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DAL RITORNO DELL'UOMO SULLA LUNA ALLE TECNOLOGIE CHE ACCOMPAGNERANNO LE FUTURE MISSIONI VERSO MARTE, PASSANDO PER ASTRONAUTI, ROBOTICA, SPACE ECONOMY E CIBO SPAZIALE.
DAL 2 AL 5 LUGLIO IL FESTIVAL DELLO SPAZIO DI BUSALLA (GENOVA) CELEBRA IL DECENNALE CON UN PROGRAMMA CHE RIUNISCE ALCUNI DEI PIÙ AUTOREVOLI PROTAGONISTI DEL SETTORE AEROSPAZIALE ITALIANO E INTERNAZIONALE, FRA CUI GLI ASTRONAUTI MEGANNE CHRISTIAN E PAOLO NESPOLI. IL G-ASTRONAUTA VI ACCOMPAGNA TRA INCONTRI, ANTEPRIME E GRANDI TEMI DEL FUTURO, ALLA SCOPERTA DI UNA MANIFESTAZIONE CHE NEGLI ANNI È DIVENTATA UNO DEI PRINCIPALI PUNTI DI RIFERIMENTO DELLA DIVULGAZIONE SPAZIALE IN ITALIA.

IL CALENDARIO
DELL'ESTATE
DAL TRENTINO-ALTO ADIGE ALLA VERSILIA, DA ROMA AL PIEMONTE, DAL VENETO ALLA TUSCIA, L’ESTATE DEI WINE LOVERS ENTRA NEL VIVO CON UN CALENDARIO CHE INTRECCIA DEGUSTAZIONI, MASTERCLASS, FESTIVAL DI PAESE, ARTE, MUSICA, CENE ALL’APERTO E GRANDI TERROIR.
IL G-ASTRONAUTA HA SELEZIONATO GLI APPUNTAMENTI PIÙ INTERESSANTI DI LUGLIO E AGOSTO PER ACCOMPAGNARVI IN UN VIAGGIO TRA CALICI ROSATI, BOLLICINE, MOSCATO, VINI DI MONTAGNA, BORGHI ILLUMINATI, SPETTACOLI E SAPORI D’ESTATE.

SABATO 30 MAGGIO LE FONDERIE OZANAM DI TORINO OSPITANO LA CENA SPAZIALE™ 2026, IL FORMAT IDEATO E CONDOTTA DAL G-ASTRONAUTA, CHE UNISCE DIVULGAZIONE SCIENTIFICA, CULTURA DEL GUSTO E SPETTACOLO.
UN VIAGGIO TRA RICERCA AEROSPAZIALE, SOSTENIBILITÀ ED ECONOMIA CIRCOLARE, RACCONTATO ATTRAVERSO UN MENU TEMATICO, INTERVENTI DI GRANDI ESPERTI DEL SETTORE E UN’ESPERIENZA IMMERSIVA CHE PROSEGUE DOPO CENA SUL TETTO, CON UN DJ-SET COSMICO E L’OSSERVAZIONE DEL CIELO AL TELESCOPIO. DALLA TAVOLA ALLO SPAZIO E RITORNO, PER SCOPRIRE COME LE TECNOLOGIE SVILUPPATE IN ORBITA STIANO GIÀ TRASFORMANDO LA NOSTRA QUOTIDIANITÀ.

G-ASTRONOMICA
LA GUIDA DEL G-ASTRONAUTA ALLA CAPITALE DANESE: QUATTRO GIORNI TRA ARCHITETTURE SOSTENIBILI, QUARTIERI CREATIVI, MUSEI CHE UNISCONO ARTE E SCIENZA E CUCINE CHE FONDONO TRADIZIONE E INNOVAZIONE. DAL PLANETARIUM "TYCHO BRAHE" CON IL RISTORANTE GOURMET GEMINI AI PAESAGGI INDUSTRIALI DI REFSHALEØEN, DALLE ICONE DEL CENTRO STORICO ALLE VISIONI COSMICHE DELL’ALCHEMIST, LA PRIMA PARTE DEL VIAGGIO RIVELA IL LATO PIÙ AVANGUARDISTICO E CONTEMPORANEO DELLA CITTÀ.
NELLA SECONDA PARTE SI PASSA DAL SILENZIO DEL KONGENS HAVE ALLA STORIA DI ROSENBORG, DAI PROFUMI DI TORVEHALLERNE ALLA GALETTE DI BRETO, FINO ALLA RUNDETÅRN CON LA SUA MOSTRA SUL TEMPO PROFONDO. L'ULTIMA SERA SI ACCENDE POI A NØRREBRO, TRA BLÅGÅRDSGADE E IL BLÅGÅRDS APOTEK.

CORTINA D’AMPEZZO È STATA AL CENTRO DEL MONDO PER I GIOCHI OLIMPICI E PARALIMPICI INVERNALI 2026, MA IL VIAGGIO DEL G-ASTRONAUTA SI È SPINTO OLTRE LE PISTE DA SCI: DALLE TOFANE A MISURINA, DA AURONZO A PIEVE DI CADORE FINO ALLA VAL COMELICO, LA “VALLE DELLA LUNA”.
UN RACCONTO CHE INTRECCIA LO SPORT E LE VETTE MONUMENTALI DELLE DOLOMITI, ARTE E POESIA, LAGHI ALPINI E FORESTE SILENZIOSE, GASTRONOMIA E CAMMINI D’ALTA QUOTA, FIN DOVE I “MONTI PALLIDI” SMETTONO DI ESSERE PAESAGGIO DA CARTOLINA E TORNANO A ESSERE CASA.


food & wine | turismo enogastronomico | space | lifestyle
NON SOLO RISTORAZIONE, MA UN MODELLO CONCRETO DI INCLUSIONE E RIGENERAZIONE URBANA. LE FONDERIE OZANAM, IN VIA FOLIGNO 14 A TORINO, RAPPRESENTANO OGGI UN ECOSISTEMA ARTICOLATO IN CUI FORMAZIONE, LAVORO E QUALITÀ GASTRONOMICA CONVIVONO OGNI GIORNO.
DALLA NASCITA DELLA COOPERATIVA MEETING SERVICE CATERING NEL 1988 ALLO SVILUPPO DEL RISTORANTE E DEL BISTROT QUI DA NOI, FINO AL PROGETTO DEI VASETTI E ALL’ECONOMIA CIRCOLARE, IL PERCORSO SI ESTENDE OGGI AL COMMUNITY HUB BEEOZANAM, TRA EVENTI CULTURALI, ORTO URBANO E NUOVE PROGETTUALITÀ COME IL TURIN SPACE POINT.
QUEST'ESTATE, ALL'ARENA DEL MARE DEL PORTO ANTICO DI GENOVA, NON SARANNO SOLTANTO I CONCERTI DEI BIG DELLA MUSICA ITALIANA A DARE SPETTACOLO.
DAL 27 GIUGNO AL 29 LUGLIO, ALTRAONDA FESTIVAL UNIRÀ MUSICA E GASTRONOMIA GRAZIE A MARCO VISCIOLA, CHEF STELLATO DEL RISTORANTE IL MARIN, CHE AVRÀ UN DOPPIO RUOLO: PRIVATE CHEF DEGLI ARTISTI – DA FIORELLA MANNOIA A BRESH, DAI NEGRAMARO AI LITFIBA – E AMBASCIATORE DELLA CUCINA LIGURE CON NONNO GIUAN. UN VIAGGIO TRA ALTA CUCINA E FOCACCETTE GENOVESI CHE RACCONTA UNA LIGURIA AUTENTICA, VIVACE E TUTTA DA ASSAPORARE.
NEL CUORE DELLA COSTIERA AMALFITANA, DOVE LA VITE CRESCE SOSPESA TRA CIELO E MARE, AGGRAPPATA A TERRAZZE DI ROCCIA CHE SEMBRANO SFIDARE LA GRAVITÀ, SI TROVA FURORE, PATRIA DELLA VITICOLTURA EROICA E DELLE CANTINE MARISA CUOMO.
DAL CELEBRE FIORDUVA AI GRANDI ROSSI E BIANCHI DELLA DENOMINAZIONE COSTA D'AMALFI, OGNI BOTTIGLIA RACCONTA UN PAESAGGIO UNICO FATTO DI VENTO, SALSEDINE, MACCHIA MEDITERRANEA E LAVORO INSTANCABILE DELL'UOMO. UN VIAGGIO TRA VIGNETI SPETTACOLARI, VINI ICONICI E UNA CANTINA SCAVATA NELLA ROCCIA, DOVE LA NATURA CONTINUA A DETTARE IL RITMO DEL TEMPO.

La missione NASA riporta l'uomo nello spazio profondo dopo oltre cinquant'anni. Dal racconto completo di Artemis 2 all'annuncio di Artemis 3 con Luca Parmitano pilota della missione, tutto quello che c'è da sapere sul nuovo capitolo dell'esplorazione lunare
Il ristorante con american bar inaugura il nuovo corso firmato dallo chef Roberto Conti, oggi anche socio del locale insieme alla famiglia Lascatti. Cucina d'autore, design e la drink list "Aperitif on the Moon" danno vita a un'esperienza che guarda... alle stelle
LA PIZZA DI FERMENTA FA IL BIS E ARRIVA A FRANCAVILLA AL MARE
MIXOLOGY: AL DIVINITY LOUNGE LA LUCE DIVENTA UNA DRINK LIST
LO STELLATO PACA CAMBIA CASA ED ENTRA IN TENUTA CERI
Dal Pantheon alla mixology: il Divinity Lounge Bar & Terrace di Roma presenta "Phase", la nuova drink list estiva ispirata al viaggio della luce attraverso l'oculus del celebre monumento capitolino
A metà giugno il progetto di Luca Cornacchia e Giorgia Santuccione inaugura la nuova sede, portando la sua pizza contemporanea dalla collina alla costa abruzzese
A settembre il ristorante stellato Paca lascia Prato per trasferirsi a Tenuta Ceri, tra le vigne di Carmignano, dando vita a una nuova destinazione che unisce vino, ospitalità e gastronomia d'autore




USSEGLIO CELEBRA LA TOMA E I SAPORI D'ALPEGGIO
LA TROTA E IL VERDICCHIO, IL GUSTO DELL'APPENNINO A SEFRO
LA BIRA TE FASCIA, TRE GIORNI DI FESTA A CANAZEI
Per due fine settimana le Valli di Lanzo tornano a essere la capitale del formaggio. Da venerdì 10 a domenica 19 luglio torna infatti a Usseglio (Torino) la Mostra Nazionale della Toma di Lanzo e dei formaggi d'alpeggio, che da trent'anni richiama migliaia di appassionati tra degustazioni, incontri con i produttori, laboratori, showcooking, street food, cultura e attività per tutta la famiglia. L'inaugurazione è in programma venerdì 10 luglio con il tradizionale Taglio della Toma, seguito da un evento gastronomico gratuito dedicato alle molteplici interpretazioni di uno dei formaggi simbolo del territorio. Nei due weekend si alterneranno cooking show, presentazioni di libri, laboratori dedicati a miele, uncinetto e natura, spettacoli per bambini, attività con gli animali, dimostrazioni di mungitura, esibizioni equestri, balli francoprovenzali e visite al Museo Civico Alpino Arnaldo Tazzetti. Per favorire un turismo sempre più sostenibile torna anche la Corriera della Toma, il servizio gratuito della Città metropolitana di Torino con partenza da Torino Porta Susa. Info su https://www.sagradellatoma.it/
Per due giorni il piccolo borgo di Sefro (Macerata) diventa la capitale del gusto dell'Appennino marchigiano. Sabato 11 e domenica 12 luglio torna infatti La Trota e il Verdicchio, manifestazione che celebra due autentici simboli del territorio: la trota, allevata nelle limpide acque della valle, e il Verdicchio di Matelica, tra i vini bianchi più rappresentativi delle Marche. Il programma prenderà il via sabato sera con "Sorgenti d'Eccellenza", cena-evento condotta da Justin Mattera, dedicata alle eccellenze del territorio e agli abbinamenti tra trota e Verdicchio, durante la quale saranno consegnati gli omonimi riconoscimenti. Domenica mattina spazio al benessere con un'esperienza di forest bathing, mentre la serata si concluderà con il tradizionale Aperitrota, tra musica, convivialità e creatività gastronomica. Inserita nel Grand Tour delle Marche, la manifestazione è anche l'occasione per scoprire uno dei borghi più suggestivi dell'entroterra marchigiano, immerso nella natura della Valle della Scurosa e punto di partenza ideale per escursioni, cammini e itinerari all'aria aperta. Info su www.tipicita.it
La birra artigianale di montagna torna protagonista in Val di Fassa con La Bira Te Fascia, il festival in programma da venerdì 17 a domenica 19 luglio al Fassa Park di Canazei (Trento). Organizzata dall'Associazione ComunicArea con il supporto della Provincia Autonoma di Trento, dell'APT Val di Fassa, del Comitato Manifestazioni di Campitello e di Unionbirrai, la manifestazione riunirà birrifici artigianali, specialità gastronomiche del territorio, musica dal vivo e appuntamenti dedicati a grandi e piccoli. Per tre giorni sarà possibile degustare birre di montagna abbinate alle proposte della cucina locale, partecipare a masterclass di approfondimento e vivere un ricco calendario di eventi. Sabato sera, alle 21,30, saliranno sul palco i The Rumpled, mentre domenica alle 18 sarà la volta dei Fade, seguiti alle 21 dalla finale dei Mondiali di calcio trasmessa sul maxischermo. Non mancheranno laboratori dedicati ai bambini e numerose attività per le famiglie, trasformando il festival in un'occasione di festa per l'intera valle.
Info su www.labiratefascia.it.



CENA GOURMET IN CABINOVIA A VIPITENO
LA COZZA SELVAGGIA IN FESTA A MARINA DI RAVENNA
I VINI DELL'ALTO PIEMONTE SI RACCONTANO A DOMODOSSOLA
Per due fine settimana il mare Adriatico porta in tavola uno dei suoi prodotti più preziosi. Da venerdì 10 a domenica 12 e da venerdì 17 a domenica 19 luglio torna La Cozza Selvaggia di Marina di Ravenna in Festa, kermesse giunta alla 13ª edizione che trasformerà l'area del Bacino Pescherecci, tra Molo Dalmazia e il Mercato del Pesce, in un grande villaggio dedicato alla gastronomia marinara e all'ambiente. Protagonista assoluta sarà la cozza selvatica, eccellenza dell'Adriatico che si distingue da tutte le altre perché non viene allevata, ma cresce naturalmente sui piloni sommersi delle piattaforme metanifere offshore e sugli scogli dei moli guardiani, in acque particolarmente salubri che la rendono pronta al consumo senza necessità di depurazione. Il suo habitat rappresenta inoltre un prezioso scrigno di biodiversità, popolato da numerose specie marine che trovano rifugio attorno alle strutture sommerse. Il pubblico potrà partecipare a show cooking, incontri con esperti, laboratori, dibattiti e degustazioni curate da ristoranti del territorio. Info scrivendo a iatravenna@comune.ravenna.it
Una cena d'autore sospesa tra cielo e montagne, con il panorama che cambia a ogni salita. È l'esperienza proposta venerdì 17 luglio dal Monte Cavallo di Vipiteno (Bolzano), dove torna l'esclusiva Cena Gourmet in cabinovia, appuntamento che unisce alta cucina e paesaggi alpini in una formula davvero originale. La serata prenderà il via alle ore 18 con aperitivo e amuse-bouche alla stazione a valle, per poi proseguire direttamente nelle cabine della funivia, trasformate per l'occasione in eleganti sale da pranzo panoramiche. Il menu accompagnerà gli ospiti tra una raffinata tartare di manzo Simmental, un tortello con fonduta di Grana Padano e tartufo estivo, un sorbetto alla mela verde e basilico e un'entrecôte di Black Angus, prima del dessert finale servito nuovamente alla stazione di partenza. Il tutto accompagnato da vini in abbinamento e da una vista privilegiata sui tetti di Vipiteno e sulle montagne dell'Alta Valle Isarco. Ogni cabina può ospitare fino a sei persone, ideale per coppie, gruppi di amici e famiglie alla ricerca di una serata diversa dal solito. Biglietti su https://rosskopf.skiperformance.com/
Sabato 25 luglio i vigneti dell'Az. Agricola Edoardo Patrone, sulle alture di Domodossola (Verbania), ospitano Vino Vivo, un'intera giornata dedicata agli appassionati del buon bere e a chi desidera conoscere da vicino le eccellenze dell'Alto Piemonte. Dalle 11 alle 21,30 il vino sarà il filo conduttore di un percorso tra degustazioni, incontri con i produttori, masterclass e un suggestivo apericena tra i filari, pensato per valorizzare un territorio che negli ultimi anni sta conquistando crescente attenzione nel panorama enologico italiano. Fino alle 18 saranno protagonisti i banchi d'assaggio con i vini di dodici cantine, insieme alle bollicine piemontesi di Marcalberto, alla birra artigianale RedAle, ai formaggi delle aziende Burki e Faicheese e ai salumi del Divin Porcello. Dalle 17 alle 19 spazio a una masterclass a numero chiuso con degustazione guidata di sei etichette, mentre dalle 19,30 la giornata si concluderà con l’apericena in vigna accompagnato da musica. Attivo un servizio navetta da via Generale Dalla Chiesa a Domodossola. Info su www.edoardopatrone.com/vino-vivo

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LA TAVOLA DEL MONDO
IL SAGGIO CHE RACCONTA LA STORIA DELLA GLOBALIZZAZIONE ATTRAVERSO CIÒ CHE MANGIAMO
Che cosa hanno in comune il vino Porto, una bottiglia di acqua frizzante, una scatoletta di Spam, il poké hawaiano e il caviale del Mar Caspio? Apparentemente nulla. Eppure, ciascuno di questi prodotti racconta un frammento della stessa storia: quella della globalizzazione. È l'intuizione alla base de La tavola del mondo, monumentale volume di cinquecento pagine curato dagli storici Pierre Singaravélou e Sylvain Venayre, in libreria dal 3 luglio per ADD Editore, che invita a osservare il cibo come uno straordinario archivio della storia umana.
Il pregio dell'opera è proprio il metodo. Gli autori non propongono una semplice storia della cucina, ma costruiscono una vera indagine storica in cui ogni alimento diventa la chiave per comprendere commerci, guerre, migrazioni, colonialismo, innovazioni tecnologiche, marketing e trasformazioni culturali. Il risultato è un viaggio sorprendente, capace di demolire molte delle nostre certezze gastronomiche.
Così il vino Porto non è soltanto una delle grandi eccellenze portoghesi, ma il frutto di trattati commerciali, rivalità tra Inghilterra e Francia e strategie politiche che ne fecero un simbolo dell'identità britannica. L'acqua frizzante rivela invece una storia inattesa, nata dagli esperimenti scientifici di Joseph Priestley e dall'espansione dell'industria europea dell'imbottigliamento. Ancora più sorprendente è la vicenda dello Spam: nato durante la Grande Depressione americana come economica carne in scatola, diventò razione fondamentale degli eserciti alleati nella Seconda guerra mondiale per trasformarsi, nel tempo, in un ingrediente identitario della cucina hawaiana e coreana. Anche il poké, oggi simbolo della cucina hawaiana, si rivela una "tradizione reinventata", modellata dalle migrazioni e dagli incontri tra culture del Pacifico, mentre il caviale racconta il passaggio dal monopolio russo alle moderne produzioni d'allevamento, fino all'ascesa della Cina come primo produttore mondiale.
La tavola del mondo è uno di quei libri che cambiano il modo di guardare ciò che abbiamo nel piatto. Dopo averlo letto, una tazza di caffè, una bottiglia d'acqua minerale o un semplice panino smettono di essere soltanto alimenti e diventano il punto d'incontro di secoli di viaggi, contaminazioni e scambi tra popoli. Un saggio rigoroso, ma sorprendentemente scorrevole, che dimostra come la storia dell'umanità possa essere raccontata anche attraverso ciò che ogni giorno portiamo in tavola.

BOCUSE L'ULTIMO IMPERATORE
LA STORIA DELL'UOMO DIETRO AL MITO DELLA NOUVELLE CUISINE
C’è qualcosa di profondamente epico e carnale nel racconto della grande cucina quando diventa destino, vocazione, materia narrativa. Con Bocuse. L’ultimo imperatore, in uscita il 25 febbraio per Slow Food Editore, Gautier Battistella firma un romanzo monumentale che restituisce alla figura di Paul Bocuse la dimensione di mito moderno, intrecciando storia personale, epopea gastronomica e ritratto di un secolo intero.
Il libro attraversa la Francia del Novecento seguendo l’ascesa di un uomo nato tra le risaie e le acque della Saône, erede di una tradizione familiare di mugnai e cuochi, destinato a trasformare il proprio talento in leggenda. La formazione di Bocuse è segnata dalle prove della guerra, dalla durezza dell’apprendistato e dall’incontro con maestri assoluti come Fernand Point, figura filosofica e carismatica della gastronomia francese. Sono anni di disciplina, ambizione e ricerca, in cui il giovane cuoco forgia un’identità fatta di rigore, intuizione e ostinata volontà.
Battistella costruisce una narrazione che alterna dimensione intima e affresco storico. Il racconto segue Bocuse nella ricostruzione del dopoguerra, nella conquista delle tre stelle Michelin e nella trasformazione del suo ristorante di Collonges-au-Mont-d’Or in un santuario del gusto internazionale. Parallelamente emergono le contraddizioni dell’uomo: la vanità, il fascino esercitato sulle donne, la pressione del successo, l’organizzazione quasi militare della cucina come spazio di potere e creazione.
Il romanzo racconta anche la tensione tra tradizione e modernità che segna la Nouvelle Cuisine, movimento di cui Bocuse diventa simbolo e al tempo stesso voce critica, difendendo la centralità della materia prima e del piacere contro ogni deriva intellettualistica. La creazione del Bocuse d’Or consacra definitivamente lo chef come ambasciatore del gusto francese e figura globale, trasformando la cucina in spettacolo e linguaggio universale. Un’opera ambiziosa che consegna al lettore la storia di un uomo che ha fatto della cucina un’arte e del proprio nome un simbolo.
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QUANDO L'ALGORITMO ENTRA IN CUCINA

Algoritmo delizioso di Eneko Axpe non è un semplice libro sull’intelligenza artificiale applicata alla cucina: è un piccolo viaggio dentro il futuro del gusto, raccontato con leggerezza e curiosità. In uscita l’11 febbraio 2026 per Topic, questo volume di 176 pagine affronta una domanda sempre più attuale: cosa accade quando la mente digitale entra nei fornelli?
Axpe parte da esempi concreti per mostrare come l’IA stia già trasformando la gastronomia, tra ricette generate da algoritmi, abbinamenti inattesi e consistenze nate dall’incontro tra competenza umana e calcolo computazionale. Ma il cuore del libro non è la tecnologia in sé. È il dialogo. Quello tra chef e macchina, tra memoria gastronomica e dati, tra creatività e previsione. Il merito principale di Algoritmo delizioso sta nel superare la facile contrapposizione uomo-macchina. L’autore invita a lasciare da parte la tecnofobia e propone un modello collaborativo, dove l’IA diventa uno strumento di esplorazione sensoriale e progettazione culinaria, capace di ampliare – non sostituire – l’immaginazione dello chef.
Tra divulgazione, riflessione critica e storytelling, il libro costruisce una visione nuova del rapporto tra cultura alimentare e innovazione, ricordando che, anche nell’era degli algoritmi, il ruolo umano resta centrale: è l’uomo a porre le domande giuste, a dare senso ai dati, a trasformare un output in esperienza. Un titolo consigliato a chi ama la cucina, la tecnologia e le storie che sanno aprire scenari inattesi sul futuro del gusto.

LA STRADA, LA PASSIONE, I SOGNI, LA CUCINA MAESTRA DI VITA DI ABOU ZAKI

Ecco il romanzo di formazione di uno chef che ha trasformato un’intuizione infantile in un destino. Richard Abou Zaki affida a queste pagine un racconto limpido, sincero, spesso travolgente, che segue il filo di una vocazione nata lontano – in Romania – e cresciuta in Italia, tra sacrifici, passione e una fame di conoscenza che non si è mai spenta.
Il volume, in uscita il 5 dicembre per Maretti Editore, ricostruisce con ritmo serrato il suo viaggio: l’arrivo da bambino in un Paese nuovo, la presenza discreta e fondamentale della madre, l’ingresso all’Alberghiero di Serramazzoni, dove il cibo diventa linguaggio e strada da percorrere senza esitazioni. Poi la gavetta vera, quella che non concede sconti: le cucine leggendarie del Gavroche di Michel Roux Jr., l’approdo all’Osteria Francescana di Massimo Bottura, i turni massacranti che però scolpiscono competenza, carattere e una visione sempre più nitida.
Abou Zaki racconta tutto con un’ironia lieve e una passione contagiosa, rivelando il dietro le quinte di un’ascesa che sembra impossibile e che invece è la somma di sforzi quotidiani. Il culmine è l’apertura di Retroscena a Porto San Giorgio, coronata dalla stella Michelin nel 2021, quando Abou Zaki aveva appena 24 anni. Un successo che non diventa traguardo, ma moltiplicatore di energie: da lì nascono un ristorante, una pizzeria, un ramen bar, e perfino una popolarità televisiva che lo consacra come simbolo nella sua terra natale.
In Cooking my dreams la cucina diventa specchio identitario, disciplina emotiva e atto creativo. Il risultato è un libro vivo, pulsante, capace di parlare non solo agli appassionati di gastronomia ma a chiunque creda che i sogni, quando incontrano la tenacia, possano davvero trasformarsi in futuro.

FISIOLOGIA DEL GUSTO
IL CLASSICO CHE HA INVENTATO LA GASTRONOMIA MODERNA

Ci sono libri che non invecchiano perché contengono già tutto ciò che verrà. La Fisiologia del gusto di Jean-Anthelme Brillat-Savarin, riproposta da Slow Food Editore per celebrare i due secoli dall’uscita, appartiene esattamente a questa categoria: opere che hanno acceso una miccia culturale destinata a bruciare per generazioni. Pubblicato nel 1825, il volume è il primo vero tentativo, compiuto e lucidissimo, di dare all’arte della cucina e al convivio lo stato e la dignità di scienza.
Brillat-Savarin aveva una vita movimentata, tra Belley, Parigi, la Svizzera e gli Stati Uniti, nel pieno della tempesta rivoluzionaria. Magistrato di professione, scrittore per necessità espressiva, è diventato il padre della gastronomia moderna quasi per destino naturale. Il merito sta tanto nella sua struttura quanto nella visione che l’autore coltiva. Non insegna e non giudica, accompagna. E, soprattutto, non perde mai la leggerezza di chi sa che il piacere della tavola è un atto culturale prima ancora che culinario. Il libro è organizzato in una serie di meditazioni che scorrono come un dialogo col lettore: riflessioni sulla fisiologia, racconti, aneddoti e piccole memorie personali si intrecciano in un mosaico che restituisce un altro modo di considerare il cibo. Non più solo nutrimento, ma piacere, conoscenza, identità. Un viaggio nella cultura occidentale quando ancora non esistevano guide, manuali o rubriche gastronomiche, e la parola “gourmet” stava muovendo i primi passi nel lessico europeo.
Questa nuova edizione, impreziosita dalla prefazione di Simonetta Agnello Hornby e dall’introduzione di Carlo Petrini, colloca il testo nel suo giusto orizzonte: quello di un’opera pionieristica, capace di dialogare con il presente pur essendo nata in un’epoca molto più lenta, fatta di carrozze, salotti letterari e tavole illuminate da candele. Leggerla oggi significa ritrovare una voce che parla ancora con sorprendente attualità, perché le domande poste allora – che cosa significa mangiare bene, perché condividere il cibo ci rende umani, quale rapporto esiste tra piacere e conoscenza – continuano a essere le nostre.

DELLA SAGGEZZA DEL GUSTO, OLTRE LE “GASTROMANIE” DEL TEMPO

Il gusto come esperienza di Nicola Perullo torna in libreria in una nuova edizione che conferma l’attualità di un testo ormai classico per chi si interroga sul significato profondo del mangiare. Pubblicato nella collana Slowbook di Slow Food Editore, il volume affronta una questione solo apparentemente semplice: che cos’è davvero il gusto, e perché merita di essere preso sul serio. Perullo ribalta una gerarchia antica, quella che ha a lungo relegato il gusto tra i sensi “minori”, legati al corpo e quindi sospetti sul piano culturale.
Qui il gusto diventa invece un’esperienza complessa, in cui corpo e mente dialogano continuamente, così come natura e cultura, piacere e consapevolezza. Mangiare non è solo soddisfare un bisogno né collezionare emozioni, ma entrare in relazione con il mondo, con gli altri e con se stessi. Si attraversano diversi registri dell’esperienza alimentare: dal piacere immediato al sapere riflessivo, fino a una dimensione spesso trascurata ma decisiva come l’indifferenza, che dice molto del nostro rapporto quotidiano con il cibo. Da questo percorso emerge l’idea di una “saggezza del gusto”, intesa non come codice morale o insieme di regole, ma come atteggiamento aperto, elastico, capace di riconoscere valore tanto nell’alta cucina quanto nei gesti più semplici e ordinari. Il merito principale del saggio sta nel linguaggio: chiaro, accessibile, mai banalizzante, ma solido sul piano teorico. I riferimenti filosofici e culturali sono presenti, ma non schiacciano il lettore; funzionano piuttosto come strumenti per orientarsi in un panorama segnato dalla sovraesposizione mediatica del cibo e dalle derive della “gastromania” contemporanea.
Il gusto come esperienza non è un libro per “iniziati”, né un manifesto ideologico. È piuttosto una bussola critica, utile per chi vuole tornare a pensare il cibo come relazione viva ed ecologica, sottraendolo alla logica del feticcio e della pura performance. Un testo che invita a rallentare, osservare e ascoltare, anche a tavola.

LA STORIA VERA (E INCREDIBILE) DI ANDRÉE IMBERT, QUANDO LA CUCINA NUTRE LA STORIA

Una corona di fiori su una tomba nel Sud della Francia, con la dedica: «To Andrée, with love and gratitude. The Kennedy Family». Da quel mistero prende avvio La cuoca dei Kennedy (Slow Food Editore, collana AsSaggi), il libro in cui Valérie Paturaud ricostruisce l’incredibile vita di Andrée Imbert, la donna che per vent’anni lavorò nella casa dei Kennedy diventando testimone silenziosa della loro quotidianità.
La sua è una vicenda che attraversa il Novecento. Nata in una Francia rurale e povera, “bimba di nessuno”, Andrée passa da una famiglia all’altra fino a trovare nella cucina la sua libertà. Lavora prima a Lione, poi sulla Costa Azzurra, per approdare infine a New York e negli Stati Uniti, dove il suo talento la porta nelle cucine di alcune delle famiglie più influenti del secolo. È lì che entra a servizio dei Kennedy, partecipando da dietro le quinte ai momenti che hanno segnato la Storia: l’occupazione nazista, la Guerra del Vietnam, lo sbarco sulla Luna.
Dalla residenza di Palm Beach alle estati a Hyannis Port, il racconto si snoda tra profumi di torte al cioccolato e il ritmo febbrile della politica americana. Paturaud riesce a mescolare la dimensione privata alla grande cronaca, restituendo il ritratto di una donna schiva ma determinata, per cui la cucina diventa linguaggio, mestiere e riscatto.
La cuoca dei Kennedy è un affresco vivido e preciso dell’America del secolo scorso, visto attraverso una porta di servizio che si rivela privilegiata. E Andrée Imbert, con la sua grazia discreta, finisce per incarnare un’intera generazione di donne che, pur restando ai margini del potere, ne hanno conosciuto ogni giorno il volto più umano.

BASTA UNA GOCCIA
IL CORAGGIO DELLE DONNE CHE CAMBIANO IL MONDO
A volte basta davvero una goccia per innescare un cambiamento. Così si apre Basta una goccia (Slow Food Editore), un volume che racconta dodici storie di donne capaci di trasformare una vita difficile in un laboratorio di futuro. Donne che hanno saputo piegare il dolore in riscatto, il lavoro della terra e della cucina in linguaggi nuovi, restituendo al cibo la sua essenza più vera: strumento di identità e di libertà.
La scrittura intreccia biografia e racconto corale, dando voce a figure straordinarie che hanno seminato dignità e costruito impresa. C’è Maria Grammatico, la bambina cresciuta tra le mura austere del convento di San Carlo a Erice, che ha saputo trasformare le notti fredde passate accanto al forno in un destino dolcissimo: la sua pasticceria è oggi un simbolo della Sicilia e di una femminilità che resiste. C’è Pina Amarelli, che dalla storica fabbrica di liquirizia di famiglia ha saputo trarre un emblema del made in Italy. Accanto a loro, pastore, apicoltrici, cuoche, imprenditrici che hanno fatto dell’amore per il cibo una scelta radicale, a volte solitaria, ma sempre fertile di conseguenze. Sono storie intense, struggenti, illuminate dalla forza silenziosa delle protagoniste. Il cibo, qui, non è solo nutrimento: è un linguaggio politico, un atto poetico, un gesto di cura. Nei dodici ritratti emergono le cicatrici del passato, ma soprattutto la capacità di rovesciarle in energia creativa, di farsi collettività attraverso il lavoro quotidiano.
La collana AsSaggi conferma così la sua vocazione: restituire al lettore libri che siano al tempo stesso testimonianza e invito a guardare oltre. Basta una goccia è una lettura che tocca corde profonde, perché ci ricorda che non servono fiumi per cambiare il mondo: a volte basta una goccia, se sa cadere al momento giusto.
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Maurizio Maschio è giornalista iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, tessera n° 145296

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