A un anno dalla scomparsa di Michele Chiarlo, la sua eredità continua a vivere attraverso il lavoro della famiglia nella Cantina Michele Chiarlo e l'ampio ventaglio di progetti che mantengono vivo il suo sogno e portano avanti la sua visione. Michele, infatti, non è stato solo un protagonista della storia enologica italiana, ma un visionario che ha rivoluzionato il modo di concepire il vino, trasformandolo in un racconto vivo di territorio, cultura e innovazione. La sua visione era chiara: il vino non è soltanto il contenuto di una bottiglia, ma la somma di elementi che definiscono l’identità di una comunità. Storia, tradizione, arte, convivialità e soprattutto il territorio – inteso come anima di ogni etichetta – erano per lui imprescindibili. Fu un pioniere, capace di vedere oltre il presente, intuendo il potenziale del vino italiano sui mercati internazionali e costruendo relazioni solide che oggi portano i vini Chiarlo in 75 Paesi. La sua eredità vive anche nell’amore per la sua terra. Michele ha contribuito alla valorizzazione delle grandi vigne piemontesi, rendendole Patrimonio UNESCO, e ha sostenuto progetti visionari come l’Art Park a La Court, il primo parco di land art piemontese, che unisce natura, arte ed enologia. Questo approccio olistico si riflette nei nuovi investimenti della cantina, che continuano a mettere al centro il territorio e la sostenibilità.



CON LO SGUARDO AL FUTURO NEL SOLCO DELLA TRADIZIONE Oggi, i figli Stefano e Alberto portano avanti con passione la visione del padre, consolidandola con progetti all’avanguardia sia in vigna che in cantina. In vigna, dove soso stati recentemente reimpiantati 10 ettari di Barbera atto a Nizza DOCG, gli studi e la reintroduzione di cloni più resistenti al cambiamento climatico testimoniano un impegno verso la sostenibilità. In cantina, una nuova linea di imbottigliamento è stata introdotta e dotata delle più avanzate soluzioni tecnologiche e di automazione. Questa linea protegge i vini preservandone le proprietà organolettiche, ma soprattutto agevola il lavoro dei collaboratori, garantendo la sicurezza e sollevandoli da mansioni usuranti. Importante sottolineare come l’ottimizzazione di materie prime quali vetro e carta e il risparmio di fonti energetiche come luce e gas permettono un ulteriore impegno in termini di sostenibilità ambientale. L’enoturismo si conferma una chiave per raccontare il territorio. Con l’ampliamento di Palás Cerequio e l’introduzione dello Sky Bar, la cantina offre un’esperienza immersiva che fonde vino, paesaggio e ospitalità. Anche l’arte rimane centrale: il nuovo percorso artistico Cannubi Path celebra l’unione tra tradizione e innovazione, un omaggio sentito al legame indissolubile tra la famiglia Chiarlo e le colline piemontesi. La visione di Michele era quella di unire passato e futuro, tradizione e innovazione. Era convinto che solo con una prospettiva aperta e coraggiosa fosse possibile valorizzare le radici del vino italiano e, al tempo stesso, farlo dialogare con il mondo. La famiglia Chiarlo prosegue questo viaggio, trasformando ogni progetto in una testimonianza viva dei valori che hanno guidato uno dei grandi protagonisti della storia enologica italiana.



ARTE, VINO E TERRITORIO: L'UNIVERSO DI NESPOLO E CHIARLO La mostra Nespolo & Chiarlo: dal 2013 Arte in Vigna celebra il connubio tra la visione artistica di Ugo Nespolo e l’eredità vitivinicola di Michele Chiarlo. Ospitata a Palás Cerequio, a La Morra (Cuneo) nel cuore delle Langhe, l'esposizione offre ai visitatori un viaggio tra arte e vino ripercorrendo, grazie all’esposizione di bozzetti inediti, la lunga e fruttuosa collaborazione dell'artista con Michele Chiarlo. Nespolo, figura iconica dell’avanguardia italiana, è infatti uno degli artisti che con le loro opere “illuminano” l’Art Park La Court, il parco artistico fra i vigneti dell'azienda vitivinicola Michele Chiarlo a Castelnuovo Calcea (Asti). Ma non solo. Ha anche "curato l'immagine" di alcune bottiglie speciali, come l'etichetta esclusiva per il Nizza Docg Riserva La Court Vigna Veja, in edizione super limitata. Palás Cerequio, tempio del Barolo e simbolo dell’ospitalità piemontese, arricchisce questa esperienza con una cantina di oltre 6.000 bottiglie, una cucina d’eccellenza e ambienti raffinati. Un’occasione imperdibile per scoprire come arte e vino possano raccontare insieme l’anima di un territorio. La mostra è aperta sino al 31 dicembre. Le opere contenute all’interno del Caveau del Barolo sono visitabili dalle 10 alle 18; mentre gli allestimenti nella terrazza dello Sky Bar Cerequio sono visitabili dalle 10 alle 20. Maggiori informazioni sul sito di Palás Cerequio.






