
L’ITINERARIO CROCCANTE DEL G-ASTRONAUTA LUNGO LO STIVALE, TRA PIZZERIE STORICHE E CONTEMPORANEE, IMPASTI, TOPPING E SERATE EVENTO
Anche uno dei piatti della cucina italiana più famosi e amati nel mondo, negli ultimi anni ha fatto registrare un cambio di passo, per adeguarsi alle esigenze e ai gusti dei consumatori, sempre più attenti alla qualità degli ingredienti, agli impasti selezionati e all’esperienza stessa dell’assaggio. La pizza oggi non è più soltanto una questione di gusto, ma di visione: è racconto del territorio, ricerca sugli impasti e la lievitazione, attenzione alla filiera, capacità di dialogare con la cucina contemporanea senza perdere la propria anima popolare.
Il World Pizza Day, che si celebra come da tradizione il 17 gennaio in occasione della Festa di Sant’Antonio Abate, protettore dei pizzaioli e dei fornai, diventa così l’occasione ideale per leggere lo stato dell’arte di un mondo in continua evoluzione. Non una classifica, ma una mappa. Un viaggio che percorre lo Stivale, attraversando stili, scuole e interpretazioni diverse, tutte accomunate da una stessa idea: la pizza come linguaggio universale.

DAL PIEMONTE ALL'EMILIA PASSANDO PER LA LIGURIA
A Torino il World Pizza Day passa da due indirizzi che raccontano bene la doppia anima della città: tradizione e contemporaneità. Da Flegrea, pizzeria storica di corso Massimo d’Azeglio, la pizza napoletana è un fatto serio da quasi cinquant’anni. Forno a legna, materie prime selezionate – molte DOP, IGP e Presìdi Slow Food – e una proposta che include anche un percorso gluten free certificato, con forno dedicato. Per sabato 17 gennaio Flegrea celebra la pizza come piatto inclusivo, accessibile e conviviale, senza rinunciare a tecnica e qualità, affiancando alle classiche margherite pizze signature come la IPA – Italian Pizza & Ale, pensata per dialogare con le birre artigianali del birrificio Soralamà. Info su https://www.flegrea.eu/.
Pochi isolati più in là, Cibrario Forno Contemporaneo racconta invece la pizza al taglio come espressione moderna dell’arte bianca. Jacopo Pistone e il suo team lavorano su blend di farine, alta idratazione e topping costruiti con precisione, dando vita a una pizza da passeggio che non rinuncia alla profondità del gusto. Per il World Pizza Day 2026, Cibrario mette al centro la sua Pizza ai Formaggi, una versione 2.0 del grande classico, dove gorgonzola, caprino, Raschera e Grana Padano dialogano con una base croccante e leggera, frutto di una ricerca quotidiana sugli impasti. Info su https://www.cibrariotorino.it/.
Scendendo verso il mare della Liguria, a Imperia, Kilo celebra il World Pizza Day con una proposta che unisce tecnica e immaginario. La Pizza Tiramisù di Mare, ideata da Jacopo Chieppa, è una pizza contadina con farina multicereali, stesa su semi di girasole, che gioca con i rimandi al celebre dolce italiano trasformandoli in chiave salata. Baccalà cotto a bassa temperatura, aglio nero di Vessalico fermentato, crema di patate affumicata e una leggera spolverata di cacao costruiscono un viaggio sensoriale che omaggia il territorio ligure senza mai sovrastare l’impasto, vero protagonista del progetto Kilo. Info sulla pagina FB https://www.facebook.com/kilopinseria.
In Emilia-Romagna, a Bologna, il World Pizza Day 2026 prende una piega più festosa. Negli spazi di The Social Hub Bologna, il 17 gennaio va in scena il Paradise Pizza x World Pizza Day, una serata che unisce pizza, musica e atmosfera urbana. Un appuntamento pensato per vivere la pizza come momento di condivisione, con il gusto protagonista e DJ set a fare da colonna sonora. Biglietti e info su https://oooh.events/evento/paradise-pizza-tsh-world-pizza-day-biglietti/
Sempre in Emilia-Romagna, ma a Rimini, la pizza diventa competizione e spettacolo professionale. Al SIGEP World 2026 (16–20 gennaio, leggi qui il servizio dedicato) la Pizza Arena ospita eventi e campionati come il Pizza Senza Frontiere – World Pizza Champion Games, dove pizzaioli da tutto il mondo si confrontano su tecnica, creatività e velocità. Un contesto che racconta quanto il settore sia ormai maturo e strutturato, tra mercato, formazione e competizioni di alto livello. Info su https://www.sigep.it/.


NELLA CAPITALE TRA RICERCA STILI DIVERSI E GRANDI FIRME
Roma per chi ama la pizza è un vero mosaico di stili. Da Seu Pizza Illuminati, Pier Daniele Seu continua a raccontare una pizza contemporanea fatta di equilibrio, impasti leggeri e topping che parlano di casa e memoria. La proposta per sabato 17 gennaio guarda alla tradizione reinterpretata, con ricette che uniscono comfort food e tecnica moderna. Info su https://www.seupizza.com/.
Sempre nella capitale, TAC – Thin and Crunchy esplora la via della romana sottile e croccante, portata all’estremo con precisione e rigore. Una pizza essenziale, netta, che fa della semplicità il suo punto di forza. Info su https://www.seupizza.com/.
Con Pizza & Bolle, declinata tra romana, napoletana e formato “to go”, la pizza incontra il mondo del vino e delle bollicine. Per il World Pizza Day 2026 le proposte raccontano il territorio romano e le contaminazioni mediterranee, con un’attenzione particolare agli abbinamenti (info su https://www.pizzaebolle.it/), mentre da Frumentario, Alessandro Santilli continua a stupire con una pizza che dialoga apertamente con il mondo della cucina, tra tecniche da chef e ingredienti costruiti come veri piatti. Per l’occasione, alcune pizze diventano anche pretesto per assaggi e omaggi speciali. Maggiori dettagli su https://www.facebook.com/frumentariopizzaromana/.
Impossibile non citare Impossibile non citare Bonci, con Pizzarium: la pizza in teglia che ha cambiato il modo di intendere questo formato, grazie a impasti strutturati, stagionalità spinta e una selezione maniacale delle materie prime. Anche il 17 gennaio resta una tappa obbligata per chi vuole capire dove può arrivare una pizza al taglio. Info su https://bonci.it/. Ripiena – Max Crunch, con la sua iconica “Pizza da 10”, omaggio alla pizza bianca ripiena romana e agli immaginari anni Ottanta. Croccante, golosa, dichiaratamente pop (info sulla pagina IG https://www.instagram.com/ripienamaxcrunch/).
Infine, il World Pizza Day diventa anche esperienza formativa al Mercato Centrale Roma, dove Luca Mastracci guida una masterclass dedicata agli impasti: teoria, pratica, cottura nel forno a legna e assaggio finale, con possibilità di portare a casa il proprio impasto. Prenotazioni online su https://bit.ly/MCR_pizzadamaster_gen_biglietti

DALL'ABRUZZO ALLA MALESIA LA PIZZA CHE NON CONOSCE CONFINI
In Abruzzo, il World Pizza Day 2026 diventa un racconto di viaggio e di identità per Fermenta, la pizzeria contemporanea di Chieti guidata da Luca Cornacchia e Giorgia Santuccione, che proprio per l'occasione compie il suo primo passo internazionale. Nelle giornate di martedì 13 e giovedì 15 gennaio, infatti, Fermenta vola in Malesia, ospite di Bacio Italian Kitchen a Kuala Lumpur, per due serate evento a quattro mani con lo chef Stefano Criber, anch’egli originario del territorio teatino. Un incontro che nasce da radici comuni e che diventa occasione per raccontare l’Abruzzo dall’altra parte del mondo, attraverso un percorso di impasti diversi, richiami alla tradizione regionale, tecnica contemporanea e valorizzazione della biodiversità locale.
Dopo anni di serate speciali in Abruzzo – le celebri pizza battle – Fermenta ribalta la prospettiva e porta il proprio territorio all’estero, confermando una visione che non si limita al forno di casa ma dialoga con il mondo, senza perdere coerenza, identità e profondità culturale. Info su Fermenta: https://www.fermentapizzeria.it/.

Scendendo lungo lo Stivale, Diego Vitagliano, con le sue sedi tra Napoli, Pozzuoli, Bagnoli e Roma, celebra la giornata con una pizza che è diventata firma: La Rinforzata, un concentrato di tecnica sugli impasti e ingredienti di altissimo profilo, dal cavolfiore marinato alla colatura di alici, fino al tartufo nero. Tutte le info su https://diegovitagliano.it/.
A Napoli, BRO dei fratelli Tutino gioca con l’ironia e con il coraggio, proponendo una ruota di carro contemporanea che non ha paura di uscire dagli schemi, come nella discussa ma amatissima pizza con ananas piccante. Prenotazioni online su https://bropizzeria.it/.
Restando in Campania, I Vesuviani difendono il territorio con un grande classico: salsiccia e friarielli su ruota di carro, in una versione che racconta Napoli senza compromessi. Info su https://pizzeriaivesuviani.it/. A Pontecagnano Faiano (Salerno), I Borboni portano avanti una ricerca sugli impasti che nel 2026 si concretizza anche nei “Capovolti”, padellini cotti al contrario e ispirati al celebre errore delle sorelle Tatin. Prenotazioni online su https://iborbonipizzeria.com/.


In Puglia il nostro itinerario fa tappa a Gioia del Colle (Bari), dove Brando Pizza Bistrot di Roberta Esposito continua a lavorare su una pizza che tiene insieme tecnica, identità e materia prima locale. Qui la pizza non è mai esercizio di stile, ma una costruzione solida che parte dagli impasti e arriva dritta al territorio.
Per sabato 17 gennaio la proposta scelta è volutamente semplice solo in apparenza: Aglio, olio e peperoncino, una ricetta classica che diventa banco di prova per la qualità assoluta degli ingredienti, dalla Mozzarella di Gioia del Colle DOP ai pomodori secchi, fino ai peperoncini selezionati. Una pizza che racconta la Puglia senza sovrastrutture, puntando su equilibrio, precisione e profondità di gusto, in un locale che negli anni ha costruito una sua cifra riconoscibile, capace di parlare tanto agli appassionati quanto a chi cerca semplicemente una grande pizza fatta bene. Info e prenotazioni online su https://www.brandopizzabistrot.it/.
Scendendo ancora, in Calabria, il World Pizza Day diventa occasione per ribadire un’identità forte e senza compromessi. De Giuseppe Pizzeria, a Rende (Cosenza), porta avanti una scelta chiara: proporre esclusivamente la pizza della tradizione locale, bassa e ampia, a metà strada tra ruota di carro e romana, utilizzando solo ingredienti del territorio. La pizza bandiera è La Cosentina con rape e salsiccia, una dichiarazione d’intenti che mette insieme verdure di stagione, salsiccia di fegato e fior di latte, in un racconto che parla la lingua della tradizione locale ma con una consapevolezza contemporanea. È una pizza che non cerca scorciatoie né ammiccamenti, ma rivendica con orgoglio una specificità territoriale ancora poco raccontata, dimostrando come anche fuori dai grandi riflettori la pizza possa essere strumento di identità culturale e gastronomica. Info su https://degiuseppepizzeria.it/.
A chiudere il viaggio è la Sicilia, con Sitari – Sorce Family ad Agrigento, una realtà giovane che ha scelto di raccontare il Sud attraverso una pizza elegante, contemporanea e profondamente legata al territorio. Per il World Pizza Day 2026 la proposta simbolo è La Nostra Sud, una pizza che mette insieme fior di latte, bresaola di tonno, datterino giallo semisecco, cipolla marinata e scorza di limone, costruendo un equilibrio raffinato tra mare, agrumi e sapidità. È una pizza che parla siciliano senza essere folkloristica, capace di unire memoria e visione, e che racconta bene la nuova generazione di pizzaioli dell’isola: consapevoli, curiosi, attenti alla materia prima e pronti a usare la pizza come mezzo espressivo, non solo come comfort food. Info su https://www.sitari.it/.

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