Francoforte.

 

L'appuntamento aperto a tutti è alle ore 21 all'Auditorium Vivaldi della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, l’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria. L’accesso all’auditorium è consentito entro e non oltre le ore 20,50 (dopo tale orario, la prenotazione verrà considerata nulla).

 

Nel corso della conferenza-spettacolo Sulle tracce di un buco nero l'esperto spiegherà in maniera semplice cosa sia un buco nero e lo sforzo osservativo e teorico necessario per realizzare la prima foto di un buco nero. L’immagine di un buco nero sarà anche il punto di partenza di un viaggio alla scoperta dell’irresistibile attrazione della teoria della gravità

 

Luciano Rezzolla occupa la Cattedra di Astrofisica Teorica all’Istituto di Fisica Teorica a Francoforte, in Germania. I suoi principali temi di ricerca sono la fisica e l’astrofisica di oggetti compatti, come buchi neri e stelle di neutroni, che egli indaga mediante simulazioni numeriche eseguite su supercomputer. Insieme ai suoi collaboratori, egli ha sviluppato alcuni dei codici numerici più sofisticati della relatività numerica ed è autore di un noto libro di testo di idrodinamica relativistica. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. Nel 2014 la sua ricerca è stata premiata con un ERC Synergy Grant per eseguire studi teorici e osservazionali sui buchi neri supermassicci, mentre nel 2020 ha ricevuto un ERC Advanced Grant per esplorare la fisica e l’astrofisica dei getti relativistici. Nel 2020 ha pubblicato per Rizzoli un libro di divulgazione dal titolo L’irresistibile attrazione della gravità, tradotto in varie lingue.

 

L'iniziativa, che si svolge nell'ambito del Sistema Scienza Piemonte e rientra nel programma ESERO Italia, prevede una prima parte al mattino dalle ore 9,30 rivolta alle scuole secondarie di secondo grado, durante la quale verrà ripercorsa l'affascinante scoperta del primo Quasar, tra le sorgenti più potenti dell’universo, s'impareranno a conoscere le radio galassie e si osserverà da vicino il volto del loro motore gravitazionale, i buchi neri supermassicci. Durante l’incontro mattutino gli studenti dialogheranno con Luciano Rezzolla, di cui si è detto, in compagnia di Alessandro Capetti, Barbara Balmaverde, Roberto Soria dell’INAF Osservatorio Astrofisico di Torino, che animeranno la tavola rotonda.

 

Sarà possibile seguire l’evento in diretta streaming sulla pagina YouTube del Planetario. L’Astronomy Day è organizzato in collaborazione con l'Università degli Studi di Torino, l'Istituto Nazionale di Astrofisica, l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e Sanoma Italia SpA. Media partner La Stampa, Partner tecnico Mager S.r.l.

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MAKE SPACE, NOT WAR
TUTTO PRONTO PER IL NASA SPACE APPS 2023

Torna a Torino sabato 7 e domenica 8 ottobre il più grande hackathon al mondo: NASA Space Apps Challenge 2023 si svolgerà in I3P, l’Incubatore del Politecnico di Torino, e avrà tra i partner istituzionali l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI)

Il miglioramento della vita sul nostro pianeta passa dallo spazio, come dimostra l’appello globale lanciato qualche giorno fa dalla National Aeronautics and Space Administration statunitense per la partecipazione alla NASA International Space Apps Challenge 2023: “Il mondo ha bisogno delle tue idee”. Nel weekend di sabato 7 e domenica 8 ottobre l’edizione italiana del più grande hackathon annuale del pianeta dedicato allo spazio e alla scienza andrà in scena a Torino, in I3P, l'Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico, in concomitanza con le altre località mondiali coinvolte nell’iniziativa, e vedrà la partecipazione di migliaia di appassionati di esplorazione del cosmo e delle nuove opportunità generate dalla Space Economy, impegnati nella risoluzione collaborativa di challenge con l'obiettivo di produrre soluzioni open source in risposta alle sfide che attualmente affrontiamo sulla Terra e nello spazio.

 

La scorsa edizione 2022 di NASA International Space Apps Challenge - in breve, Space Apps - ha visto la partecipazione di oltre 31.500 partecipanti, provenienti da 320 città di oltre 160 Paesi del mondo, che hanno realizzato più di 3.000 progetti in risposta alle sfide lanciate dall’agenzia spaziale di Washington. Il tema del 2023 sarà “Explore Open Science Together”: un invito a sperimentare insieme le possibilità e le potenzialità della scienza aperta, ovvero l’approccio cooperativo finalizzato all'accesso al sapere scientifico da parte di tutti, senza barriere.

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A Torino, Space Apps 2023 si terrà in presenza nella sede dell’incubatore I3P all’interno del Campus del Poli, a partire dalle ore 14 di sabato 7 ottobre con l’accoglienza degli iscritti e la composizione o conferma dei team partecipanti all’hackathon. Dopo l’introduzione e la spiegazione delle regole, la competizione avrà inizio alle 16 e proseguirà per le successive 24 ore, senza interruzioni - l’incubatore rimarrà aperto anche nella notte - e con pasti offerti in loco per consentire il massimo tempo di lavoro sul progetto, il quale andrà consegnato entro le 16 di domenica 8 ottobre. A quel punto, per i team si aprirà la fase di pitching, in cui dovranno presentare in pochi minuti il proprio elaborato a tutti i presenti, compresa la giuria di valutazione, competendo così per i premi in palio, sia a livello locale - i Local Awards offerti dagli sponsor partner di I3P - sia a livello internazionale (Global Awards). L’hackathon si concluderà quindi a fine pomeriggio con la cerimonia di premiazione dei progetti giudicati più brillanti e più promettenti, che potrebbero poi proseguire la propria avventura, un giorno, in forma di startup.

 

Siamo onorati di poter ospitare una nuova edizione dell’hackathon annuale più grande al mondo e di far parte di questa importante iniziativa internazionale – ha detto Giuseppe Scellato, Presidente di I3P e Coordinatore di ESA BIC Turin - sia perché l’evento rappresenta un’opportunità unica di sperimentazione e potenziale innovazione per appassionati di spazio, studenti universitari e aspiranti startupper, sia perché l’iniziativa è pienamente in linea con le nostre attività quotidiane di sostegno alla nuova imprenditorialità basata sulla tecnologia. I progetti nati dall’inventiva e dalla voglia di creare qualcosa di nuovo possono evolversi e arrivare anche molto lontano, soprattutto quando rispondono alle sfide reali che l’umanità si trova oggi ad affrontare nel suo cammino verso le profondità, e le possibilità, dello spazio.

 

L’edizione torinese di Space Apps 2023 è organizzata dall’incubatore I3P in collaborazione con il programma di incubazione ESA BIC Turin, fondato nel 2021 per stimolare lo sviluppo di nuove imprese innovative basate su tecnologie spaziali. L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) è partner dell’iniziativa a livello globale, così come l’European Space Agency (ESA) e le altre principali agenzie spaziali mondiali, mentre a livello locale l’hackathon di Torino potrà contare su sponsor, mentor e giurati provenienti dall’industria aerospaziale, da startup e PMI innovative, da enti e associazioni che favoriscono la crescita del comparto spaziale italiano.

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Il lavoro di squadra e la complementarità delle competenze saranno indispensabili per affrontare la propria challenge di preferenza. La NASA ha già reso pubbliche oltre 30 sfide sul sito web dell’iniziativa e i loro temi offrono una grande varietà di scelta: dalla creazione di app per ricerche geologiche ai giochi educativi sullo sbarco su pianeti remoti, dall’utilizzo innovativo di open data spaziali a nuovi metodi di divulgazione sulla meccanica delle eclissi, fino all’impiego di database per la ricerca biologica fuori dall’atmosfera terrestre e alla concezione di soluzioni di viaggio interplanetario in un futuro ufficio turistico spaziale. 

Le challenge sono aperte ai contributi di tutti, tanto da parte di ingegneri e programmatori quanto di designer, storyteller e semplici appassionati di spazio. Per partecipare di persona all'hackathon di Torino è necessario iscriversi sulla sua pagina web dedicata, previa registrazione con un profilo personale sul sito ufficiale di NASA Space Apps.

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IL VALORE DELLA VITA
TRA SPAZIO E MEDICINA ALL'AEROCLUB TORINO

Mercoledì 31 maggio il campo volo dell'Aeroclub Torino, in strada della Berlia 500 a Collegno, ha ospitato un appuntamento sui generis, organizzato da Lions Clubs International per raccogliere fondi a favore del reparto di Cardiochirurgia Pediatrica dell'Ospedale infantile Regina Margherita di Torino. Una serata di gala in una location d'eccezione, cui hanno preso parte oltre 300 persone, impreziosita dagli interventi di importanti personalità del mondo medico e aerospaziale. Ad allietare il tutto un'esposizione di modellismo in occasione del centenario dell'Aeronautica Militare, la Cena Spaziale e la musica della Turin Metropolitan Orchestra.

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Due eccellenze del territorio torinese, la Medicina e l’Aerospazio, si sono incontrate nella cornice dell’Aeroclub Torino mercoledì 31 maggio per una serata che ha avuto il duplice intento di fare del bene e accendere i riflettori su due mondi solo in apparenza lontani. Se c’è un legame tra la scienza medica e quella aerospaziale, infatti, questo passa senza dubbio dal capoluogo subalpino, oggi al centro della scena mondiale per quel che riguarda i più recenti programmi di esplorazione interplanetaria e i primati nel campo della cardiochirurgia. Organizzata da Lions Clubs International con il patrocinio della Città di Collegno e della Regione Piemonte nell’anno in cui si celebra il centenario dell’Aeronautica Militare, la serata Il Valore della Vita ha voluto evidenziare in particolare il percorso storico che ha portato la cardiochirurgia degli anni ’50-’60 con i primi trapianti di cuore, all’evoluzione della tecnologia medica attraverso la chirurgia robotica da remoto e le trasmissioni di immagini diagnostiche a distanza, a cui hanno contribuito non poco le vicende di pionieri nel campo delle telecomunicazioni come i fratelli Achille e Giovanni Judica Cordiglia e i nuovi programmi spaziali di Thales Alenia Space e Altec.

 

Una chiave di lettura diversa, per comprendere meglio l’importante ritorno, sia in termini di conoscenze che di tecnologie scientifiche, che le missioni spaziali da sempre offrono per il miglioramento della vita sulla Terra. Al valore divulgativo si è unito quello benefico. La raccolta fondi, attraverso la quota di partecipazione alla serata (offerta minima 30 euro), andrà a sostegno dell’Ospedale infantile Regina Margherita con lo scopo di dare supporto alle famiglie dei piccoli pazienti cardiopatici di lunga degenza al reparto del dottor Carlo Pace Napoleone - seguite dall’Associazione degli Amici dei Bambini Cardiopatici onlus - e di contribuire alla realizzazione di una Biobanca Pediatrica a cura della professoressa Franca Fagioli della Divisione di Oncoematologia Pediatrica. 

La serata, articolata in tre momenti, ha visto la partecipazione di istituzioni e importanti personalità del mondo scientifico, medico e aerospaziale. Ad aprire il programma intorno alle 19 il cerimoniale dei Lions, alla presenza dei governatori distrettuali Carlo Ferraris e Michele Giannone, preambolo al cocktail di benvenuto a buffet servito nell'hangar centrale del campo volo. Lungo il percorso si potrà visitare la mostra itinerante di modelli aerospaziali Il sogno di Icaro dalla collezione privata di Annibale Renato Rega, coordinatore di operazioni logistiche e aerospaziali. 
Presentata con successo nei giorni scorsi al Centro Civico San Bernardino di Caravaggio, la raccolta di cimeli è stata arricchita di contenuti per il centenario dell’arma Aeronautica, offrendo uno sguardo il più possibile attento sia al ruolo dell’industria italiana prebellica sia al ruolo che attualmente ricopre il nostro paese nelle missioni spaziali. Questo senza dimenticare figure chiave a livello mondiale e altri importanti anniversari, come il cosmonauta Jurij Gagarin e la cosmonauta russa Valentina Vladimirovna Tereškova, prima donna nello spazio sessant’anni fa. L'esposizione, che comprende anche documenti e libri protetti in apposite teche, vede per alcuni modelli la partecipazione di German Impache, il modellista che ha collaborato con George Lucas alla realizzazione di astronavi e droidi presenti nel film La minaccia fantasma e nei sequel della saga cinematografica Star wars

 

Per quanto riguarda l’aeronautica, alcune chicche sono l’Electra di Amelia Earhart, lo sparviero S 79 dei raid Roma-Dakar-Buenos Aires, il rompighiaccio Krassin, che salvò i superstiti della spedizione Nobile e lo zeppelin LZ 27, di circa un metro e mezzo di lunghezza.

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Protagonista della parte centrale della serata la musica della Turin Metropolitan Orchestra, giovane compagine nata da un'idea di alcuni studenti del Liceo Classico e Musicale “C. Cavour” di Torino, diretta da Flavio Mattea. Il programma, variegato, vedrà anche l'esecuzione di alcuni brani del cantautore Fabrizio De Andrè, presentati per la prima volta con un arrangiamento per orchestra da 40 elementi.

Al termine del concerto, intorno alle 21, si è servita ai tavoli conviviali la Cena Spaziale presentata dal vostro G-ASTRONAUTA, con gli interventi di numerosi ospiti intervistati da Alessandro Gala e Carmen Fiorella Rosso. Fra questi il dr. Francesco Casciano, sindaco della Città di Collegno, i consiglieri della Regione Piemonte Andrea Tronzano e Monica Canalis, l’assessore del comune di Torino Gianna Pentenero, il Comandante della Scuola di Applicazione e Istituto di Studi Militari dell’Esercito Gen. D. Stefano Mannino, il Presidente di Altec spa ing. Fabio Massimo Grimaldi, il Vice-President Marketing & Sales per le attività istituzionali di Thales Alenia Space Italia e Amministratore Delegato di Altec Ing. Vincenzo Giorgio, il Vicepresidente del Dominio Esplorazione e Scienza di Thales Alenia Space ing. Walter Cugno, il Cardiochirurgo dr. Guglielmo Actis Dato, il Cardiochirurgo pediatrico dr. Carlo Pace Napoleone, la prof.ssa Franca Fagioli dirigente del Dipartimento di Oncoematologia Pediatrica, l’event director Massimiliano Judica Cordiglia, il Governatore dei Lions Club Distretto 108Ia1 dr. Carlo Ferraris e il Governatore eletto dr. Michele Giannone. Special guest l'astronauta Maurizio Cheli

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L'astronauta Maurizio Cheli

Mostra di modellismo Il sogno di Icaro

I fratelli Judica Cordiglia

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Flavio Mattea e la Turin Metropolitan Orchestra

Actis Dato, pioniere della cardiochirurgia

L'equipe di Cardiochirurgia pediatrica al Regina Margherita

IL MENU DELLA CENA SPAZIALE 


Il menù della cena placée, servito agli eleganti tavoli conviviali, è realizzato dal catering Pellegrini e  accompagnato dai pregiati vini del Consorzio Brachetto d'Acqui docg, altra eccellenza del territorio piemontese, nelle tre versioni rosè, "tappo raso" e spumante. Presente alla serata il presidente del Consorzio Tutela Vini d'Acqui Paolo Ricagno. 

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DA ARTEMIS II AL LUNAR GATEWAY 
L'ITALIA IN PRIMA FILA NELLA CORSA ALLO SPAZIO

L'industria italiana, come già avvenuto per la ISS - International Space Station - è contractor dell'ESA (Agenzia Spaziale Europea, tra i partner internazionali della NASA per il programma Artemis) non solo per lo sviluppo della navicella spaziale ORION che ospiterà gli astronauti, ma anche per l'avamposto abitativo e logistico HALO in cui gli astronauti vivranno e condurranno ricerche durante la loro permanenza sul Lunar Gateway 

Lo scorso 3 aprile la NASA e la CSA - Canadian Space Agency hanno annunciato i quattro astronauti che si avventureranno intorno alla Luna su Artemis II, la prima missione con equipaggio nella roadmap volta a stabilire una presenza a lungo termine sulla Luna: il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover, la specialista di missione Christina Hammock Koch e lo specialista di missione Jeremy Hansen. Insieme, lavoreranno come una squadra per eseguire un’ambiziosa serie di dimostrazioni durante il test di volo. Il test di volo di Artemis II, della durata di circa 10 giorni, verrà lanciato sul potente razzo Space Launch System, dimostrerà i sistemi di supporto vitale della navicella spaziale Orion e convaliderà le capacità e le tecniche necessarie agli esseri umani per vivere e lavorare nello spazio profondo.

 

Il volo, che si basa sul successo della missione Artemis I senza equipaggio completata a dicembre, è uno step fondamentale per il successo dell’intero programma, aprendo la strada a future missioni di esplorazione umana a lungo termine per la Luna e infine Marte. Nella terza tranche della campagna Artemis, la NASA ha infatti l’obiettivo di fare atterrare la prima donna (da qui il nome Artemis, infatti Artemide nella mitologia greca è la dea sorella gemella di Apollo) e la prima persona di colore sulla Luna, utilizzando tecnologie innovative per esplorare più superficie lunare che mai. Quindi, verranno utilizzate le competenze e le conoscenze scientifiche apprese sulla Luna e intorno al satellite per fare il prossimo passo da giganti: inviare i primi astronauti sul Pianeta Rosso.

 

A questo proposito, un pilastro della campagna Artemis è il Lunar Gateway, la stazione in orbita cislunare che fungerà da avamposto multiuso, fornendo un supporto essenziale per il ritorno umano a lungo termine sul suolo selenita. La NASA sta lavorando con partner commerciali e internazionali per stabilire il Gateway a partire dal 2024 e in questo quadro l’industria italiana e l’ASI hanno come sempre un ruolo di primo piano. 

 

Come dice il presidente dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) Giorgio Saccoccia nel mio libro L’Italia nello Spazio - Il racconto dei suoi protagonisti: “Quando si parla di abitabilità nello spazio è difficile che il nostro Paese non venga coinvolto. In primis, perché sappiamo fare benissimo i moduli spaziali. Come dimostra la ISS, dove la nostra industria ha realizzato il 50% dei moduli pressurizzati della parte occidentale della stazione, non solo il modulo permanente PMM Leonardo, l’infrastruttura del laboratorio ESA Columbus, i Nodi 2 e 3, la Cupola, ma anche la navicella cargo Cygnus prodotto dall’industria americana insieme a quella italiana. Per questo siamo in prima fila come Italia in seno all’ESA (Agenzia Spaziale Europea) per la costruzione dei moduli per la stazione spaziale cislunare chiamata Lunar Gateway e abbiamo le potenzialità per creare ambienti abitabili anche sulla superficie del nostro satellite”.

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Con sede al Johnson Space Center della NASA a Houston, in Texas, le capacità del Gateway di supportare l'esplorazione e la ricerca sostenute nello spazio profondo includono porti di attracco per diverse tipologie di veicoli spaziali, spazio per permettere all’equipaggio di vivere e lavorare e indagini scientifiche a bordo per studiare Eliofisica, salute umana e scienze della vita, tra le altre aree. Il Gateway sarà dunque un avamposto fondamentale per lo sviluppo di tecnologie e capacità per supportare l'esplorazione della Luna e di Marte nei prossimi anni. Si tratta della prima stazione spaziale dell'umanità in orbita cislunare a supportare i piani di esplorazione dello spazio profondo della NASA, insieme al razzo Space Launch System (SLS), al veicolo spaziale Orion e allo Human Landing System (HLS) che invierà astronauti sulla Luna. La NASA sta ora concentrando lo sviluppo del Gateway sui primi due elementi: il Power and Propulsion Element (PPE) e l'Habitation and Logistics Outpost (HALO).

 

ELEMENTO DI POTENZA E PROPULSIONE

 

Il Power and Propulsion Element è un veicolo spaziale a propulsione elettrica solare ad alta potenza da 60 kilowatt che fornirà energia, comunicazioni ad alta velocità, controllo dell'assetto e capacità di trasferimento orbitale per il Gateway. Nel maggio 2019, la NASA ha selezionato Maxar Technologies di Westminster, in Colorado, per sviluppare e costruire i DPI. Il DPI è gestito dal Glenn Research Center della NASA a Cleveland, in Ohio.

 

AVAMPOSTO ABITATIVO E LOGISTICO (HALO)

 

HALO è il luogo in cui gli astronauti vivranno e condurranno ricerche durante la permanenza sul Gateway, ed è qui che i riflettori vedono al centro della scena l’Italia e in particolare il comparto industriale torinese di Thales Alenia Space. Northrop Grumman di Dulles, in Virginia, si è aggiudicata un contratto per la progettazione preliminare di HALO nel 2020 e il contenuto rimanente per HALO è stato finalizzato tra la NASA e Northrop Grumman attraverso la firma di un contratto nel luglio 2021. Ebbene, Thales Alenia Space è stata scelta da Northrop Grumman per fornire il modulo pressurizzato per HALO, un successo che rafforza il contributo di TAS al programma già avviato con lo sviluppo di componenti importanti della navicella spaziale ORION e fornendo all'ESA i moduli pressurizzati ESPRIT e I-HAB. Thales Alenia Space è infatti responsabile della progettazione e della produzione della struttura primaria di HALO (il modulo pressurizzato), del modulo e del controllo della pressione del vestibolo, di parte del sistema di protezione dai meteoroidi e della struttura che interfaccia i sistemi di attracco della NASA. Il design di HALO deriva dalla sonda Cygnus di Northrop Grumman, di cui Thales Alenia Space è partner di lunga data. Cygnus è un veicolo con capacità umana che fornisce rifornimenti, attrezzature di ricambio ed esperimenti scientifici alla Stazione Spaziale Internazionale. HALO ha lo stesso diametro di 3 metri di Cygnus, ma include un tratto di 1 metro di lunghezza per soddisfare le esigenze di volume abitabile per gli equipaggi in visita, portando la lunghezza totale di HALO a circa 7 metri. 

 

È una grande, fantastica sfida per la nostra azienda essere di nuovo parte della straordinaria avventura di tornare sulla Luna - in particolare aprendo la strada all'avamposto lunare essendo coinvolti in uno dei primi due elementi Gateway a essere lanciati, oltre a fornire il contributo europeo con ESPRIT e I-HAB” – ha detto l’ad Massimo Claudio Comparini, Senior Executive Vice President Observation, Exploration and Navigation di Thales Alenia Space. Walter Cugno, Vice President Exploration and Science Domain di Thales Alenia Space, ha aggiunto: "Sfruttando la linea di produzione attiva di Cygnus e la comprovata esperienza di volo, Thales Alenia Space porta a Northrop Grumman la capacità unica di fornire un modulo HALO economico e affidabile nei tempi necessari per supportare l'esplorazione lunare. Questa storia di successo di oltre 12 anni, così come la forte esperienza di Thales Alenia Space negli habitat dello spazio profondo, ci stanno permettendo di produrre questo nuovo modulo Gateway lunare nel rispetto della sicurezza e del comfort per gli astronauti”. 

Gli alloggi pressurizzati forniranno sistemi di comando e controllo per l'avamposto lunare e porte di attracco per i veicoli spaziali in visita, come la navicella spaziale Orion, i lander lunari e i veicoli di rifornimento logistico. Il modulo HALO sarà la spina dorsale per il comando e il controllo e la distribuzione dell'energia attraverso il Gateway e svolgerà altre funzioni principali, tra cui l'hosting di indagini scientifiche tramite alloggi di carico utile interni ed esterni e la comunicazione con le spedizioni sulla superficie lunare. HALO consentirà inoltre l’aggregazione di ulteriori elementi abitabili per espandere le capacità del Gateway, sfruttando i contributi dei partner internazionali. Le batterie fornite dalla Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) alimenteranno HALO fino a quando i pannelli solari DPI non potranno essere distribuiti e durante i periodi di eclissi. Le interfacce robotiche fornite dall'Agenzia Spaziale Canadese ospiteranno carichi utili e forniranno punti base per le operazioni robotiche di Canadarm3. L’ESA (Agenzia Spaziale Europea) fornirà un sistema di comunicazione lunare per consentire comunicazioni ad alta velocità di trasmissione dati tra la superficie lunare e il Gateway.

 

IL GATEWAY: UN GRANDE PASSO NEL FUTURO DELLA SCIENZA

 

Il Gateway fornirà opzioni uniche per le scienze della Terra, l'eliofisica, le scienze lunari e planetarie, le scienze della vita, l'astrofisica e le indagini di fisica fondamentale, consentendo viste estese della Terra, del Sole, della Luna e dello spazio non possibili dalla superficie terrestre o dall'orbita terrestre. I primi tre strumenti scientifici per Gateway sono già stati selezionati. Due di loro, l'Heliophysics Environmental and Radiation Measurement Experiment Suite (HERMES) e l'European Radiation Sensors Array (ERSA), voleranno fuori dal Gateway per monitorare l'ambiente di radiazione del Sole e la meteorologia spaziale. HERMES, guidato dal Goddard Space Flight Center della NASA, monitorerà le particelle solari a bassa energia fondamentali per le indagini scientifiche del Sole, compresi i venti solari. ERSA, guidata dall'ESA, monitorerà le radiazioni a energie più elevate con particolare attenzione alla meteorologia spaziale. L’Internal Dosimeter Array (IDA) volerà all'interno dell'HALO per consentire lo studio degli effetti di schermatura delle radiazioni e migliorare i modelli fisici delle radiazioni per gli effetti del cancro, cardiovascolari e del sistema nervoso centrale, aiutando a valutare il rischio dell'equipaggio nelle missioni di esplorazione. IDA è stato costruito dall’ESA, con ulteriori strumenti scientifici della JAXA.

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AEROSPACE & DEFENSE MEETING
IL 9° MEETING INTERNAZIONALE
DELL'AEROSPAZIO E DELLA DIFESA A TORINO

Dal 28 al 30 novembre tornerà a Torino, nei padiglioni di Lingotto Fiere, l’unica business convention internazionale per l’industria aerospaziale e della difesa in Italia

Un appuntamento biennale che in Europa si alterna con l’Aéromart di Tolosa, incentrato su un fitto calendario di incontri B2B prefissati, seminari sull’innovazione, conferenze sulle tematiche di maggior interesse in campo aerospaziale, workshop e iniziative collaterali. Si tratta infatti dell’unica convention internazionale per l’industria della difesa e dell’aerospazio, che offre ad aziende e addetti ai lavori la possibilità di incontrarsi e gettare le basi per relazioni commerciali, mirate a sviluppare nuovi progetti con partners da tutto il mondo. In pratica Aerospace & Defense Meeting Torino rappresenta una vetrina privilegiata per grandi industrie, PMI, università, centri di ricerca e per tutti i professionisti interessati a condividere il proprio know-how. In particolare nel corso delle otto passate edizioni, A&DM Torino si è affermato come l'unico evento internazionale di matchmaking per l'industria aerospaziale e della difesa in Italia. In continua evoluzione per soddisfare le esigenze di un settore all'avanguardia come quello aerospaziale, A&DM Torino connette gli OEM e i loro fornitori Tier 1 e 2 con i produttori e i fornitori di servizi, sia civili che della difesa, attraverso una serie di incontri individuali personalizzati.  

I numeri dell’ultima edizione, svoltasi nel 2021, confermano il successo dell’iniziativa nonostante le restrizioni dettate dall'emergenza Covid: oltre 1600 partecipanti e più di 8000 incontri One-To-One, a fronte di 600 aziende presenti in rappresentanza di ben 30 Paesi del mondo.

Anche quest’anno, dal 28 al 30 novembre, Torino si trasformerà dunque nella capitale mondiale dell’industria aerospaziale: gli incontri faccia a faccia permetteranno ai professionisti di confrontarsi ed entrare a far parte della rete che raggruppa l’intero settore su scala globale, conferenze e workshop offriranno l’opportunità di condividere esperienze e comprendere meglio il mercato scientifico, industriale, tecnico e le evoluzioni commerciali, mentre nell’area espositiva dello Space Village verranno illustrati i più recenti successi e le innovazioni del settore spaziale. Coinvolti in primis il supporter Leonardo, gli sponsor industriali Thales Alenia Space, Avio Aereo, Collins Aerospace, Altec e Macaer Aviation Group, mentre è confermata la presenza di global player quali Abu Dhabi Aviation, Aero Montreal, Aero Vodochody, Aerospace Logistics Technology Engineering Company, Airbus, Aviospace, Boeing Commercial Airplanes, Comac, Dassault Systemes, Hyundai Wia Corporation, Latecoere, Lockheed Martin Aeronautics, MBDA, MOOG, NASA Johnson Space Center, Piaggio Aerospace, Piemonte Agency – Torino Piemonte Aerospace, Aerospace Department del Politecnico di Torino, Rafael, Super Jet International e Stato Maggiore della Difesa solo per citarne alcuni.

Il distretto aerospaziale piemontese, e torinese in particolare, sarà come sempre tra i protagonisti assoluti, grazie alla capacità di operare a livello internazionale attestata dal lungo elenco di programmi – commerciali e militari – che vedono le aziende del territorio coprire un ruolo importante in aeree di ricerca e produzione quali aerostrutture, propulsione, motori e trasmissioni, sistemi di atterraggio, equipaggiamenti, interni cabina, ingegneria e servizi, tecnologie di processo, MRO (Maintenance, Repair and Overhaul), Spazio (veicoli, propulsione e satelliti), UAV/OPV (Unmanned Aerial Vehicle/Optionally Piloted Vehicle). Tra i principali temi che verranno affrontati nel corso delle conferenze e dei workshop: Sostenibilità a aviazione verde, Ecosistema spaziale, Difesa e sicurezza informatica, Mobilità aerea avanzata e urbana.

Per quanto riguarda il meeting a Lingotto Fiere, organizzato da BCI Aerospace in tandem con ABE (Advanced Business Events), la presenza piemontese è gestita da Ceipiemonte, ovvero il Centro estero internazionalizzazione Piemonte, il primo organo regionale di servizi per l’internazionalizzazione del territorio. Un riferimento sia per le imprese locali che lavorano o intendono lavorare sui mercati esteri, sia per le realtà di altri paesi interessate a insediarsi in Piemonte, con particolare attenzione a settori strategici fra cui, oltre ad aerospazio, ci sono automotive, design, energie rinnovabili e tecnologie ambientali, ho.re.ca, ICT, ITS, logistica, nanotecnologie, robotica, scienze della vita, farmaceutica e biomedicina. Nato nel 2006, agisce in accordo con la Camera di Commercio, le rappresentanze delle categorie economiche, l’Università, il Politecnico e altri enti locali. L’attività del Ceipiemonte consiste anche nel supportare eventi che diano visibilità internazionale alle eccellenze del territorio, ed è proprio in quest’ottica che si colloca la presenza ad Aerospace & Defense Meeting 2023. Le iscrizioni per partecipare sono aperte. L'ingresso è gratuito, registrandosi on line su  Registrati - Partecipazione di persona – Aerospace & Defense Meetings Torino (bciaerospace.com)

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SETTE NUOVE STARTUP ENTRANO NEL PROGRAMMA DI INCUBAZIONE ESA BIC TURIN

 

Il gruppo di giovani imprese attive nel campo della Space Economy è stato selezionato per accedere al programma di incubazione ESA, gestito da I3P con il supporto di Politecnico di Torino e Fondazione LINKS

Iniziamo col capire di che si tratta. ESA BIC Turin è un programma di incubazione finalizzato a promuovere lo sviluppo di un ecosistema locale attrattivo per la crescente imprenditoria dello spazio e per tutti gli attori industriali, finanziari, scientifici e istituzionali che le ruotano intorno: tra i suoi obiettivi principali ci sono sia lo sviluppo delle startup ad alto grado di innovazione tecnologica, con applicazioni sia upstream che downstream, sia il coinvolgimento collaborativo di tutti gli stakeholder attivi nel settore della space economy. Avviato a fine 2021, il programma ESA BIC Turin è gestito da I3P, l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino, con il supporto tecnologico del Politecnico di Torino e della Fondazione LINKS, in coordinamento con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) che forniscono anche supporto tecnico e finanziario. Il progetto è inoltre supportato dalla Regione Piemonte, erogatrice di una parte dei contributi alle startup, dalla Camera di commercio di Torino e dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, la quale mette a disposizione delle aziende incubate anche strumenti di investimento innovativi per sostenere lo sviluppo tecnologico e la fase di crescita.

Il vostro G-Astronauta ha già più volte parlato di questo progetto e delle realtà che ne fanno parte nel corso delle sue cene spaziali e il motivo è molto semplice: l'importanza di queste tecnologie non solo per la vita nello spazio, ma anche qui, sul pianeta che ci ospita. Argomento sul quale mi soffermerò spesso in questa sezione del sito. Non solo dunque tute spaziali per la protezione degli astronauti e droni per l’esplorazione lunare, ma anche piattaforme stratosferiche per l’osservazione della Terra, soluzioni IoT e di data analytics per migliorare la sostenibilità e l'efficienza in ambito agricolo. Sono solo alcuni dei progetti innovativi delle sette startup che all’inizio del 2023 sono entrate ufficialmente nel programma di incubazione ESA BIC Turin, al termine della seconda selezione del 2022. La comunità di ESA BIC Turin raggiunge così la cifra di 15 startup incubate in poco più di un anno di attività, dopo l’inaugurazione a novembre 2021 e l’ingresso delle prime otto giovani imprese nel maggio dell’anno scorso. Le nuove startup entrate nel programma sono DBSpace, Evolunar, Nabu, Orbital Outpost Italy, REA, SpaceMotionery e Stratobotic. Come le precedenti, le nuove aziende riceveranno non solo un contributo finanziario zero-equity pari a 50.000 euro, destinato sia allo sviluppo del prodotto al centro del loro business plan che alla gestione della proprietà intellettuale, ma anche servizi di consulenza imprenditoriale e legale, supporto tecnologico, assistenza nelle operazioni di raccolta capitali e accesso a un’ampia rete di partner, comprensiva di realtà corporate, fondi di investimento ed enti di ricerca. 

Ora che abbiamo capito in cosa consiste il progetto, vediamo una per una di cosa si occupano le 7 startup. DBSpace propone una pompa elettrica avanzata per motori a propellente liquido e ibrido: questo sottosistema semplificato è privo di turbina ed è basato su un power drive elettrico. I punti di forza della soluzione sono la riduzione dei costi, il riutilizzo e la flessibilità di missione. Evolunar è una società spin-off del Politecnico di Torino che intende sviluppare droni per l’esplorazione lunare, in particolare verso siti difficilmente accessibili come lava tube, crateri e regioni permanentemente in ombra. Ne è un esempio il suo LuNaDrone, un piccolo spacecraft di 15 kg per il volo autonomo al di sopra della superficie lunare: il progetto, orientato sulla flessibilità e modularità, lo rende compatibile con i lander lunari più piccoli, oltre che con una vasta gamma di categorie di payload, e permette di mantenere un basso costo evitando riprogettazioni complete al variare dei requisiti di missione. Nabu sviluppa soluzioni IoT (Internet of Things) e di analisi dei dati satellitari per migliorare la sostenibilità e l'efficienza nella gestione dell'acqua, in particolare dei sistemi di irrigazione in agricoltura, responsabili del 70% del consumo idrico nel mondo. Orbital Outpost Italy mira a diventare un importante fornitore di risorse critiche nello spazio, come idrogeno e ossigeno pressurizzati, acqua, calore ed energia. A tal fine, sta sviluppando sistemi altamente efficienti per l'estrazione di risorse in situ dalla Luna, principalmente acqua ed energia solare. REA nasce con l’obiettivo di offrire agli astronauti una soluzione per affrontare lunghi viaggi nello spazio senza problemi fisiologici e biochimici. Il prodotto principale dell'azienda è una tuta spaziale intraveicolare (IVA) progettata per interagire con i muscoli posturali e realizzata con un nuovo tessuto elastico brevettato, adatta all’uso in tutte le missioni a microgravità e, in futuro, nell'esplorazione lunare. SpaceMotionery è uno spin-off del Politecnico di Torino che propone una famiglia di apparecchiature di prova per consentire il collaudo di micro- e nano-satelliti e per la formazione tecnica nell’ambito spaziale. Il primo prodotto della startup è un sistema a basso costo in grado di simulare gli effetti della luce solare, mentre la seconda soluzione consiste in un banco di prova per la verifica e il test in modalità dinamica e black-box dei sistemi di determinazione dell'assetto e di controllo dei CubeSat. Stratobotic propone una piattaforma stratosferica (HAPS: High-Altitude Pseudo-Satellite) che opera a 20 km di quota dalla superficie della Terra e da lì offre servizi simil-satellitari per le telecomunicazioni e l’osservazione del pianeta.

La selezione di startup continuerà anche quest’anno e la prossima scadenza per l’invio delle candidature è lunedì 6 marzo 2023: sul sito web www.esabic-turin.it sono disponibili tutte le informazioni e i materiali per proporre il proprio progetto imprenditoriale innovativo. 

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MAURIZIO MASCHIO

SPACE INSIDER 


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