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PASQUA È IL MOMENTO PERFETTO PER RALLENTARE, CONDIVIDERE E RISCOPRIRE IL PIACERE DELLA CONVIVIALITÀ. IN QUESTO WINE & SOUND PAIRING FIRMATO G-ASTRONAUTA, UNA SELEZIONE DI 10 ETICHETTE INCONTRA UNA PLAYLIST MUSICALE COSTRUITA AD HOC, DANDO VITA A UN VIAGGIO TRA TERRITORI E IDENTITÀ ENOLOGICHE.
DAL FRIULI ALLA LIGURIA, DAL GARDA ALLE LANGHE E AL MONFERRATO FINO ALL’ALTO ADIGE, OGNI CALICE RACCONTA UN PAESAGGIO E UN'ATMOSFERA. IN ABBINAMENTO, 10 IDEE GOURMET PER UN PRANZO PASQUALE CHE DIVENTA UNA VERA MAPPA SENSORIALE, DA ASSAPORARE CON LA VIBE GIUSTA E IL CALICE SEMPRE (RIGOROSAMENTE) MEZZO PIENO.

CORTINA D’AMPEZZO È STATA AL CENTRO DEL MONDO PER I GIOCHI OLIMPICI E PARALIMPICI INVERNALI CHE SI SONO CONCLUSI A METÀ MARZO, MA IL VIAGGIO DEL G-ASTRONAUTA SI È SPINTO OLTRE LE PISTE DA SCI: DALLE TOFANE A MISURINA, DA AURONZO A PIEVE DI CADORE FINO ALLA VAL COMELICO, LA “VALLE DELLA LUNA”.
UN RACCONTO CHE INTRECCIA LO SPORT E LE VETTE MONUMENTALI DELLE DOLOMITI, ARTE E POESIA, LAGHI ALPINI E FORESTE SILENZIOSE, GASTRONOMIA E CAMMINI D’ALTA QUOTA. PER SCOPRIRE UN TERRITORIO PATRIMONIO UNESCO CHE UNISCE GUSTO, CULTURA E NATURA IN UN’UNICA ESPERIENZA, FIN DOVE I “MONTI PALLIDI” SMETTONO DI ESSERE PAESAGGIO DA CARTOLINA E TORNANO A ESSERE CASA.

UN CARTELLONE DI OLTRE 300 EVENTI, 100 LOCATION E 300 GIORNI DI PROGRAMMAZIONE RIDISEGNA IL RAPPORTO TRA CENTRO URBANO E AREE INTERNE, METTENDO IN DIALOGO ARTE, PAESAGGIO E COMUNITÀ.
IN QUESTO RACCONTO CORALE ANCHE IL CIBO DIVENTA LINGUAGGIO CULTURALE: DALLA PANARDA AL RITO DI SANT’AGNESE, DAI SAPORI PASTORALI AI VINI D’ALTITUDINE, FINO A UNA RISTORAZIONE CONTEMPORANEA CHE ACCOMPAGNA LA RINASCITA DELLA BELLA CITTÀ ABRUZZESE. PERCHÉ A L’AQUILA LA CULTURA SI RESPIRA ANCHE A TAVOLA.

G-ASTRONOMICA
LA GUIDA DEL G-ASTRONAUTA ALLA CAPITALE DANESE: QUATTRO GIORNI TRA ARCHITETTURE SOSTENIBILI, QUARTIERI CREATIVI, MUSEI CHE UNISCONO ARTE E SCIENZA E CUCINE CHE FONDONO TRADIZIONE E INNOVAZIONE. DAL PLANETARIUM "TYCHO BRAHE" CON IL RISTORANTE GOURMET GEMINI AI PAESAGGI INDUSTRIALI DI REFSHALEØEN, DALLE ICONE DEL CENTRO STORICO ALLE VISIONI COSMICHE DELL’ALCHEMIST, LA PRIMA PARTE DEL VIAGGIO RIVELA IL LATO PIÙ AVANGUARDISTICO E CONTEMPORANEO DELLA CITTÀ.
NELLA SECONDA PARTE SI PASSA DAL SILENZIO DEL KONGENS HAVE ALLA STORIA DI ROSENBORG, DAI PROFUMI DI TORVEHALLERNE ALLA GALETTE DI BRETO, FINO ALLA RUNDETÅRN CON LA SUA MOSTRA SUL TEMPO PROFONDO. L'ULTIMA SERA SI ACCENDE POI A NØRREBRO, TRA BLÅGÅRDSGADE E IL BLÅGÅRDS APOTEK.

MARZO È IL MESE IN CUI IL VINO TORNA ALLA RADICE. NEI VIGNETI SI COMPLETANO POTATURE E INNESTI, MENTRE IL CALENDARIO ENOLOGICO ITALIANO SI RIMETTE IN MOVIMENTO TRA WINE TASTING, FESTIVAL E APPUNTAMENTI ENOTURISTICI RIVOLTI AD APPASSIONATI E ADDETTI AI LAVORI.
DAL RITORNO DI VIGNETI APERTI ALLE MANIFESTAZIONI B2B, PASSANDO PER ROMA, TOSCANA, VALPOLICELLA, MILANO E LANGHE, IL G-ASTRONAUTA HA SELEZIONATO GLI EVENTI AL TOP PER ORIENTARSI TRA TERRITORI, PRODUTTORI E FORMAT CHE RACCONTANO IL VINO COME ESPERIENZA GUSTATIVA, AGRICOLA, TURISTICA E CULTURALE.


food & wine | turismo enogastronomico | space | lifestyle
C’È UN TRATTO DI TORINO IN CUI IL FIUME RACCONTA PIÙ DI QUANTO SEMBRI. TRA PONTE UMBERTO I E PONTE ISABELLA, NEL PARCO DEL VALENTINO, PRENDE AVVIO IL PRIMO CAPITOLO DI UN RACCONTO IN QUATTRO TAPPE PER RENDERE OMAGGIO AL CENTESIMO ANNIVERSARIO DELLA PRIMA LINEA AEREA CIVILE ITALIANA: LA TORINO–TRIESTE.
QUI, DOVE NEGLI ANNI VENTI SORGEVA L’IDROSCALO CITTADINO, OGGI CONVIVONO CIRCOLI REMIERI STORICI, LOCALI AFFACCIATI SULL’ACQUA, MUSICA, CUCINA E SOCIALITÀ. UN CORRIDOIO VERDE E URBANO INSIEME, IN CUI LA MEMORIA DEL VOLO S'INTRECCIA CON IL VIVERE CONTEMPORANEO DEL PO.
NEL 1926, LUNGO LA ROTTA DELLA PRIMA LINEA AEREA CIVILE ITALIANA TORINO–TRIESTE, PAVIA ERA UNO SNODO STRATEGICO PER RIFORNIMENTI E SMISTAMENTO DELLE MERCI. OGGI, A UN SECOLO DI DISTANZA, L’EX IDROSCALO SUL TICINO DIVENTA IL PUNTO DI PARTENZA PER RILEGGERE IL RAPPORTO TRA FIUME, CITTÀ E FUTURO.
DAL PONTE COPERTO A BORGO TICINO, FINO ALL’ANTICA DARSENA RINATA CON IL PROGETTO HORTI, QUESTO SECONDO CAPITOLO DEL VIAGGIO SULLE “ALI DEL PO” RACCONTA COME I LUOGHI DELL’AVIAZIONE CIVILE SIANO DIVENTATI SPAZI DI VITA URBANA, CULTURA E SOSTENIBILITÀ. UN RACCONTO CHE PREPARA LA ROTTA VERSO VENEZIA.
DALLE ANTICHE ROTTE DI PORTUS LUNAE AI NUOVI TERRAZZAMENTI RECUPERATI A 500 METRI, CA’ LVNAE È UN VIAGGIO NEL TEMPO NEL CUORE DELLA LIGURIA, NELL’ENTROTERRA SPEZZINO DEI COLLI DI LUNI. QUI LA FAMIGLIA BOSONI DÀ FORMA A UN VERO MOSAICO DI LUOGHI: VIGNETI CHE OGGI RAGGIUNGONO 85 ETTARI IN PRODUZIONE, DI CUI QUASI 30 IN BIOLOGICO, UNA NUOVA CANTINA GREEN INAUGURATA NEL 2023, RICERCA CONTINUA SU VERMENTINO E VITIGNI AUTOCTONI.
A COMPLETARE L’ESPERIENZA, MUSEO, EMPORIO, LIQUORERIA CON LABORATORIO E OSTERIA, DOVE LA CUCINA DIALOGA CON I VINI. IL G-ASTRONAUTA VI PORTA DOVE LA LUNA NASCE DALLA TERRA.

Nel cuore di Catania accanto alla storica gelateria Don Peppinu, il nuovo progetto di Peppe Flamingo valorizza dolci artigianali, ingredienti 100% siciliani e il piacere della pausa lenta tra cannoli, cassate e caffè espresso
Nel cuore del Pigneto, l’Ellington Club è uno dei locali più affascinanti della nightlife capitolina. Ispirato ai supper club di Harlem, unisce cena e spettacolo con jazz dal vivo, burlesque e varietà, tra cucina italiana creativa e cocktail d’autore
DALLO SPAZIO ALLA TAVOLA, IL CIBO È PIÙ SICURO GRAZIE ALLA LUNA
PRIMAVERA SUL LAGO DI COMO TRA GUSTO, WELLNESS E LIFESTYLE
VOLTERRA IN FESTA PER IL TARTUFO MARZUOLO
Hilton Lake Como inaugura la primavera con un calendario di esperienze tra gastronomia, benessere e attività all'aperto, dal menu di Pasqua allo street food, agli aperitivi nella terrazza panoramica
Spinoff NASA 2026 celebra 50 anni di innovazione: tra le eredità più importanti, il sistema HACCP nato per le missioni Apollo, oggi standard globale per la sicurezza alimentare e la qualità del cibo
Dal 4 al 6 aprile la cittadina in provincia di Pisa celebra il tartufo marzuolo con degustazioni, eventi e tradizioni nel cuore del centro storico, inaugurando la primavera del gusto in Toscana



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PASQUA EN PLEIN AIR AL VILLAGGIO DELLE UOVA DI PAVIA
UNA RASSEGNA DEDICATA AL TARASSACO NEL VICENTINO
LA PASQUA VIGEZZINA TRA GUSTO E TRADIZIONI
Nel cuore della Valle Vigezzo, Santa Maria Maggiore (Verbania) accende la Pasqua con un calendario che intreccia gusto, identità e rituali di montagna, trasformando il pittoresco borgo in un vero laboratorio enogastronomico diffuso. Il momento chiave è domenica 29 marzo con la Mostra del capretto tipico vigezzino, dove una trentina di allevatori porta in scena un prodotto PAT che racconta il territorio attraverso degustazioni, mercato e specialità come i “violini” di capra, salumi rari lavorati con spezie e lunga stagionatura. Il racconto del cibo si amplia, poi, con la mostra “Il da mangiare: vagabondaggi intorno al cibo”, che verrà inaugurata sabato 4 aprile, un viaggio curioso tra cultura gastronomica, modi di dire e convivialità, che ribadisce il ruolo del cibo come collante sociale e identitario. Non manca la componente più popolare e spettacolare: tra Pasqua e Pasquetta torna la caccia alle uova “S…cova l’ova”, mentre sempre il 4 aprile la Stciapatapp porta sulla neve una gara goliardica tra sci e costumi tradizionali. Maggiori informazioni sul sito www.santamariamaggiore.info
Sino al 12 aprile torna a San Martino Siccomario (Pavia), il Villaggio delle Uova PuravidaFarm, parco a tema pasquale dedicato alle famiglie e alle attività all’aria aperta. La quinta edizione si sviluppa su cinque fine settimana all’interno di un grande parco di oltre 35mila metri quadri tra alberi secolari, aree gioco e installazioni scenografiche. Protagonista assoluta è la tradizionale caccia alle uova, ispirata alla Easter Egg Hunt diffusa nei Paesi del Nord Europa e negli Stati Uniti, affiancata da laboratori creativi, giochi gonfiabili, mini-jeep elettriche, trattorini a pedali e spazi dedicati alle attività all’aria aperta. Ogni weekend sarà caratterizzato da un tema diverso – dal cioccolato alla primavera fino alla grande caccia alle uova pasquale – con animazioni e sorprese per i più piccoli, mentre street food e area picnic completano l’esperienza per tutta la famiglia. Un appuntamento che negli anni è diventato uno degli eventi pasquali più frequentati della Lombardia.
Informazioni e biglietti sul sito https://www.puravidafarm.it/villaggio-delle-uova/
Tra fine marzo e metà maggio Lusiana Conco (Vicenza) celebra una delle sue tradizioni più identitarie con la 19ª rassegna A tavola con il Tarassaco di Conco, dedicata all’erba spontanea De.Co. simbolo del territorio che diventa filo conduttore di menu completi, dall’antipasto al dolce. Nei ristoranti, nelle trattorie e perfino in pasticceria, il tarassaco si trasforma in ingrediente versatile, capace di raccontare una cucina radicata e contemporanea insieme. Il calendario si apre venerdì 27 marzo alle ore 19,30 con l’Aperi&Cena alla Sala Don Italo Girardi, firmata dallo chef Juri Sellaro con l’Istituto Alberghiero di Asiago, e prosegue con serate gastronomiche diffuse nei locali aderenti sino al 16 maggio. Per la serata inaugurale informazioni e prenotazioni al numero 0424 700029 (Pasticceria Cortese). Accanto ai piatti, un ricco programma di iniziative tra escursioni guidate, mercatini, raccolte di erbe spontanee e presentazioni di libri, fino alla Fiera del Tarassaco del 19 aprile. Un palinsesto che unisce gusto, natura e cultura, trasformando un’erba semplice in esperienza gastronomica e racconto.



NASCE DEVINO, IL MONDO DEL VINO GUARDA AL NO-LOW
NEFROPIZZA 4.0 A SALERNO
GUSTO, SALUTE E MEDICINA
LA PASQUA GOLOSA E SOLIDALE DI FONDAZIONE PAIDEIA
A Castagnito (Cuneo) il vino entra in una nuova fase. Martedì 31 marzo alle ore 9,30, nella sede dei Vignaioli Piemontesi, debutta DEVIN0, progetto transfrontaliero Italia–Francia che punta a ridefinire il concetto stesso di vino attraverso la dealcolizzazione fino a 0 gradi. Al centro, un tema controverso che intreccia tradizione enologica e nuove tendenze: come mantenere identità, aromi e struttura anche in prodotti a basso o nullo contenuto alcolico. Il progetto, coordinato da Apro Formazione con partner come CREA e Centre du Rosé, nasce per rispondere a cambiamenti climatici, nuove abitudini di consumo e mercati sempre più dinamici. Durante l’evento si parlerà di tecnologie di dealcolazione, sperimentazioni su vitigni piemontesi e nuove prospettive per il settore, con uno sguardo concreto sulle ricadute per le aziende. Un passaggio chiave per un mondo del vino che non rinnega la propria storia, ma si apre a nuove forme di consumo e narrazione. Partecipazione gratuita con iscrizione tramite modulo sul sito dei Vignaioli Piemontesi (sezione Eventi) disponibile qui https://www.vignaioli.it/
A Torino la Pasqua si arricchisce di un significato più profondo grazie alla Fondazione Paideia, che trasforma i dolci della tradizione in un gesto concreto di sostegno per bambini con disabilità e le loro famiglie. Colombe artigianali, uova di cioccolato e ovetti diventano così molto più di un piacere da condividere: ogni acquisto contribuisce a finanziare percorsi di terapia, accoglienza e supporto. Tra le proposte spicca la Colomba Galup per Paideia, simbolo di una collaborazione che unisce qualità e solidarietà, affiancata da una selezione di dolcezze firmate da realtà artigianali come Chiambretto, Ziccat e Cooperativa Orbita, disponibili sia online sia nei punti vendita partner, ampliando le possibilità di accesso all'iniziativa. Sino al 3 aprile riapre anche Bottega Paideia, in via Villa della Regina, uno spazio dove scegliere prodotti gastronomici e idee regalo sostenendo direttamente i progetti della Fondazione. Un’occasione per vivere la Pasqua con consapevolezza, portando in tavola non solo dolcezza, ma anche valore. Info e acquisti online sul sito shop.fondazionepaideia.it
A Pontecagnano Faiano (Salerno) la pizza cambia linguaggio e si trasforma in strumento di consapevolezza. Succede lunedì 30 marzo alle ore 19 da I Borboni Pizzeria con Nefropizza 4.0 – Il Cilento in 4 tempi, una serata che unisce divulgazione scientifica e gusto, mettendo al centro il rapporto tra alimentazione e salute. Protagonista il dialogo tra cucina e medicina: il nefrologo Giovanni Mugnani spiegherà il ruolo dei reni e l’importanza di una dieta equilibrata, mentre i pizzaioli Valerio Iessi e Daniele Ferrara racconteranno una pizza contemporanea fatta di impasti evoluti, lunga maturazione e ingredienti selezionati. La degustazione diventa così un viaggio nel Cilento attraverso quattro creazioni ispirate a paesaggi e tradizioni, precedute dal fermentato naturale Elisir, per preparare il palato, e accompagnate da vini del territorio. Tra fibre vegetali, erbe spontanee, alici cilentane e prodotti locali, la pizza si riscrive come gesto culturale e nutrizionale, capace di sfatare i luoghi comuni e aprire nuove prospettive sul gusto. Prenotazioni al 340 4994871, info sul sito https://iborbonipizzeria.com/

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BOCUSE L'ULTIMO IMPERATORE
LA STORIA DELL'UOMO DIETRO AL MITO DELLA NOUVELLE CUISINE
C’è qualcosa di profondamente epico e carnale nel racconto della grande cucina quando diventa destino, vocazione, materia narrativa. Con Bocuse. L’ultimo imperatore, in uscita il 25 febbraio per Slow Food Editore, Gautier Battistella firma un romanzo monumentale che restituisce alla figura di Paul Bocuse la dimensione di mito moderno, intrecciando storia personale, epopea gastronomica e ritratto di un secolo intero.
Il libro attraversa la Francia del Novecento seguendo l’ascesa di un uomo nato tra le risaie e le acque della Saône, erede di una tradizione familiare di mugnai e cuochi, destinato a trasformare il proprio talento in leggenda. La formazione di Bocuse è segnata dalle prove della guerra, dalla durezza dell’apprendistato e dall’incontro con maestri assoluti come Fernand Point, figura filosofica e carismatica della gastronomia francese. Sono anni di disciplina, ambizione e ricerca, in cui il giovane cuoco forgia un’identità fatta di rigore, intuizione e ostinata volontà.
Battistella costruisce una narrazione che alterna dimensione intima e affresco storico. Il racconto segue Bocuse nella ricostruzione del dopoguerra, nella conquista delle tre stelle Michelin e nella trasformazione del suo ristorante di Collonges-au-Mont-d’Or in un santuario del gusto internazionale. Parallelamente emergono le contraddizioni dell’uomo: la vanità, il fascino esercitato sulle donne, la pressione del successo, l’organizzazione quasi militare della cucina come spazio di potere e creazione.
Il romanzo racconta anche la tensione tra tradizione e modernità che segna la Nouvelle Cuisine, movimento di cui Bocuse diventa simbolo e al tempo stesso voce critica, difendendo la centralità della materia prima e del piacere contro ogni deriva intellettualistica. La creazione del Bocuse d’Or consacra definitivamente lo chef come ambasciatore del gusto francese e figura globale, trasformando la cucina in spettacolo e linguaggio universale. Un’opera ambiziosa che consegna al lettore la storia di un uomo che ha fatto della cucina un’arte e del proprio nome un simbolo.
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QUANDO L'ALGORITMO ENTRA IN CUCINA

Algoritmo delizioso di Eneko Axpe non è un semplice libro sull’intelligenza artificiale applicata alla cucina: è un piccolo viaggio dentro il futuro del gusto, raccontato con leggerezza e curiosità. In uscita l’11 febbraio 2026 per Topic, questo volume di 176 pagine affronta una domanda sempre più attuale: cosa accade quando la mente digitale entra nei fornelli?
Axpe parte da esempi concreti per mostrare come l’IA stia già trasformando la gastronomia, tra ricette generate da algoritmi, abbinamenti inattesi e consistenze nate dall’incontro tra competenza umana e calcolo computazionale. Ma il cuore del libro non è la tecnologia in sé. È il dialogo. Quello tra chef e macchina, tra memoria gastronomica e dati, tra creatività e previsione. Il merito principale di Algoritmo delizioso sta nel superare la facile contrapposizione uomo-macchina. L’autore invita a lasciare da parte la tecnofobia e propone un modello collaborativo, dove l’IA diventa uno strumento di esplorazione sensoriale e progettazione culinaria, capace di ampliare – non sostituire – l’immaginazione dello chef.
Tra divulgazione, riflessione critica e storytelling, il libro costruisce una visione nuova del rapporto tra cultura alimentare e innovazione, ricordando che, anche nell’era degli algoritmi, il ruolo umano resta centrale: è l’uomo a porre le domande giuste, a dare senso ai dati, a trasformare un output in esperienza. Un titolo consigliato a chi ama la cucina, la tecnologia e le storie che sanno aprire scenari inattesi sul futuro del gusto.

LA STRADA, LA PASSIONE, I SOGNI, LA CUCINA MAESTRA DI VITA DI ABOU ZAKI

Ecco il romanzo di formazione di uno chef che ha trasformato un’intuizione infantile in un destino. Richard Abou Zaki affida a queste pagine un racconto limpido, sincero, spesso travolgente, che segue il filo di una vocazione nata lontano – in Romania – e cresciuta in Italia, tra sacrifici, passione e una fame di conoscenza che non si è mai spenta.
Il volume, in uscita il 5 dicembre per Maretti Editore, ricostruisce con ritmo serrato il suo viaggio: l’arrivo da bambino in un Paese nuovo, la presenza discreta e fondamentale della madre, l’ingresso all’Alberghiero di Serramazzoni, dove il cibo diventa linguaggio e strada da percorrere senza esitazioni. Poi la gavetta vera, quella che non concede sconti: le cucine leggendarie del Gavroche di Michel Roux Jr., l’approdo all’Osteria Francescana di Massimo Bottura, i turni massacranti che però scolpiscono competenza, carattere e una visione sempre più nitida.
Abou Zaki racconta tutto con un’ironia lieve e una passione contagiosa, rivelando il dietro le quinte di un’ascesa che sembra impossibile e che invece è la somma di sforzi quotidiani. Il culmine è l’apertura di Retroscena a Porto San Giorgio, coronata dalla stella Michelin nel 2021, quando Abou Zaki aveva appena 24 anni. Un successo che non diventa traguardo, ma moltiplicatore di energie: da lì nascono un ristorante, una pizzeria, un ramen bar, e perfino una popolarità televisiva che lo consacra come simbolo nella sua terra natale.
In Cooking my dreams la cucina diventa specchio identitario, disciplina emotiva e atto creativo. Il risultato è un libro vivo, pulsante, capace di parlare non solo agli appassionati di gastronomia ma a chiunque creda che i sogni, quando incontrano la tenacia, possano davvero trasformarsi in futuro.

FISIOLOGIA DEL GUSTO
IL CLASSICO CHE HA INVENTATO LA GASTRONOMIA MODERNA

Ci sono libri che non invecchiano perché contengono già tutto ciò che verrà. La Fisiologia del gusto di Jean-Anthelme Brillat-Savarin, riproposta da Slow Food Editore per celebrare i due secoli dall’uscita, appartiene esattamente a questa categoria: opere che hanno acceso una miccia culturale destinata a bruciare per generazioni. Pubblicato nel 1825, il volume è il primo vero tentativo, compiuto e lucidissimo, di dare all’arte della cucina e al convivio lo stato e la dignità di scienza.
Brillat-Savarin aveva una vita movimentata, tra Belley, Parigi, la Svizzera e gli Stati Uniti, nel pieno della tempesta rivoluzionaria. Magistrato di professione, scrittore per necessità espressiva, è diventato il padre della gastronomia moderna quasi per destino naturale. Il merito sta tanto nella sua struttura quanto nella visione che l’autore coltiva. Non insegna e non giudica, accompagna. E, soprattutto, non perde mai la leggerezza di chi sa che il piacere della tavola è un atto culturale prima ancora che culinario. Il libro è organizzato in una serie di meditazioni che scorrono come un dialogo col lettore: riflessioni sulla fisiologia, racconti, aneddoti e piccole memorie personali si intrecciano in un mosaico che restituisce un altro modo di considerare il cibo. Non più solo nutrimento, ma piacere, conoscenza, identità. Un viaggio nella cultura occidentale quando ancora non esistevano guide, manuali o rubriche gastronomiche, e la parola “gourmet” stava muovendo i primi passi nel lessico europeo.
Questa nuova edizione, impreziosita dalla prefazione di Simonetta Agnello Hornby e dall’introduzione di Carlo Petrini, colloca il testo nel suo giusto orizzonte: quello di un’opera pionieristica, capace di dialogare con il presente pur essendo nata in un’epoca molto più lenta, fatta di carrozze, salotti letterari e tavole illuminate da candele. Leggerla oggi significa ritrovare una voce che parla ancora con sorprendente attualità, perché le domande poste allora – che cosa significa mangiare bene, perché condividere il cibo ci rende umani, quale rapporto esiste tra piacere e conoscenza – continuano a essere le nostre.

DELLA SAGGEZZA DEL GUSTO, OLTRE LE “GASTROMANIE” DEL TEMPO

Il gusto come esperienza di Nicola Perullo torna in libreria in una nuova edizione che conferma l’attualità di un testo ormai classico per chi si interroga sul significato profondo del mangiare. Pubblicato nella collana Slowbook di Slow Food Editore, il volume affronta una questione solo apparentemente semplice: che cos’è davvero il gusto, e perché merita di essere preso sul serio. Perullo ribalta una gerarchia antica, quella che ha a lungo relegato il gusto tra i sensi “minori”, legati al corpo e quindi sospetti sul piano culturale.
Qui il gusto diventa invece un’esperienza complessa, in cui corpo e mente dialogano continuamente, così come natura e cultura, piacere e consapevolezza. Mangiare non è solo soddisfare un bisogno né collezionare emozioni, ma entrare in relazione con il mondo, con gli altri e con se stessi. Si attraversano diversi registri dell’esperienza alimentare: dal piacere immediato al sapere riflessivo, fino a una dimensione spesso trascurata ma decisiva come l’indifferenza, che dice molto del nostro rapporto quotidiano con il cibo. Da questo percorso emerge l’idea di una “saggezza del gusto”, intesa non come codice morale o insieme di regole, ma come atteggiamento aperto, elastico, capace di riconoscere valore tanto nell’alta cucina quanto nei gesti più semplici e ordinari. Il merito principale del saggio sta nel linguaggio: chiaro, accessibile, mai banalizzante, ma solido sul piano teorico. I riferimenti filosofici e culturali sono presenti, ma non schiacciano il lettore; funzionano piuttosto come strumenti per orientarsi in un panorama segnato dalla sovraesposizione mediatica del cibo e dalle derive della “gastromania” contemporanea.
Il gusto come esperienza non è un libro per “iniziati”, né un manifesto ideologico. È piuttosto una bussola critica, utile per chi vuole tornare a pensare il cibo come relazione viva ed ecologica, sottraendolo alla logica del feticcio e della pura performance. Un testo che invita a rallentare, osservare e ascoltare, anche a tavola.

LA STORIA VERA (E INCREDIBILE) DI ANDRÉE IMBERT, QUANDO LA CUCINA NUTRE LA STORIA

Una corona di fiori su una tomba nel Sud della Francia, con la dedica: «To Andrée, with love and gratitude. The Kennedy Family». Da quel mistero prende avvio La cuoca dei Kennedy (Slow Food Editore, collana AsSaggi), il libro in cui Valérie Paturaud ricostruisce l’incredibile vita di Andrée Imbert, la donna che per vent’anni lavorò nella casa dei Kennedy diventando testimone silenziosa della loro quotidianità.
La sua è una vicenda che attraversa il Novecento. Nata in una Francia rurale e povera, “bimba di nessuno”, Andrée passa da una famiglia all’altra fino a trovare nella cucina la sua libertà. Lavora prima a Lione, poi sulla Costa Azzurra, per approdare infine a New York e negli Stati Uniti, dove il suo talento la porta nelle cucine di alcune delle famiglie più influenti del secolo. È lì che entra a servizio dei Kennedy, partecipando da dietro le quinte ai momenti che hanno segnato la Storia: l’occupazione nazista, la Guerra del Vietnam, lo sbarco sulla Luna.
Dalla residenza di Palm Beach alle estati a Hyannis Port, il racconto si snoda tra profumi di torte al cioccolato e il ritmo febbrile della politica americana. Paturaud riesce a mescolare la dimensione privata alla grande cronaca, restituendo il ritratto di una donna schiva ma determinata, per cui la cucina diventa linguaggio, mestiere e riscatto.
La cuoca dei Kennedy è un affresco vivido e preciso dell’America del secolo scorso, visto attraverso una porta di servizio che si rivela privilegiata. E Andrée Imbert, con la sua grazia discreta, finisce per incarnare un’intera generazione di donne che, pur restando ai margini del potere, ne hanno conosciuto ogni giorno il volto più umano.

BASTA UNA GOCCIA
IL CORAGGIO DELLE DONNE CHE CAMBIANO IL MONDO
A volte basta davvero una goccia per innescare un cambiamento. Così si apre Basta una goccia (Slow Food Editore), un volume che racconta dodici storie di donne capaci di trasformare una vita difficile in un laboratorio di futuro. Donne che hanno saputo piegare il dolore in riscatto, il lavoro della terra e della cucina in linguaggi nuovi, restituendo al cibo la sua essenza più vera: strumento di identità e di libertà.
La scrittura intreccia biografia e racconto corale, dando voce a figure straordinarie che hanno seminato dignità e costruito impresa. C’è Maria Grammatico, la bambina cresciuta tra le mura austere del convento di San Carlo a Erice, che ha saputo trasformare le notti fredde passate accanto al forno in un destino dolcissimo: la sua pasticceria è oggi un simbolo della Sicilia e di una femminilità che resiste. C’è Pina Amarelli, che dalla storica fabbrica di liquirizia di famiglia ha saputo trarre un emblema del made in Italy. Accanto a loro, pastore, apicoltrici, cuoche, imprenditrici che hanno fatto dell’amore per il cibo una scelta radicale, a volte solitaria, ma sempre fertile di conseguenze. Sono storie intense, struggenti, illuminate dalla forza silenziosa delle protagoniste. Il cibo, qui, non è solo nutrimento: è un linguaggio politico, un atto poetico, un gesto di cura. Nei dodici ritratti emergono le cicatrici del passato, ma soprattutto la capacità di rovesciarle in energia creativa, di farsi collettività attraverso il lavoro quotidiano.
La collana AsSaggi conferma così la sua vocazione: restituire al lettore libri che siano al tempo stesso testimonianza e invito a guardare oltre. Basta una goccia è una lettura che tocca corde profonde, perché ci ricorda che non servono fiumi per cambiare il mondo: a volte basta una goccia, se sa cadere al momento giusto.
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Maurizio Maschio è giornalista iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, tessera n° 145296

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