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CIAO CARA, IL NUOVO RISTORANTE "NON ALLA MODA" DI TORINO

23-05-2026 04:21 PM

Maurizio Maschio

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CIAO CARA, IL NUOVO RISTORANTE "NON ALLA MODA" DI TORINO

Ciao Cara, stasera ti porto in un ristorante “non alla moda”. Niente riletture forzate, niente esercizi di stile. Solo tradizione per quello che è...

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Ciao Cara, stasera ti porto in un ristorante “non alla moda”. Niente riletture forzate, niente esercizi di stile. Solo tradizione, restituita per quello che è. Dove? In via Tarino 11, nel quartiere Vanchiglia, a pochi passi dalla Mole Antonelliana. È qui che nasce un posto che si chiama come ti chiamo di solito io: Ciao Cara. Un ristorante che non cerca effetti speciali, non rincorre linguaggi globali, non si piega alle onde veloci della moda contemporanea.

 

In un momento in cui tutto sembra dover essere reinterpretato e la ristorazione sembra inseguire continuamente nuove tendenze, contaminazioni e linguaggi, la direzione qui è un’altra: tornare all’origine. E al G-Astronauta la traiettoria piace molto.

 

Anche perché il progetto prende forma in un luogo che non è soltanto uno spazio fisico, ma una storia. Qui sorgeva la trattoria dei bisnonni di Emanuele Borio, oggi tra i fondatori, classe 1994 e quarta generazione nel mondo della distribuzione food professionale. Accanto a lui Anastasia, classe 2000, cresciuta tra farine e cultura gastronomica, con una formazione tra economia e food & wine communication e un percorso già concreto nell’organizzazione di eventi. In cucina Federico Girone, classe 1993, con un background che attraversa fine dining e trattoria – da La Credenza a Trattoria Zappatori – oggi alla guida di una proposta che tiene insieme tecnica e memoria.

Tre storie diverse che convergono su un punto preciso: costruire un luogo in cui la convivialità non sia un orpello, ma la base stessa dell’esperienza.

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UNO SPAZIO CHE NON CERCA DI STUPIRE, MA DI FAR RICONOSCERE

 

Il progetto architettonico, firmato da Velvet Studio guidato da Gianluca Bocchetta, si sviluppa a partire da un principio chiaro: togliere, non aggiungere. Non costruire un ristorante “di design”, ma restituire un ambiente che appartenga già all’immaginario di chi lo vive.

 

Il risultato è uno spazio che lavora per sottrazione ma restituisce pienezza. Il legno domina la scena, le luci sono calde e diffuse, i paralumi accompagnano i tavoli senza invaderli. Il bancone, in posizione centrale, richiama la credenza domestica, mentre le stagere del vino e la cucina a vista costruiscono un dialogo continuo tra sala e preparazione.

È un ambiente che non cerca il colpo d’occhio, ma la permanenza. Una scena che sembra già esistere, come una fotografia familiare, capace di attivare ricordi senza bisogno di essere spiegata. Anche il nome segue questa direzione: Ciao Cara è un saluto quotidiano, diretto, quasi domestico. Un invito a entrare, sedersi e restare.

 

All’esterno, la città non scompare ma accompagna l’esperienza: dalle vetrine e dal dehors lo sguardo intercetta la Mole, presenza discreta che rafforza il legame con Torino e con la sua identità più autentica.

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UNA CUCINA DI CONDIVISIONE CHE PARTE DALLA TRADIZIONE

 

La proposta gastronomica traduce in modo coerente questa visione. Il format rompe la rigidità della sequenza classica delle portate e si costruisce attorno a “piattini” pensati per essere condivisi, da mettere al centro tavola, favorendo uno scambio naturale tra i commensali.

 

La tradizione piemontese è il punto di partenza, ma il lavoro si gioca sull’equilibrio. Il vitello tonnato, ad esempio, mantiene una base rigorosa: girello cotto al punto rosa e una salsa costruita senza maionese, con tonno, uova e capperi. A questo si aggiunge un caramello al peperoncino che introduce una variazione controllata, senza snaturare il piatto.

 

I bon bon di guancia lavorano invece sulla consistenza: croccanti all’esterno, morbidi e avvolgenti all’interno, accompagnati da una maionese alla nocciola che amplifica il gusto senza sovrapporsi. Più diretto il richiamo alla cucina domestica nella cipolla in cocotte, cotta lentamente fino a diventare fondente, completata da fonduta di grana, salsiccia e dalla nota finale degli amaretti.

Non è una cucina che cerca l’effetto sorpresa, ma quella familiarità che porta a restare seduti qualche minuto in più. A completare l’esperienza, una carta vini inizialmente interamente piemontese, oggi ampliata ad altre regioni italiane, con circa 60 etichette tra rossi, bianchi, rosé e bollicine. Una selezione costruita per accompagnare la tavola in modo fluido, senza rigidità.

 

In un contesto dominato da format veloci e linguaggi globalizzati, Ciao Cara definisce così la propria posizione: lavorare sulla riconoscibilità, sulla memoria e sulla relazione, restituendo la tradizione con rispetto e consapevolezza.

Il servizio accompagna i diversi momenti della giornata: dalla pausa pranzo alla merenda sinoira, fino alla cena. Da lunedì a giovedì il ristorante apre dalle 19 alle 23,30, mentre venerdì e sabato aggiunge anche il servizio di pranzo dalle 12,30 alle 15, per poi riprendere la sera. Di domenica si resta sul ritmo del pranzo, sempre dalle 12,30 alle 15, con chiusura nel servizio serale. Per informazioni e prenotazioni è attivo il numero 011 9615842.

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