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PODERE DEI FOLLI, DOVE LA VALTÈNESI SI FA ANIMA ROSÉ

01-12-2025 06:51 AM

Maurizio Maschio

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PODERE DEI FOLLI, DOVE LA VALTÈNESI SI FA ANIMA ROSÉ

CANTINA A PUEGNAGO E WINE SHOP A POLPENAZZE DEL GARDA. QUI, DA QUATTRO GENERAZIONI, UNA FAMIGLIA DI VIGNAIOLI PIONIERI DEL BIO COLTIVA UN SOGNO COLOR ROSA    

 C’è un punto, tra il blu del Garda e le prime pieghe delle Prealpi, dove la luce diventa vino. È la Valtènesi, “il Mediterraneo tra le Alpi”: un microclima irripetibile che regala alle viti più di tremila ore di sole l’anno, notti fresche e brezze gentili. È qui che nasce Podere dei Folli, azienda simbolo di questa terra di confine, dove l’acqua e la roccia si incontrano in un equilibrio fragile e perfetto. I vigneti si arrampicano sui colli di Soffaino, fino a 300 metri d’altitudine, affacciati su un mosaico di cinque laghi che riflettono la luce come specchi naturali. Da qui si domina il paesaggio di Puegnago del Garda, cuore della denominazione, e si percepisce tutta la complessità dei suoli morenici, nati da antiche glaciazioni e capaci di donare ai vini sapidità, armonia e profondità aromatica.

Tutto comincia nel 1920, quando il bisnonno Pietro Folli converte i campi di granoturco in vigneti e fonda la prima azienda di famiglia, Valle della Vigna. È un gesto di coraggio contadino e visione. Negli anni Sessanta, suo figlio Andrea amplia la produzione, investendo in nuove attrezzature e portando i vini di casa Folli alle prime fiere nazionali. Poi arriva Eligio, che all’inizio degli anni Duemila decide di cambiare passo: adotta la viticoltura biologica, riduce al minimo l’uso di pesticidi e restituisce alla natura il ruolo di alleata.

Oggi Davide e Marco Folli, quarta generazione, hanno ereditato la stessa passione ma con sguardo nuovo: innovazione tecnologica, design contemporaneo e una visione che intreccia vino, cultura e paesaggio.

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PIONIERI DEL BIOLOGICO E CUSTODI DEL GROPPELLO

“Essere i pionieri del biologico in Valtènesi è stato un onore, ma anche una responsabilità”, ripeteva Eligio. Da quella frase è nato il Protocollo Folli, un vero e proprio manifesto etico che oggi guida ogni scelta in vigna: meno solfiti, meno rame, uso di insetti utili e trappole a confusione sessuale, incentivo alla biodiversità e persino bioarchitettura per ridurre il cemento e lavorare con materiali naturali come legno e pietra. Non è solo agronomia: è una filosofia che riconosce alla terra una propria energia vitale, da rispettare e custodire.

Il vitigno simbolo di questo equilibrio è il Groppello, anima antica della Valtènesi. Il suo grappolo compatto, il “groppo”, racchiude tutto il carattere del territorio: una buccia sottile, un succo gentile, una vena minerale che sa di lago e vento. Nei vini di Podere dei Folli diventa linguaggio: eleganza, freschezza, emozione. È un’uva fragile e nobile, difficile da domare, e per questo amata.

Tra i filari, la biodiversità è visibile: ulivi, limoni, mandorli e capperi convivono accanto alla vite. È un paesaggio che ricorda il Sud ma vive tra le Alpi, un luogo che profuma di macchia mediterranea e di lago.

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IL VINO COME STILE DI VITA

Nel borgo storico di Mura, a pochi minuti dai vigneti, si trova la cantina seicentesca di Podere dei Folli: muri di pietra e mattoni, arcate in terracotta, temperatura e umidità costanti. Qui si vinifica ancora a mano, selezionando grappoli interi e lavorando i mosti fiore a temperatura controllata. È il cuore operativo, dove la tradizione incontra la tecnologia: serbatoi a basso consumo energetico, lieviti indigeni e un uso della solforosa dimezzato rispetto ai vini convenzionali.

A Polpenazze del Garda, invece, si trova il wine shop e showroom: un ambiente di vetro e legno, dal design contemporaneo, dove l’esperienza diventa narrazione. Degustare un rosé qui significa attraversare un racconto fatto di luce, materia e poesia.

Questo è il punto di partenza e di arrivo dei wine tour, si organizzano wine tasting, ma è anche il luogo perfetto per organizzare team building aziendali ed eventi privati per brindare a momenti speciali della vita, come feste di laurea, compleanni, addii al celibato/nubilato e altre ricorrenze.

Le degustazioni del calendario invernale si svolgono dal 28 ottobre al 31 marzo in orario 10,30 e 15,30, da mercoledì a domenica, prenotando 48 ore prima (chiuso lunedì e martedì).

I vini sono tutti bio D.O.P. e raccontano il territorio con sensibilità diversa. Il Preafète, conosciuto come il “vino di una notte”, è il più emblematico: rosa tenue, riflessi di petalo, profumi di pompelmo, fiori bianchi e pepe bianco. Un rosé equilibrato, setoso, dalla sapidità fine. L’etichetta di “Preafète” è un racconto tra donna, terra e acqua. Creata dall’artista Emanuele Soncina, è una narrazione visiva che unisce poesia e natura. Al centro, un profilo femminile stilizzato rappresenta grazia, fertilità e connessione con il territorio. Dai suoi capelli si sviluppano linee fluide che evocano le onde del Lago di Garda, simbolo di freschezza e armonia. Quelle onde si intrecciano con forme che ricordano i ciottoli morenici della Valtènesi, testimoni della sua storia geologica e del carattere minerale del vino. Il profilo della donna diventa metafora: capelli come onde, pietre come radici. “Un vino che si beve con gli occhi prima ancora che con il palato.”

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Il Béspoi, spumante rosé ottenuto da uve Groppello, Barbera, Marzemino e Sangiovese, è la “bollicina di seta”: fragrante di lampone e fragolina di bosco, secco e mieloso al tempo stesso.

Poi c’è Dama, la riserva rosé, dal colore oro ramato e profumo complesso: confettura di albicocca, spezie dolci, note legnose e agrumate. Un vino da meditazione, di lunga vita, che accompagna piatti raffinati come ostriche, manzo all’olio o risotti alle conchiglie. Il Vegna, rosso 100% Groppello, è fine e floreale, con note di viola e mandorla amara; mentre il Sofaì, da Groppello, Marzemino e Rebo, nasce da un leggero appassimento e affina in barrique, esprimendo struttura, eleganza e profondità.

Infine, il Lilium, bianco di Incrocio Manzoni e Trebbiano, chiude il cerchio con freschezza e note di frutta esotica e erbe aromatiche.

Guardando al packaging ecosostenibile, l’azienda ha scelto la stampa diretta sulla bottiglia, senza carta, colla o plastica: una soluzione che riduce i rifiuti e semplifica il processo produttivo, con un risparmio reale di risorse naturali. I tappi Nomacorc sono realizzati in plastica recuperata dagli oceani, a tutela degli ecosistemi marini. Anche i cartoni certificati FSC, provenienti da foreste gestite responsabilmente, testimoniano un impegno concreto per la biodiversità e la trasparenza ambientale.

Per Podere dei Folli, “il rosé non è un vino, ma uno stile di vita”. Il vino è la traduzione liquida della loro filosofia: armonia, leggerezza, genuinità, rispetto. Un modo di celebrare la dolce vita gardesana, il tempo sospeso del tramonto, la libertà di scegliere la via più autentica. A ben guardare, una scelta meno folle di quanto si direbbe.

L'azienda bioagricola ha sede in via Cav. Attilio Camozzi 9 (ex Via Borrine 9), a Polpenazze del Garda (Brescia), la cantina si trova nella frazione di Mura, a Puegnago del Garda.  Maggiori informazioni telefonando al numero 339 3579452, scrivendo a info@poderedeifolli.it o visitando i siti www.poderedeifolli.com, www.poderedeifollishop.com.

 

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