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MAURIZIO MASCHIO


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SPACE INSIDER 

DAL 23 AL 25 SETTEMBRE ALLA FIERA DI RIMINI  

BEYOND EXPLORATION EXPO

RIFLETTORI PUNTATI SUL FUTURO DELLA SPACE ECONOMY   

Dimenticate per un attimo razzi che decollano, satelliti che orbitano a centinaia di chilometri sopra le nostre teste e avveniristiche basi sulla Luna. Per capire quanto lo Spazio sia già entrato nella nostra vita quotidiana basta guardarsi attorno: dall’agricoltura di precisione alla telemedicina, dalla mobilità alle telecomunicazioni, dai nuovi materiali alla gestione dell’energia. Ed è proprio nel punto d’incontro tra ciò che nasce per andare oltre la Terra e ciò che può migliorare la vita quaggiù che prende forma BEX – Beyond Exploration Expo, la nuova manifestazione internazionale dedicata alla Space Economy che debutta dal 23 al 25 settembre 2026 al Rimini Expo Centre. 

 

Tre giorni tra industria, scienza, ricerca, finanza e divulgazione che portano per la prima volta alla Fiera di Rimini un format pensato per mettere allo stesso tavolo aziende della filiera spaziale, industrie tradizionali, agenzie, università, centri di ricerca, startup e investitori. Non soltanto dunque upstream e downstream, ma food, agricoltura, healthcare, automotive, tessile, sport, energia e manifattura avanzata: mondi apparentemente lontani che proprio dallo Spazio stanno mutuando tecnologie, materiali e nuovi modelli industriali. 

 

E i numeri spiegano perché il momento sia quello giusto. Secondo i dati riportati dagli organizzatori, il valore della Space Economy italiana ha raggiunto nel 2024 i 4,5 miliardi di euro, con una crescita del 12,3% in un anno, oltre 15 mila occupati e circa 400 aziende; l’Italia si colloca inoltre al sesto posto mondiale per rapporto tra investimenti spaziali e Pil. Un dato distinto, ma altrettanto significativo, riguarda l’intera filiera aerospaziale italiana: 21,4 miliardi di euro di ricavi nel 2024, mentre il solo segmento space risulta cresciuto del 63% rispetto al 2021.

I GRANDI NOMI DELLO SPAZIO A RIMINI 

La prima edizione parte subito mettendo sul tavolo un parterre importante. Tra le realtà coinvolte nel programma figurano Agenzia Spaziale Italiana, ESA, Aeronautica Militare, CNR, ENEA, ENAC, Marina Militare, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Politecnico di Milano, Confindustria e Regione Emilia-Romagna. Sul fronte industriale arrivano invece alcuni dei nomi che stanno scrivendo il presente della space economy italiana e internazionale: Leonardo, Thales Alenia Space, Argotec, ALTEC, Planetek e D-Orbit, accanto ad aziende provenienti da settori terrestri come Dallara, Spacewear, Gruppo Hera e Legor, a dimostrazione di quanto la contaminazione tra filiere sia uno dei fili conduttori di BEX. 

 

Tra i protagonisti più attesi c’è naturalmente il colonnello Walter Villadei, astronauta professionista dell’Aeronautica Militare e Ambassador della manifestazione, reduce dall’esperienza orbitale della missione Ax-3 e chiamato a raccontare anche quel “fattore umano” che diventa decisivo quando il corpo deve vivere e lavorare fuori dall’ambiente terrestre. L’elenco ufficiale degli speaker comprende inoltre Jonathan Cirtain, CEO e President di Axiom Space, Simonetta Di Pippo, direttrice dello Space Economy Evolution Lab della SDA Bocconi, Walter Cugno, Senior Advisor Space Exploration and Science, Antonio Sturiale di Thales Alenia Space, rappresentanti dell’ASI e della filiera industriale, insieme a divulgatori come l’astrofisico Luca Perri e Lorenzo Pinna, storico autore di Superquark e Noos.

Il cuore istituzionale e strategico della manifestazione sarà il BEX Vision Summit – Where Space Meets Industry, con la partecipazione di rappresentanti di Axiom Space e Leonardo Space e, tra gli ospiti annunciati, degli europarlamentari Elena Donazzan e Giorgio Gori. BEX sarà inoltre una tappa ufficiale degli Stati Generali della Space Economy 2026, il percorso promosso dall’Intergruppo parlamentare per lo Spazio attraverso i principali distretti italiani del settore. 

 

A completare il quadro c’è l’Open Innovation District, il distretto riservato all’ecosistema dell’innovazione dove startup, università, centri di ricerca, venture capital, incubatori e acceleratori possono incontrare direttamente industria e investitori. L’area è stata concepita per coprire tutta la nuova catena del valore: dai sistemi di lancio ai satelliti, dai servizi downstream alle operazioni in orbita, dalla robotica ai droni, fino alle applicazioni space-enabled per agritech, healthcare, food, automotive, energia e nuovi materiali. Proprio qui troverà spazio anche lo Space Hackathon promosso dall’Agenzia Spaziale Italiana, che per tre giorni coinvolgerà studenti universitari organizzati in team interdisciplinari e affiancati da mentor nella ricerca di soluzioni a sfide concrete della nuova economia spaziale.
 

 

DALLE FABBRICHE IN ORBITA ALL'AGRICOLTURA SPAZIALE

L’ambizione dichiarata di BEX non è quella di creare l’ennesimo appuntamento nel quale parlare genericamente di futuro, ma di mostrare dove e come l’economia dello Spazio stia già incontrando quella terrestre. 

 

Uno dei focus riguarda l’advanced manufacturing, con un keynote sviluppato dal Comitato Scientifico e Tecnico insieme all’ESA: si parte dalla certificazione a Terra di componenti destinati allo Spazio per arrivare alla prospettiva della produzione direttamente in orbita, scenario destinato ad aprire un mercato completamente nuovo. Sul tavolo ci saranno industria, istituzioni, organismi di certificazione e assicurazioni, con la partecipazione della Motor Valley attraverso Dallara, che porterà la propria esperienza nei materiali compositi e nella manifattura avanzata applicabile anche all’aerospazio. 

 

Poi c’è il capitolo finanziario. La Space Finance Arena, sviluppata con Plug and Play Tech Center, farà incontrare startup e PMI con fondi, banche, assicurazioni e investitori, ribaltando persino il tradizionale meccanismo del pitch: saranno anche gli investitori a presentarsi alle imprese. Tra i soggetti indicati figurano EY, CDP Venture Capital, Galaxia e Primo Space, insieme a INCUBED, il programma ESA di cofinanziamento per lo sviluppo di attività commerciali basate sull’osservazione della Terra.

Per il G-Astronauta, ça va sans dire, il terreno diventa ancora più interessante quando si parla di spinoff applicati alla Terra: a questo proposito,  ENEA parlerà di Space & Urban Farming, mentre Confagricoltura affronterà l’utilizzo del telerilevamento satellitare nelle coltivazioni. Il CNR porterà invece sessioni dedicate a fisiologia, benessere e farmaceutica; Spacewear entrerà nel mondo dei tessuti tecnici, mentre Assosport approfondirà il trasferimento tecnologico tra equipaggiamento sportivo e applicazioni spaziali. Sul fronte digitale, le società del gruppo Reply porteranno invece competenze in intelligenza artificiale, cloud, robotica, connettività avanzata e dati satellitari. 

 

IL G-ASTRONAUTA - BEYOND EXPLORATION EXPO, A RIMINI IL FUTURO DELLA SPACE ECONOMY

BENVENUTI NELLA CASA DELL'ASTRONAUTA 

C’è però un luogo in cui tutte queste contaminazioni diventano improvvisamente concrete. Si chiama The Astronaut’s Home ed è probabilmente uno dei progetti più curiosi dell’intera prima edizione. 

 

La domanda di partenza è semplicissima: come vivremo nello Spazio? Dormire, mangiare, allenarsi, vestirsi, lavorare e prendersi cura della propria salute sono gesti banali finché rimaniamo sulla Terra. Basta togliere gravità, atmosfera e disponibilità illimitata di acqua ed energia perché ogni azione quotidiana diventi invece un problema di ingegneria. È su questo concetto che BEX ha costruito un percorso immersivo articolato in quattro aree tematiche, alle quali si aggiunge la Think Lounge, spazio trasversale destinato a incontri e brevi talk con astronauti, ricercatori e imprese. 

 

Ad accompagnare il percorso sarà Thales Alenia Space, che porterà un modello dell’MPH – Multi-Purpose Habitat, il modulo abitativo destinato alla superficie lunare sviluppato per l’Agenzia Spaziale Italiana nell’ambito del programma Artemis e della cooperazione con NASA. E qui il futuro smette davvero di sembrare lontano: perché progettare una casa sulla Luna significa affrontare oggi problemi che riguardano materiali, energia, alimentazione, salute e sostenibilità e che domani potrebbero tornare utilissimi anche sulla Terra.

Si comincia con The Human Factor, dedicato alla preparazione fisica e mentale degli astronauti, alla medicina e al monitoraggio fisiologico. Qui entrano in gioco realtà come GVM Assistance, Formula Medicine e NTT DATA Italia, mentre Technogym sarà coinvolta nella riflessione sull’allenamento del corpo umano in ambienti extraterrestri.

 

Da qui si passa a The Wearable Habitat, dove la tuta spaziale diventa un vero laboratorio tessile. Spacewear porterà a Rimini le tute utilizzate da Walter Villadei durante il volo con Virgin Galactic, insieme ad alcuni capi di uso quotidiano sviluppati a partire dalle stesse soluzioni tecnologiche. Accanto, in collaborazione con l’Aeronautica Militare, compariranno anche tute legate alla storia dell’esplorazione spaziale italiana. Il Mission Lab condurrà invece direttamente in microgravità. L’Università Politecnica delle Marche presenterà persino un avatar digitale di Walter Villadei capace di dialogare con i visitatori, mentre CETMA permetterà di entrare virtualmente nella Stazione Spaziale Internazionale e mostrerà attraverso un cubo olografico SOMNIIA, la maschera per il monitoraggio del sonno sviluppata a partire da ricerca ASI. 

 

E poi, inevitabilmente, si arriva a tavola. Orbital Harvest è la sezione dedicata alla coltivazione, conservazione e preparazione degli alimenti lontano dalla Terra. ALTEC ricostruirà il viaggio di un pasto spaziale attraverso veri campioni di food destinato alle missioni, mentre ENEA porterà prototipi e un’esperienza in realtà virtuale dedicata alle serre per ambienti estremi. Tra le tecnologie esposte dall’ente di ricerca figurano anche i modelli di GreenCube, il satellite sviluppato per sperimentare la coltivazione in orbita e sistemi biorigenerativi di supporto alla vita. Anche la cucina vera e propria entra così nella progettazione dei futuri habitat. Electrolux Professional ragionerà su sistemi capaci di funzionare in condizioni estreme e, in prospettiva, in microgravità, facendo tesoro delle esperienze già sviluppate per cucine installate in luoghi estremi sulla Terra. E sul confine tra design e space food compariranno Barilla e Artisia, protagoniste dello Space Cocktail, dove il pubblico potrà assaggiare lo Spaghetto 3D, progetto premiato con il Compasso d’Oro. Un piccolo boccone, certo. Ma anche una dimostrazione estremamente concreta di quanto progettazione alimentare, materiali e manifattura additiva possano incontrarsi quando mangiare diventa parte dell’architettura di una missione. 

 

La kermese si sviluppa su circa 8.000 metri quadrati tra hall centrale e padiglione C1, con aree espositive, talk arena, networking, Open Innovation District e The Astronaut’s Home. Ingresso da via Emilia 155, Rimini. Apertura cancelli in orario 9,30-18,30 in tutte e tre le giornate. Ingresso gratuito previa registrazione online e download del ticket dall'area visitatori sul sito https://www.bex-expo.space/en. 

 

 

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